Crans-Montana, Procura di Roma ordina autopsie sulle vittime italiane: cosa può emergere davvero
Indice dei Contenuti:
Indagini della procura di Roma
Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio in relazione al rogo di Crans-Montana che ha causato 40 morti, tra cui sei italiani, e 116 feriti, 14 dei quali connazionali. L’iniziativa conferisce alla vicenda un profilo giudiziario transnazionale, in linea con le mosse di Francia e Belgio.
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Il procedimento è stato attivato dai pm capitolini, competenti per fatti che coinvolgono cittadini italiani all’estero, a seguito di una comunicazione della Farnesina con l’elenco ufficiale di vittime e feriti accertato dalle autorità consolari.
Previsto un incontro tra l’ambasciatore in Svizzera Gian Lorenzo Cornado e la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud per il coordinamento investigativo. L’avvio dell’inchiesta in Italia era stato auspicato dall’avvocato Sébastien Fanti, che ha richiamato una “competenza residuale” italiana alla luce dell’alto numero di connazionali coinvolti.
Cooperazione giudiziaria internazionale
Le autorità di Belgio e Francia hanno affiancato la Svizzera nelle attività investigative, definendo un perimetro di collaborazione che estende il dossier oltre i confini elvetici. La procura belga si è dichiarata disponibile a eseguire atti sul proprio territorio, inclusa l’eventuale audizione di testimoni utili all’accertamento dei fatti.
In parallelo, è stato confermato il raccordo tra la Procura di Roma e la procuratrice generale del Canton Vallese per evitare duplicazioni e garantire la circolazione tempestiva degli elementi probatori. L’interscambio avviene anche tramite canali diplomatici e consolari, attivati dopo la comunicazione ufficiale della Farnesina.
Il coinvolgimento multilivello assicura che eventuali atti urgenti, come sequestri documentali o acquisizioni di immagini di sorveglianza, possano essere eseguiti con riconoscimento reciproco. Il coordinamento verte anche sull’assistenza giudiziaria per la definizione delle responsabilità e sul rispetto delle competenze nazionali nei procedimenti paralleli.
Autopsie sulle vittime italiane
La Procura di Roma ha disposto l’autopsia sulle sei vittime italiane del rogo di Crans-Montana, delegando l’esecuzione agli uffici di Milano, Bologna e Genova. L’obiettivo è accertare con rigore le cause dei decessi, i tempi dell’intossicazione, l’eventuale presenza di sostanze e le dinamiche lesive compatibili con l’incendio.
Gli esami medico-legali saranno svolti nel rispetto degli standard internazionali, con tracciabilità dei campioni e catena di custodia condivisa con l’autorità elvetica per garantire utilizzabilità processuale in procedimenti paralleli.
I risultati confluiranno nel fascicolo capitolino insieme alle informazioni trasmesse dalla Farnesina e ai riconoscimenti effettuati dalle autorità consolari, costituendo un tassello chiave per la ricostruzione causale e l’eventuale qualificazione delle responsabilità.
FAQ
- Quali autopsie sono state ordinate?
Esami medico-legali sulle sei vittime italiane dell’incendio di Crans-Montana. - Chi esegue gli accertamenti?
Procure delegate di Milano, Bologna e Genova su mandato della Procura di Roma. - Qual è la finalità delle autopsie?
Stabilire cause di morte, tempi dell’intossicazione e compatibilità delle lesioni con le dinamiche dell’incendio. - I risultati saranno condivisi con la Svizzera?
Sì, nell’ambito della cooperazione giudiziaria e per l’utilizzabilità in procedimenti paralleli. - Le famiglie saranno informate sugli esiti?
Sì, secondo le procedure di legge e tramite i canali delle autorità giudiziarie e consolari. - Quando si attendono i primi riscontri?
Dopo gli esami di laboratorio e la validazione medico-legale, con tempi tecnici comunicati dagli uffici competenti.
Responsabilità e misure di sicurezza
L’attenzione investigativa converge sulle responsabilità del Comune di Crans-Montana e sul rispetto delle norme di prevenzione incendi nel Constellation, dove il soffitto era rivestito con schiuma fonoassorbente altamente infiammabile. Le autorità del Vallese hanno evidenziato possibili lacune nei controlli, mentre il Comune ha ammesso l’assenza di verifiche negli ultimi cinque anni, in contrasto con quanto previsto dalla legislazione locale.
Sul piano tecnico, la dinamica indicata dagli inquirenti parla di un piccolo fuoco d’artificio fissato su una bottiglia di champagne, sollevata fino all’altezza del soffitto, che avrebbe innescato l’incendio. Il quadro apre interrogativi sul rispetto delle regole di sicurezza, sulla gestione del rischio pirotecnico in un locale chiuso e sulla conformità dei materiali installati.
Nel fronte penale, l’attenzione include i proprietari francesi del bar, Jacques Moretti e Jessica Maric, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Gli avvocati delle famiglie chiedono misure cautelari e massima trasparenza sugli accessi, sulle certificazioni e sui protocolli di emergenza adottati la notte della tragedia.
FAQ
- Quali ipotesi di reato sono contestate?
Omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo. - Chi è sotto scrutinio per i controlli?
Il Comune di Crans-Montana per presunte inadempienze nelle verifiche quinquennali. - Qual è la dinamica tecnica ipotizzata?
Un fuoco d’artificio su una bottiglia avrebbe incendiato il soffitto rivestito con materiale infiammabile. - Quali profili di sicurezza sono in esame?
Uso di pirotecnici in spazi chiusi, conformità dei materiali, piani di emergenza e certificazioni. - Chi sono i proprietari indagati?
Jacques Moretti e Jessica Maric, titolari del locale Constellation. - Cosa chiedono le famiglie delle vittime?
Misure cautelari, accertamenti su controlli, autorizzazioni e procedure di evacuazione.




