Crans-Montana nuovo testimone rilancia le indagini sul caso Moretti

Incendio di Capodanno a Crans-Montana: la testimonianza che può cambiare l’inchiesta
Nuovi elementi emergono sull’incendio di Capodanno al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita diverse persone. Una testimonianza raccolta dal giornalista investigativo Alessandro Politi indica che i proprietari, i coniugi Moretti, avrebbero rifiutato materiali ignifughi per l’arredamento, giudicandoli troppo costosi, e avrebbero confidato di poter contare su coperture in Comune. Se tali dichiarazioni fossero confermate dagli inquirenti, il quadro giuridico e politico dell’inchiesta potrebbe subire una svolta, con effetti diretti sulla qualificazione del reato e sulla credibilità dei controlli pubblici a livello locale.
La posizione delle autorità elvetiche, che finora non hanno ascoltato formalmente il testimone, solleva interrogativi sulla completezza e sull’imparzialità delle indagini in corso.
La scelta dei materiali e le presunte coperture al Comune
Il fornitore, che nel 2015 curò parte dell’arredo de Le Constellation, sostiene che i coniugi Moretti rifiutarono esplicitamente materiali ignifughi omologati, ritenendoli troppo onerosi rispetto alle alternative non a norma. Secondo il suo racconto, i proprietari avrebbero affermato di avere “persone che li potevano coprire al Comune di Crans-Montana”, lasciando intendere una rete di protezioni amministrative.
Se questo dialogo fosse confermato, emergerebbe un rischio sistemico: non solo un locale potenzialmente insicuro, ma un sistema di controlli vulnerabile a pressioni, favoritismi o omissioni, con ricadute su tutta la filiera della sicurezza nei pubblici esercizi.
Dal sospetto di colpa alla possibile ipotesi di dolo
Secondo l’analisi di Alessandro Politi, la consapevole rinuncia ai materiali ignifughi, unita al presunto affidamento su coperture istituzionali, potrebbe trasformare l’ipotesi di reato da colpa a dolo eventuale o comunque aggravato. Non si tratterebbe più solo di negligenza o imprudenza, ma di una scelta deliberata di accettare il rischio di un incendio pur di risparmiare costi.
Un’eventuale riqualificazione dell’accusa comporterebbe responsabilità penali più pesanti per i proprietari, oltre a esigere una verifica rigorosa delle catene autorizzative, dei controlli antincendio e delle certificazioni rilasciate negli anni al locale svizzero.
La denuncia inascoltata del fornitore e le criticità dell’indagine


Il fornitore, la cui identità resta riservata per ragioni di sicurezza, riferisce di aver contattato in più occasioni polizia municipale, polizia cantonale e pubblico ministero competente sul rogo senza ottenere alcuna convocazione formale. Questa mancata audizione, a fronte di un contenuto potenzialmente dirimente, apre un fronte delicato: la gestione delle segnalazioni e la capacità delle autorità di integrare tempestivamente le prove offerte da soggetti terzi.
In un contesto di alta sensibilità pubblica, ogni ritardo o omissione rischia di minare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario e di alimentare il sospetto di possibili coperture.
Segnalazioni ripetute e mancata convocazione
Secondo quanto ricostruito da Alessandro Politi, il fornitore avrebbe inviato comunicazioni formali e informali alle diverse strutture investigative, offrendo disponibilità a testimoniare sui rapporti avuti con i coniugi Moretti e sulle loro scelte in materia di sicurezza antincendio. Nonostante ciò, a oggi non sarebbe stato interrogato, né come persona informata sui fatti né come testimone assistito.
Questa situazione solleva dubbi sull’efficacia del coordinamento tra polizia municipale, polizia cantonale e procura, nonché sulla gestione del flusso informativo in un caso che richiede massima trasparenza e tracciabilità degli atti.
Impatto sulla credibilità dell’inchiesta svizzera
La mancata audizione di un testimone chiave rischia di diventare un elemento centrale nel dibattito pubblico sulla correttezza dell’indagine in Svizzera. Inchieste su eventi con molte vittime richiedono protocolli rigorosi di ascolto, verifica e archiviazione delle testimonianze, soprattutto quando segnalano possibili legami tra operatori privati e istituzioni locali.
Un eventuale ritardo nel coinvolgimento del fornitore potrebbe avere conseguenze anche processuali: la difesa delle parti civili potrebbe contestare la completezza delle indagini preliminari, chiedendo approfondimenti, perizie supplementari e l’acquisizione integrale del materiale giornalistico raccolto sul caso.
Il ruolo del giornalismo investigativo e le intimidazioni subite
Nel vuoto investigativo attorno a questa testimonianza, il lavoro del giornalismo d’inchiesta sta assumendo un ruolo essenziale di interesse pubblico. Alessandro Politi, inviato di Storie Italiane e collaboratore di 1Mattina News, ha raccolto e verificherà in onda il racconto del fornitore, anticipato da Tg1. Parallelamente, la sua squadra ha subito minacce e aggressioni mentre documentava un altro locale dei coniugi Moretti, confermando quanto il contesto resti teso.
In scenari così sensibili, la protezione dei cronisti e la tutela delle fonti diventano variabili decisive per garantire il diritto dei cittadini a un’informazione completa e verificata.
L’intervista integrale e il possibile cambio di scenario
L’intervista al fornitore sarà trasmessa integralmente lunedì 16 febbraio alle 9:50 su Storie Italiane in onda su Rai1, con ulteriori approfondimenti previsti su 1Mattina News. Il materiale video e audio costituisce una base documentale che potrà essere messa a disposizione, su richiesta, anche degli organi inquirenti.
La pubblicazione integrale delle dichiarazioni, con nomi, date e circostanze, potrebbe costringere la magistratura elvetica a riconsiderare il perimetro delle indagini, verificando sia la catena decisionale interna al locale sia l’eventuale coinvolgimento di funzionari del Comune di Crans-Montana.
Minacce alla troupe e rischi per la libertà di informazione
Il 6 gennaio, pochi giorni dopo la tragedia, Alessandro Politi, il collega Domenico Marocchi e i filmmaker Riccardo Nava e Giovanni Currò sarebbero stati oggetto di minacce e aggressioni davanti a un altro locale riconducibile ai coniugi Moretti. Gli aggressori si sarebbero qualificati come dipendenti, in quello che appare come un tentativo di ostacolare le riprese e intimidire la squadra.
Questi episodi si inseriscono in un quadro in cui chi ricostruisce fatti scomodi può diventare bersaglio di pressioni. La documentazione puntuale delle intimidazioni, con testimonianze e immagini, è cruciale per garantire che eventuali responsabilità vengano vagliate anche sul piano penale.
FAQ
Che cosa è successo al locale Le Constellation di Crans-Montana?
La notte di Capodanno, il locale Le Constellation di Crans-Montana è stato teatro di un incendio devastante che ha provocato diverse vittime e innescato un’inchiesta penale sulle cause del rogo e sulle misure di sicurezza adottate.
Chi sono i coniugi Moretti coinvolti nell’inchiesta?
I coniugi Moretti sono indicati come proprietari del locale Le Constellation e di altri esercizi nella zona. Le nuove testimonianze li descrivono come decisori diretti sulle scelte di arredamento e sicurezza antincendio del locale.
Che cosa sostiene il fornitore sull’uso dei materiali ignifughi?
Il fornitore afferma che i coniugi Moretti avrebbero rifiutato l’utilizzo di materiali ignifughi certificati per gli arredi, perché ritenuti troppo costosi, optando per soluzioni non conformi alle migliori pratiche di sicurezza.
Perché questa testimonianza può incidere sulla qualificazione del reato?
Se venisse dimostrata una scelta consapevole di risparmiare sulla sicurezza, la condotta potrebbe essere inquadrata non come mera colpa, ma come ipotesi più grave, fino al dolo eventuale, aumentando il livello di responsabilità penale.
Per quale motivo il testimone non è ancora stato ascoltato?
Secondo il suo stesso racconto, pur avendo contattato polizia municipale, polizia cantonale e pubblico ministero, non è stato sinora convocato. Le autorità non hanno ancora reso pubbliche le motivazioni di questa mancata audizione.
Qual è il ruolo di Alessandro Politi in questa vicenda?
Alessandro Politi è il giornalista investigativo che ha raccolto la testimonianza del fornitore, segue il caso come inviato di Storie Italiane e collabora con 1Mattina News, offrendo un monitoraggio sul campo degli sviluppi giudiziari.
Che cosa è accaduto alla troupe davanti all’altro locale dei Moretti?
Il 6 gennaio, Politi, Domenico Marocchi, Riccardo Nava e Giovanni Currò avrebbero subito minacce e aggressioni da persone che si sarebbero presentate come dipendenti dei coniugi Moretti, in un contesto percepito come intimidatorio.
Qual è la fonte principale delle informazioni sulla nuova testimonianza?
La fonte principale è il lavoro giornalistico di Alessandro Politi, con anticipazioni trasmesse dal Tg1 e l’intervista integrale al fornitore annunciata su Storie Italiane di Rai1, da cui provengono i dettagli analizzati in questo articolo.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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