Crans-Montana Moretti crollo clamoroso ecco la mossa che ha spezzato la fuga

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Nuove accuse sulla somministrazione di alcol ai minori
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Crans-Montana, nuove contestazioni scuotono il caso del rogo al Le Constellation: secondo i legali di alcune famiglie, i titolari Jacques e Jessica Moretti avrebbero servito alcolici a minori di 16 anni in quantità tali da comprometterne lucidità e reattività. Una condotta che, per le parti offese, rientrerebbe nell’articolo 136 del codice penale svizzero: somministrazione di sostanze nocive ai minori.
L’avvocato Mattia Tonella, che assiste i parenti di Sofia Prosperi, sollecita la Procura di Sion a valutare se l’alcol abbia rallentato la fuga alle prime fiamme, incidendo sulla dinamica delle vittime under 16. Se confermato, il quadro aprirebbe alla verifica del dolo eventuale in capo ai gestori.
La tesi accusatoria collega la somministrazione massiva di bevande alla riduzione dei tempi di reazione nel momento critico, elevando il profilo di responsabilità oltre la semplice negligenza. Gli avvocati chiedono accertamenti puntuali su quantità servite, controlli all’ingresso, policy interne e eventuali ordini impartiti allo staff.
Al centro anche la tracciabilità delle consumazioni: scontrini, sistemi cassa, video e testimoni potrebbero determinare il nesso tra lo stato psicofisico dei minori e la capacità di mettersi in salvo. Il fascicolo, se integrato con riscontri tossicologici, potrebbe consolidare l’ipotesi di un rischio prevedibile e accettato dai gestori.
Ritardi e lacune nelle autopsie e nelle indagini
Nel fascicolo emergono vuoti investigativi che pesano sull’accertamento delle responsabilità: autopsie disposte in ritardo, in alcuni casi mai richieste, e sequestri digitali eseguiti giorni dopo il rogo. Un rapporto della polizia italiana segnala che la Procura svizzera non ha ordinato esami forensi sui corpi delle vittime italiane e che i certificati di morte non riportano la causa del decesso.
Emblematico il caso del diciassettenne Tristan Pidoux: l’errore sull’incarico ai medici legali è emerso il 13 gennaio, quando il funerale era già in preparazione. Situazione analoga per Guillaume Oana, 18 anni, con il sequestro della salma intervenuto a ridosso della tumulazione.
Gli avvocati delle famiglie contestano anche la tempistica delle perquisizioni: computer e telefoni sequestrati con ritardo, mancato blitz negli uffici comunali e analisi dei sistemi di videosorveglianza non ancora concluse. La catena di custodia delle prove rischia di essere compromessa.
Le difese chiedono la preservazione immediata di cassa, log digitali, registri del personale e tracciati delle telecamere per ricostruire flussi, uscite di sicurezza e gestione dell’emergenza. L’assenza di tossicologici tempestivi può incidere sulla valutazione del nesso tra stato psicofisico delle vittime e dinamica della fuga. La Procura di Sion è sollecitata a colmare le lacune con atti integrativi e audit interni sulle procedure adottate.
La difesa dei Moretti e i nodi ancora irrisolti
La linea difensiva di Jessica e Jacques Moretti punta a smontare le accuse di fuga e negligenza: l’avvocata Yael Hayat sostiene che Jessica abbia allertato i soccorsi, circostanza che – afferma – risulta documentata. Sulla presunta schiuma infiammabile, Jacques riferisce di aver chiesto ai fornitori garanzie sulla sicurezza dei materiali, senza ricevere indicazioni di rischio.
Restano irrisolti i punti chiave: l’uscita di sicurezza bloccata, l’effettiva tracciabilità delle chiamate d’emergenza e la natura dei materiali usati all’interno del Le Constellation. La difesa invoca la visione integrale dei filmati per chiarire tempi, condotte e percorsi di evacuazione.
I legali dei Moretti chiedono di cristallizzare prove digitali e supply chain dei materiali, con focus su certificazioni, manuali tecnici e contratti di fornitura. In parallelo, sollecitano una perizia indipendente su impianti, uscite e conformità antincendio.
Sul fronte investigativo, la verifica delle telefonate ai numeri d’emergenza e dei registri interni dello staff diventa decisiva per attestare le azioni compiute nei minuti critici. L’analisi delle telecamere, indicata come snodo probatorio, dovrà rispondere su apertura delle vie di fuga, gestione del panico e tempi di reazione del personale. La controversia resta aperta su eventuali responsabilità concorrenti tra gestione del locale e controlli delle autorità.
FAQ
- Qual è la posizione ufficiale della difesa dei Moretti?
La difesa sostiene che Jessica Moretti abbia chiamato i soccorsi e che non vi sia stata fuga. - Cosa afferma Jacques Moretti sui materiali utilizzati?
Dichiara di aver chiesto ai fornitori se la schiuma fosse pericolosa, senza ricevere indicazioni di rischio. - Quali elementi probatori restano centrali?
Filmati di sorveglianza, registri delle chiamate, documenti di fornitura e certificazioni dei materiali. - Perché l’uscita di sicurezza è un nodo irrisolto?
Serve l’analisi delle telecamere per chiarire se e quando sia stata bloccata o inagibile. - Quali verifiche tecniche vengono richieste?
Perizia su impianti, uscite, conformità antincendio e catena di fornitura dei materiali. - Che ruolo ha lo staff nella ricostruzione dei fatti?
I registri interni e le testimonianze potranno attestare le azioni durante l’emergenza. - Qual è la fonte giornalistica citata nel caso?
Le ricostruzioni e gli sviluppi sono riportati da Il Messaggero.




