Crans-Montana, l’avvocato accusa i Moretti e il Comune: richiesta di arresto e intrecci di potere

Indice dei Contenuti:
Accuse e richieste dell’avvocato
Sébastien Fanti, legale delle famiglie colpite a Crans-Montana, rompe il riserbo e annuncia l’intenzione di chiedere l’arresto dei Moretti e di alcuni dirigenti comunali. Secondo il penalista, le responsabilità non si fermano ai proprietari del locale ma investono anche l’amministrazione. «Presenterò istanze formali, anche se so che non verranno accolte», afferma.
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Denuncia un clima di prossimità che, a suo dire, ostacolerebbe misure tempestive: «Qui tutti giocano a golf insieme». Il riferimento è al presunto intreccio di relazioni nel resort che, per l’avvocato, avrebbe rallentato sequestri, perquisizioni e acquisizione di prove decisive nelle prime ore.
Fanti sostiene che nel comprensorio «si sapeva» delle irregolarità della struttura e critica la gestione iniziale degli atti urgenti. La sua linea: tutela delle vittime attraverso arresti cautelari, per garantire integrità probatoria e trasparenza procedurale, con un perimetro d’indagine che includa anche funzionari pubblici.
Dubbi sull’origine dei fondi Moretti
Sébastien Fanti mette in discussione la provenienza del denaro con cui Jacques Moretti avrebbe comprato immobili a Crans-Montana per milioni di franchi senza ricorrere ad alcuna ipoteca. Il legale sottolinea che in decenni di attività notarile non ha visto stranieri stabilirsi in Svizzera senza mutuo.
Rileva inoltre l’assenza, nel Canton Vallese, di un’unità di informazione finanziaria paragonabile a Tracfin, circostanza che, a suo dire, rende opaca la tracciabilità dei capitali. «Non sappiamo da dove provengano i soldi del signor Moretti», afferma, collegando il tema alle verifiche anti-riciclaggio.
Secondo Fanti, parte degli acquisti – stimati in circa 3 milioni di franchi – sarebbe avvenuta in contanti, elemento che rafforza la richiesta di controlli bancari e notarili e di incrocio documentale su transazioni, provenienze e beneficiari effettivi.
Critiche alla conduzione delle indagini
Le contestazioni si concentrano sulla linea tenuta dalla procuratrice Beatrice Pilloud e dal pool di quattro magistrati sull’incendio del Le Constellation a Crans-Montana. A quasi 48 ore dai fatti, i proprietari Jacques Moretti e Jessica Maric erano ancora definiti «innocenti», scelta letta come eccesso di garantismo.
Le famiglie e l’avvocato Sébastien Fanti sostengono che un fermo immediato di 24 ore avrebbe consentito perquisizioni mirate e il rapido sequestro di elementi probatori. L’ambasciatore italiano ha espresso posizione analoga, sollecitando misure cautelari tempestive.
Fanti denuncia ritardi nelle attività urgenti e teme dispersione di prove nelle prime ore, insistendo su un perimetro investigativo esteso anche a funzionari locali e all’amministrazione del resort.
FAQ
- Chi è l’avvocato che rappresenta le famiglie?
Sébastien Fanti, legale vallesano con esperienza notarile e penale.
- Quali sono le principali critiche alle indagini?
Ritardi nei fermi, garantismo eccessivo e possibili lacune nel sequestro tempestivo di prove.
- Chi sono i proprietari del locale coinvolti?
Jacques Moretti e Jessica Maric, ora indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi.
- Perché è contestata la scelta della procura?
L’assenza di arresti iniziali avrebbe ostacolato perquisizioni e acquisizioni probatorie.
- Qual è il ruolo di Beatrice Pilloud?
È la procuratrice che coordina l’inchiesta con quattro magistrati.
- Quali misure chiedono le famiglie?
Arresti cautelari, perimetro d’indagine ampliato e massima tutela della catena di custodia delle prove.
Ipotesi di procedimento penale in Italia
Sébastien Fanti chiede che le parti civili possano presenziare alle udienze, oggi precluse, per garantire controllo e parità di diritti processuali. Invoca la possibilità di attivare una competenza residuale italiana, vista l’elevata quota di vittime connazionali coinvolte nell’incendio del Le Constellation.
Secondo il legale, l’apertura di un fascicolo in Italia affiancherebbe l’inchiesta svizzera e quella già avviata in Francia, rafforzando l’acquisizione di prove e la cooperazione giudiziaria. La richiesta mira a consentire rogatorie rapide, tutela delle famiglie e verifica autonoma su responsabilità e catena di comando.
L’obiettivo è garantire un perimetro investigativo multilaterale, con possibili misure cautelari e atti urgenti sincronizzati tra autorità, superando i limiti di accesso agli atti e la frammentazione delle competenze.
FAQ
- Chi è l’avvocato che rappresenta le famiglie?
Sébastien Fanti, legale vallesano con esperienza notarile e penale.
- Quali sono le principali critiche alle indagini?
Ritardi nei fermi, garantismo eccessivo e possibili lacune nel sequestro tempestivo di prove.
- Chi sono i proprietari del locale coinvolti?
Jacques Moretti e Jessica Maric, ora indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi.
- Perché è contestata la scelta della procura?
L’assenza di arresti iniziali avrebbe ostacolato perquisizioni e acquisizioni probatorie.
- Qual è il ruolo di Beatrice Pilloud?
È la procuratrice che coordina l’inchiesta con quattro magistrati.
- Quali misure chiedono le famiglie?
Arresti cautelari, perimetro d’indagine ampliato e massima tutela della catena di custodia delle prove.




