Crans-Montana, Jessica Moretti rompe il silenzio: la corsa ai pompieri cambia tutto nella tragedia

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Versione della difesa
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Gli avvocati di Jacques e Jessica Moretti respingono come “false” e “distorte” le ricostruzioni circolate sull’incendio di Crans-Montana e sugli attimi successivi, offrendo la versione ufficiale dei loro assistiti in un’intervista a RTS. La coppia, indagata e sottoposta a misure cautelari per omicidio, lesioni e incendio colposi, sostiene di voler affrontare la giustizia senza sottrarsi alle proprie responsabilità. Gli avvocati sottolineano che i Moretti sono in lutto per la tragedia che ha colpito il locale Le Constellation, dove hanno perso la vita 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Il team difensivo, guidato da Yaël Hayat, Patrick Michod e Nicola Meier, afferma che contro la coppia è in corso una “vendetta” priva di legami con la giustizia. Nella ricostruzione fornita, viene ribadito che Jessica Moretti si trovava nel seminterrato quando l’incendio è divampato, innescato dalle candele scintillanti portate sulle bottiglie di champagne. Gli avvocati escludono che quella fase rientrasse in una rigida catena di comando interna, rimandando all’inchiesta l’accertamento puntuale dei ruoli.
Secondo la difesa, l’obiettivo è smontare narrazioni infondate e riportare i fatti al centro del procedimento, confermando la disponibilità dei Moretti a collaborare con le autorità e a chiarire ogni passaggio della serata della tragedia.
Smentite e chiarimenti
Gli avvocati contestano la diffusione di presunte prove manipolate, in particolare il video che mostrerebbe Jessica Moretti fuggire con l’incasso. Definiscono la clip “fabbricata” e priva di attendibilità, precisando che la manager è salita di corsa per allertare i vigili del fuoco, circostanza che risulta agli atti. L’attribuzione di intenti elusivi viene quindi bollata come una distorsione dei fatti.
La difesa respinge la narrazione di una catena di comando che avrebbe indirizzato le operazioni nel locale Le Constellation durante l’emergenza. Viene rimarcato che le responsabilità operative saranno delineate dall’indagine, senza sovrapposizioni di ruoli imposte ex post. Ogni affermazione sul coordinamento interno viene ricondotta a verifiche documentali e testimonianze.
Sul tema dell’uscita di sicurezza nel seminterrato, gli avvocati evitano valutazioni premature: non risulterebbe chiusa a chiave e la reale accessibilità sarà chiarita attraverso le immagini integrali della videosorveglianza acquisite al fascicolo. L’obiettivo dichiarato è separare i fatti accertati dalle speculazioni, fermando la spirale di accuse ritenute “vendicative” e non fondate su riscontri oggettivi.
Sicurezza e responsabilità
Patrick Michod evidenzia che le ispezioni svolte non avevano segnalato rischi collegati alla schiuma fonoassorbente installata nel Le Constellation, escludendo che fosse prevedibile un simile innesco. Secondo la difesa, l’acquisto del materiale avvenne dichiarandone l’uso in un esercizio pubblico, con richiesta esplicita ai fornitori sulla sicurezza del prodotto.
Jacques Moretti, riferiscono i legali, aveva chiesto se la schiuma comportasse pericoli e operò confidando nelle indicazioni ricevute. Il tema delle conformità tecniche viene rimesso agli accertamenti, che dovranno verificare forniture, certificazioni e riscontri delle verifiche precedenti all’incendio.
Sull’uscita di emergenza nel seminterrato, la difesa evita conclusioni: non risulterebbe serrata, mentre l’effettiva fruibilità sarà valutata tramite le registrazioni integrali della videosorveglianza. Ogni profilo di colpa, sottolineano gli avvocati, dipenderà dall’analisi tecnica delle procedure di sicurezza e dalla catena delle decisioni validate dalle ispezioni.
Il perimetro della responsabilità, per i difensori, non può prescindere dai dati oggettivi: tipologia dei materiali, modalità di installazione, controlli svolti e corrispondenza tra norme e prassi operative. Le conclusioni, ribadiscono, spetteranno all’inchiesta sulla base di evidenze verificabili e non di ricostruzioni congetturali.
FAQ
- Qual è la posizione della difesa sulla schiuma installata?
Le ispezioni non avevano rilevato pericoli; il materiale sarebbe stato acquistato per uso pubblico chiedendo ai fornitori indicazioni sulla sicurezza. - Jacques Moretti aveva chiesto chiarimenti sui rischi?
Sì, secondo i legali aveva domandato se la schiuma fosse pericolosa. - Le uscite di sicurezza erano bloccate?
La difesa sostiene che non risultavano chiuse a chiave; l’accessibilità sarà valutata tramite i filmati completi. - Chi certificherà le responsabilità?
L’inchiesta, basandosi su perizie tecniche, documenti e immagini di videosorveglianza. - Quali elementi tecnici sono sotto esame?
Tipologia e certificazioni dei materiali, installazione, ispezioni pregresse e conformità alle norme. - La prevedibilità dell’incendio è contestata?
Sì, i legali affermano che l’innesco non era ragionevolmente prevedibile alla luce dei controlli effettuati. - Qual è la fonte giornalistica citata dalla difesa?
L’intervista trasmessa da RTS è indicata come riferimento delle dichiarazioni.




