Crans-Montana, Elsa Rubino si risveglia e riconosce il padre ma le condizioni restano gravissime

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Crans-Montana, Elsa Rubino si è svegliata. Il papà: «Ci ha riconosciuto». La 15enne resta grave
Segnali di ripresa
Nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale universitario di Zurigo, la 15enne biellese Elsa Rubino ha riaperto gli occhi dopo 22 giorni di coma farmacologico. La ragazza ha riconosciuto i genitori, un momento che il padre Lorenzo ha descritto come «una grande emozione» e una giornata finalmente «positiva» dopo settimane sospese.
Il quadro clinico resta però estremamente delicato: la prognosi rimane riservata e i medici parlano di un percorso lungo, fatto di piccoli passi e continue verifiche. Gli specialisti svizzeri lavorano per stabilizzare i parametri vitali e contenere il rischio di complicanze infettive, frequenti nei grandi ustionati.
La giovane è tra le vittime più gravi del rogo esploso al locale Le Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, dove decine di ragazzi italiani stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno. In queste ore la famiglia mantiene il massimo riserbo, chiedendo rispetto e silenzio per permettere alla figlia di affrontare le prossime fasi di cura.
Interventi e condizioni in Svizzera e in Italia
La 15enne ha già subito in Svizzera due operazioni complesse per le ustioni e le lesioni interne riportate nell’incendio. Un terzo intervento all’intestino, inizialmente programmato nei giorni scorsi, è stato rinviato perché il quadro generale era ritenuto troppo instabile. I sanitari valuteranno di giorno in giorno quando procedere in sicurezza sul piano chirurgico.
Intanto al Niguarda di Milano restano ricoverati dieci giovanissimi, in gran parte tra i 15 e i 16 anni, trasferiti dalla Svizzera con ustioni e danni respiratori. Alcuni di loro, riferisce l’assessore al Welfare lombardo Guido Bertolaso, potrebbero essere dimessi già nei prossimi giorni se il miglioramento proseguirà.
Gli specialisti del Centro Ustioni milanese lavorano su più fronti: interventi ricostruttivi, controllo del dolore, terapia respiratoria intensiva, prevenzione di infezioni e supporto psicologico. La linea è quella di un’assistenza continua e personalizzata, con protocolli da grandi emergenze e un monitoraggio serrato delle funzioni vitali.
Ragazzi in cura e trasferimenti
Tra i dieci pazienti seguiti al Niguarda, quattro sono ancora in Terapia intensiva e sei nel Centro Ustioni. Migliorano le condizioni di Leonardo e Kean, entrambi 16enni del liceo Virgilio di Milano, che sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e ora comunicano tramite computer, guardando i videomessaggi inviati da amici e parenti. In corsia ci sono anche Francesca e Sofia, coetanee e compagne di scuola, in vacanza a Crans-Montana ospiti nella casa dei genitori di una di loro.
Il milanese Giuseppe Giola, primo a essere trasferito in elicottero dalla Svizzera all’ospedale milanese, non è più intubato e mostra progressi significativi, soprattutto per le lesioni a una mano. Il 16enne romano Manfredi dovrà invece affrontare un nuovo intervento nei prossimi giorni.
Per favorire la vicinanza familiare, la 29enne veterinaria Eleonora Palmieri, originaria del Riminese, è stata trasferita all’ospedale di Cesena, mentre un altro paziente con grave insufficienza respiratoria è stato spostato al Policlinico di Milano, centro di riferimento per le patologie polmonari complesse.
FAQ
D: Elsa è fuori pericolo?
R: No, la prognosi resta riservata e le condizioni sono ancora giudicate gravi dai medici di Zurigo.
D: Dove è ricoverata attualmente la 15enne biellese?
R: Si trova nell’ospedale universitario di Zurigo, in reparto di terapia intensiva specializzato in grandi ustionati.
D: Che tipo di interventi ha già subito?
R: Ha affrontato due operazioni in Svizzera per gestire ustioni e complicanze interne; un terzo intervento intestinale è stato rinviato per fragilità clinica.
D: Quanti ragazzi sono ancora ricoverati al Niguarda di Milano?
R: Sono dieci i giovani ancora in cura, divisi tra Terapia intensiva e Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano.
D: Qual è il ruolo della Regione Lombardia nella gestione dei feriti?
R: L’assessore Guido Bertolaso coordina il supporto sanitario, assicurando percorsi dedicati e trasferimenti verso i centri più idonei.
D: Alcuni pazienti possono essere dimessi a breve?
R: Sì, i medici valutano possibili dimissioni nei prossimi giorni per alcuni ragazzi, se il quadro clinico continuerà a migliorare.
D: Sono previsti ulteriori trasferimenti in altri ospedali?
R: I trasferimenti vengono valutati caso per caso, come dimostrano quelli già effettuati verso Cesena e il Policlinico di Milano per pazienti con bisogni specifici.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria delle informazioni sul caso?
R: I dettagli sul risveglio di Elsa Rubino e sulla gestione clinica dei feriti provengono da un articolo pubblicato dalla testata Corriere della Sera.




