Crans Montana, Eleonora rientra in Romagna mentre gli altri pazienti migliorano e si avvicinano alle dimissioni

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Crans Montana, Eleonora trasferita in Romagna e altri verso le dimissioni; Bertolaso: “L’obiettivo è che tutti siano fuori pericolo”
Transferimenti e quadro clinico dei feriti
La veterinaria 29enne Eleonora Palmieri, originaria di Cattolica-San Giovanni in Marignano in provincia di Rimini, è stata trasferita dall’ospedale Niguarda di Milano al Bufalini di Cesena dopo oltre venti giorni di ricovero per le ustioni riportate nella strage di Capodanno a Crans Montana. La scelta è stata concordata per garantire una maggiore vicinanza ai familiari, senza interrompere il percorso specialistico di cura. L’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso ha spiegato che il quadro clinico complessivo dei dodici feriti italiani, pur restando delicato, mostra segnali di miglioramento costanti.
Alcuni dei giovani ricoverati potrebbero avviarsi alle dimissioni nei prossimi giorni, qualora la stabilità clinica venisse confermata. Il traguardo indicato è quello di poter dichiarare, nel più breve tempo possibile, che tutti i pazienti sono fuori pericolo di vita. Secondo Bertolaso, il lavoro delle équipe sanitarie della Regione Lombardia in sinergia con le strutture romagnole sta rappresentando un banco di prova cruciale per la gestione integrata delle grandi emergenze.
Il monitoraggio prosegue h24, con verifiche costanti su funzionalità respiratorie, infezioni e gestione del dolore, fattori decisivi per programmare in sicurezza i rientri a casa e la successiva riabilitazione.
Il percorso di cura di Eleonora in Romagna
Al Centro Grandi Ustionati dell’Ausl Romagna, il direttore Davide Melandri ha descritto le condizioni di Eleonora come clinicamente buone, compatibili con un proseguimento delle terapie senza necessità immediata di nuovi interventi chirurgici. La giovane presenta ustioni al volto, agli arti inferiori e, in particolare, a una mano, l’area più critica per funzionalità e tempi di recupero. Dopo la prima notte trascorsa a Cesena, ha iniziato un programma strutturato di fisioterapia, riabilitazione e medicazioni avanzate.
Ad accompagnarla c’è un team multidisciplinare composto da anestesisti, fisioterapisti, infermieri specializzati, psicologi e chirurghi plastici, con l’obiettivo di contenere il dolore, prevenire complicanze e sostenere l’equilibrio psicologico. Melandri sottolinea che il cammino verso la guarigione è ormai avviato, anche se restano passaggi complessi e tempi non del tutto prevedibili. Le ustioni alle mani richiedono esercizi quotidiani per evitare rigidità e limitazioni funzionali permanenti.
La famiglia e la stessa paziente hanno chiesto espressamente riserbo, invitando i media a rispettare la privacy in questa fase, in cui il carico emotivo si somma allo sforzo fisico della riabilitazione intensiva e alla rielaborazione del trauma vissuto nella località svizzera.
I risvegli e la comunicazione dei più gravi
Due dei cinque pazienti italiani più gravi, i 16enni Leonardo Bove e Kean Kaizer Talingdan, studenti della 3D del liceo Virgilio di Milano, sono stati estubati e risvegliati dopo la sedazione profonda. Non possono ancora parlare né scrivere a causa delle mani interamente fasciate, ma comunicano tramite un dispositivo di comunicazione aumentativa e alternativa (Caa), basato su icone e simboli selezionati con lo sguardo o con minimi movimenti del capo. Attraverso questo sistema uno dei ragazzi ha indicato alla madre, scartando le emoticon della paura e della tristezza, lo smile della felicità, segnale di lucidità e sollievo nonostante il quadro clinico ancora impegnativo.
Per gli intensivisti, il superamento della fase di ventilazione assistita rappresenta uno snodo vitale nel decorso post-ustione, perché riduce il rischio di complicanze polmonari e consente una valutazione neurologica più accurata. La riabilitazione respiratoria e motoria partirà non appena le condizioni lo permetteranno, con particolare attenzione al recupero delle mani e delle funzioni cognitive dopo la sedazione prolungata.
Secondo Bertolaso, ogni giorno di stabilità aggiuntiva rafforza la prospettiva di dimissioni graduali dalle terapie intensive, sempre bilanciate dal principio di massima prudenza e da un coordinamento stretto con le famiglie.
FAQ
D: Quante sono le vittime italiane coinvolte nell’incendio di Crans Montana?
R: I feriti italiani sono dodici; il bilancio complessivo delle vittime è oggetto di continui aggiornamenti da parte delle autorità elvetiche.
D: Perché Eleonora è stata trasferita da Milano a Cesena?
R: Il trasferimento è stato deciso per avvicinarla alla famiglia, mantenendo al contempo un alto livello di specializzazione nel trattamento delle grandi ustioni.
D: In che condizioni si trova attualmente Eleonora Palmieri?
R: È in condizioni cliniche stabili, segue fisioterapia e medicazioni quotidiane, e non sono al momento previsti nuovi interventi chirurgici.
D: Qual è l’obiettivo indicato da Guido Bertolaso per i feriti di Crans Montana?
R: L’assessore punta ad arrivare quanto prima a una situazione in cui tutti i pazienti siano definitivamente fuori pericolo di vita.
D: Che cos’è un dispositivo di comunicazione aumentativa e alternativa (Caa)?
R: È uno strumento che permette a persone con mobilità o parola compromesse di esprimersi tramite simboli, parole o emoticon selezionati con lo sguardo o piccoli movimenti.
D: Come comunicano oggi Leonardo Bove e Kean Kaizer Talingdan?
R: Utilizzano un sistema Caa basato su emoticon e icone, perché le mani fasciate non consentono ancora di scrivere o usare dispositivi tradizionali.
D: Quali strutture ospedaliere seguono i feriti italiani?
R: Tra le principali figurano l’ospedale Niguarda di Milano, il Bufalini di Cesena con il suo Centro Grandi Ustionati e altre terapie intensive regionali collegate in rete.
D: Qual è la fonte giornalistica originale delle informazioni sul caso?
R: Le informazioni derivano da ricostruzioni di stampa e dichiarazioni istituzionali riportate originariamente dall’agenzia Dire e da testate nazionali italiane.




