Crans-Montana, cosa rivelano davvero le immagini choc del bar della strage

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Crans-Montana, agli atti dell’inchiesta immagini sulle condizioni del bar della strage
Nuovi elementi dall’inchiesta
Nel fascicolo sull’incendio di **Crans-Montana** sono stati depositati i filmati che mostrano le condizioni del locale gestito dalla famiglia **Moretti** poche settimane prima della notte di Capodanno. In un video del 13 dicembre si vede parte del controsoffitto staccarsi, con i pannelli sostenuti alla meglio da stecche provvisorie, segnale di un deterioramento strutturale noto già da tempo.
Le immagini, acquisite dalla procura del **Canton Vallese**, assumono un peso decisivo per ricostruire il contesto in cui si è sviluppato il rogo costato la vita a 40 persone, tra cui 6 cittadini italiani. Gli inquirenti intendono verificare se siano stati violati standard di sicurezza antincendio, a partire dai materiali utilizzati per il soffitto fino alla manutenzione degli impianti.
Nel video compare anche la dipendente **Cyane**, riconoscibile dal casco indossato durante l’animazione in sala, elemento che aiuta a datare con precisione le scene e a collegarle alle testimonianze già raccolte.
Ricostruzione del rituale e ipotesi di responsabilità
Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione sul rituale scenografico che prevedeva il servizio di bottiglie di champagne con candele luminose, portate in sala dalla dipendente **Cyane** issata sulle spalle di un collega. Secondo quanto riferito dal proprietario **Jacques Moretti** durante gli interrogatori, questa pratica era abituale e ripetuta nel tempo, non un’eccezione legata alla sola notte della tragedia.
Proprio quei pannelli del soffitto, ripresi nel video del 13 dicembre mentre vengono sostenuti da stecche, sarebbero poi andati a fuoco quando le fiamme generate dalle candele avrebbero raggiunto la parte superiore del locale. La dinamica, ora al vaglio di periti indipendenti incaricati dalla magistratura, potrebbe evidenziare l’assenza di misure adeguate a prevenire il contatto tra le fonti di calore e superfici potenzialmente infiammabili.
Nelle sue dichiarazioni, **Moretti** ha attribuito alcune criticità operative a scelte dei clienti e a iniziative dei dipendenti, una linea difensiva che dovrà però confrontarsi con le norme svizzere sulla responsabilità del gestore in materia di sicurezza dei locali pubblici.
Uscite di sicurezza e nodi ancora aperti
Un capitolo centrale dell’inchiesta riguarda la fruibilità delle uscite di emergenza al momento dell’incendio. Dalle verifiche svolte nel locale dei **Moretti** è emerso che una porta sarebbe stata bloccata da un chiavistello, mentre un’altra risultava ostruita da uno sgabello, circostanza che potrebbe aver rallentato o impedito la fuga di parte dei presenti.
Questi elementi, confermati dai primi atti dell’indagine, verranno incrociati con le testimonianze dei sopravvissuti e con i rilievi tecnici sulla disposizione degli arredi, nel tentativo di accertare quanto la gestione degli spazi abbia inciso sull’elevato numero di vittime. La valutazione non riguarda solo la presenza formale delle vie di fuga, ma la loro effettiva accessibilità in condizioni di panico e fumo intenso.
Anche su questo punto **Jacques Moretti** ha indicato in clienti e staff i responsabili dell’ostruzione delle porte, ma gli inquirenti stanno verificando se vi fossero procedure interne, istruzioni scritte e controlli periodici, elementi fondamentali per stabilire eventuali profili di colpa organizzativa.
FAQ
D: Quante vittime ha causato l’incendio di Crans-Montana?
R: Il rogo ha provocato 40 morti, tra cui 6 cittadini italiani.
D: Qual è il ruolo del video del 13 dicembre nelle indagini?
R: Documenta lo stato del soffitto e le condizioni del locale poche settimane prima della tragedia, offrendo prove visive rilevanti per la procura.
D: Chi è il proprietario del bar coinvolto nel rogo?
R: Il locale è gestito da **Jacques Moretti** e dalla sua famiglia.
D: Che cosa mostra il filmato sulle condizioni del soffitto?
R: Si vedono pannelli del controsoffitto che si staccano e vengono sostenuti con stecche, segnalando una situazione precaria.
D: Chi è la dipendente che appare nel video con il casco?
R: Si tratta di **Cyane**, impiegata del locale, che partecipa ai rituali scenografici con le bottiglie di champagne.
D: Perché le uscite di sicurezza sono sotto esame?
R: Una porta sarebbe stata chiusa con un chiavistello e un’altra bloccata da uno sgabello, elementi che potrebbero aver ostacolato l’evacuazione.
D: Quali pratiche del locale vengono contestate dagli inquirenti?
R: L’uso di candele luminose vicino al soffitto, la manutenzione dei pannelli e la gestione delle vie di fuga sono tra i punti oggetto di verifica.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata per il caso?
R: Le informazioni iniziali sul video e sulle condizioni del locale provengono da un servizio di Ansa Video.




