Crans Montana, coniugi Moretti svelano tutto: sicurezza carente confermata, ecco cosa non vi hanno detto

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Ammissioni sulle carenze di sicurezza
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Jacques e Jessica Moretti hanno riconosciuto davanti ai pm profili tecnici critici che, secondo l’accusa, avrebbero inciso sulla gravità dell’incendio al Constellation di Crans‑Montana. Tra i rilievi contestati figurano la presenza di schiume fonoassorbenti ad alta infiammabilità, l’utilizzo di effetti pirotecnici in un ambiente chiuso e l’assenza di un impianto di irrigazione automatica.
A quest’ultimo punto, i coniugi hanno risposto senza esitazioni: «Sì, effettivamente è tutto vero». Un’ammissione che rafforza l’ipotesi di un quadro di sicurezza inadeguato e che assume un peso specifico nel confronto con le famiglie delle vittime, impegnate a ottenere riscontri su procedure, materiali e verifiche preventive.
Gli inquirenti elencano tali carenze come fattori aggravanti nella dinamica del rogo che ha causato 40 morti e 116 feriti, molti ancora in condizioni delicate. Il nodo centrale resta la catena delle responsabilità: progettazione degli interni, scelta dei materiali, gestione degli eventi e manutenzione degli impianti. Le dichiarazioni dei Moretti spingono ora verso una mappatura puntuale dei dispositivi antincendio omessi o insufficienti e dei protocolli applicati nelle serate con effetti scenici, per valutare se le misure minime di prevenzione siano state rispettate o disattese.
Radici a Crans-Montana e smentita della fuga
Jacques e Jessica Moretti hanno descritto ai magistrati un percorso personale segnato da precarietà e malattia, in netto contrasto con l’immagine mondana costruita attorno al Constellation di Crans‑Montana. Lui riferisce di aver lasciato la scuola a 14 anni, senza casa e con periodi di fame; poi corsi da elettricista e muratore, maturità da privatista e formazione agricola, tra incidenti e una patologia autoimmune.
Lei conferma un passato difficile e colloca l’inizio della vita comune nel 2012, con la scelta di Crans‑Montana come luogo per mettere radici: figli nati sul posto, attività di danza e una rete sociale ritenuta imprescindibile. Secondo entrambi, l’idea di allontanarsi sarebbe incompatibile con legami, famiglia e routine consolidata nella località.
Di fronte all’accusa di pericolo di fuga, la coppia respinge ogni ipotesi: «vivere in fuga con i figli sarebbe inconcepibile», sostiene Jessica; Jacques aggiunge che avrebbe potuto lasciare la Svizzera ma non lo ha considerato. La misura cautelare si fonda proprio su questo rischio, con lui in carcere e lei obbligata alla firma in caserma ogni tre giorni, mentre la difesa insiste sulla centralità dei legami familiari e comunitari nella stazione alpina.
Ritardi investigativi e dubbi sulla procura
L’attenzione degli avvocati delle famiglie si concentra sui tempi delle acquisizioni: i sequestri chiave, inclusi i computer, sono stati effettuati solo il 14 gennaio, giorni dopo il rogo; il telefono di Jessica Moretti è stato requisito il 9 gennaio al termine dell’interrogatorio, su sollecitazione di un legale delle vittime e non della procura vallesana.
L’avvocato Sébastien Fanti contesta l’assenza di una valutazione piena del rischio di inquinamento probatorio nelle prime fasi, definendo “lente” le iniziative iniziali. Intanto gli studi legali ricevono segnalazioni su presunti illeciti e reticenze, anche riferite al Comune di Crans‑Montana, oltre a email che sostengono l’esistenza di conti milionari riconducibili alla famiglia e non ancora rintracciati dagli inquirenti.
Il legale che ha ricevuto la documentazione annuncia verifiche e un possibile deposito in procura. In parallelo, si attende la decisione del tribunale sulla congruità della cauzione fissata a 200 mila franchi ciascuno; per la procuratrice aggiunta Catherine Seppey la cifra non sarebbe bassa, poiché, dopo la tragedia, la clientela eviterebbe non solo il Constellation ma ogni esercizio collegabile ai Moretti, con un impatto diretto sulla liquidità disponibile.
FAQ
- Quali sequestri sono stati effettuati in ritardo? Computer il 14 gennaio e telefono di Jessica Moretti il 9 gennaio, dopo l’interrogatorio.
- Chi ha sollevato i dubbi sui tempi dell’inchiesta? L’avvocato delle famiglie Sébastien Fanti.
- Esiste il rischio di inquinamento probatorio? Secondo le parti civili, non è stato adeguatamente considerato all’inizio.
- Quali nuove segnalazioni sono arrivate agli studi legali? Presunti illeciti e documenti su possibili conti milionari collegati ai Moretti.
- Che cosa si attende dal tribunale? La valutazione sulla congruità della cauzione di 200 mila franchi a testa.
- Qual è la posizione della procura sui mezzi economici dei Moretti? Per Catherine Seppey, la coppia potrebbe non avere più risorse per il calo della clientela.
- Qual è la fonte giornalistica delle informazioni? Ricostruzioni basate sui nuovi atti depositati dagli inquirenti svizzeri e sulle dichiarazioni riportate dagli avvocati delle famiglie.




