Crans-Montana cameriera del casco svelata: legami con i Moretti e il dettaglio che cambia tutto
Indice dei Contenuti:
Identificazione della cameriera e dinamica dell’incendio
Nei filmati virali della notte di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana si vede una cameriera con casco portare champagne con bengala, seduta sulle spalle di una persona mascherata. Le scintille raggiungono il soffitto ricoperto di materiale fonoassorbente infiammabile, pochi istanti dopo le fiamme avvolgono la sala. Bilancio: 40 morti e 116 feriti.
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La giovane è stata identificata: si chiamava Cyane Panine, cameriera francese deceduta nel rogo. Il riconoscimento è stato confermato da testimonianze e immagini circolate sui social, con un dettaglio chiave: i lunghi capelli biondi intrecciati, visibili dietro il casco.
Secondo quanto ricostruito, l’innesco sarebbe collegato ai numerosi bengala accesi contemporaneamente in un ambiente chiuso con rivestimenti ad alto rischio combustione. Le clip mostrano l’avanzare della fiamma dal soffitto verso l’area clienti, trasformando in pochi minuti la sala in una trappola di fumo e calore.
La sequenza temporale documentata nei video descrive una dinamica rapida e incontrollabile: l’accensione dei bengala, la propagazione al soffitto, l’incendio generalizzato, quindi il panico e la fuga ostacolata. Gli inquirenti stanno vagliando compatibilità tra pirotecnica da tavolo, carichi d’incendio del locale e vie di esodo, con attenzione alle certificazioni dei materiali e alla gestione del rischio durante l’evento.
I legami con i coniugi Moretti e i soccorsi tardivi
Il Tages-Anzeiger ha riferito di aver visionato le trascrizioni degli interrogatori di Jacques e Jessica Moretti, gestori del Le Constellation, che avrebbero riconosciuto con certezza Cyane Panine nei video della serata. La 24enne, legata alla coppia da un rapporto personale definito stretto, era considerata “di famiglia” e aveva trascorso il Natale con loro.
Secondo i verbali, allo scoppio del rogo Jacques Moretti tentò di rientrare dal principale accesso senza riuscirci, quindi raggiunse una porta di servizio con un accompagnatore. L’ingresso risultava bloccato dall’interno: una criticità che, stando alle ricostruzioni, avrebbe inciso sull’elevato numero di vittime.
Dietro la porta, i due avrebbero trovato diverse persone a terra, prive di sensi. Le trascinarono all’esterno e tra loro c’era anche Panine. “Abbiamo provato a rianimarla per oltre un’ora, poi i soccorsi ci hanno detto che era troppo tardi”, ha dichiarato Moretti.
Jessica Moretti agli inquirenti: “Era come una nuora, come una sorellina. Sono devastata”. Le testimonianze confermano tempi di intervento complessi, vie d’esodo compromesse e condizioni interne rapidamente invivibili per fumo e calore, con tentativi di salvataggio ostacolati dal blocco degli accessi e dalla fulminea propagazione delle fiamme.
Le accuse della famiglia: sicurezza assente e porta di emergenza chiusa
L’avvocata Sophie Haenni, legale dei parenti di Cyane Panine, riferisce che i familiari la considerano vittima a pieno titolo: “È morta nel pieno della vita, con sogni spezzati”. La difesa sottolinea che, in attesa degli esiti investigativi, non è confermato un ruolo nell’innesco, ma ribadisce l’assenza di responsabilità personali della giovane.
Secondo Haenni, la sera del 31 dicembre il compito di Panine era l’accoglienza al piano terra, non il servizio al bancone né in aree a rischio. Sarebbe stata invitata da Jessica Moretti a scendere in cantina per supportare il team per l’elevato numero di ordinazioni.
La tesi difensiva punta sulla simultanea accensione di numerosi bengala in un ambiente chiuso con soffitto rivestito da materiale infiammabile come probabile causa del rogo; un punto che le indagini dovranno verificare, insieme al rispetto delle norme antincendio e all’adeguatezza dei controlli.
La famiglia denuncia carenze formative: Cyane non sarebbe stata informata dei rischi legati al rivestimento del soffitto né istruita sulle procedure di sicurezza. Per il legale, il disastro si sarebbe potuto evitare con misure preventive e ispezioni efficaci.
Ulteriore nodo critico è la porta che avrebbe dovuto fungere da uscita di emergenza, trovata chiusa. I genitori, intervistati da France 3, chiedono chiarimenti: la giovane avrebbe tentato di aiutare i clienti e mettersi in salvo, ma l’accesso bloccato avrebbe reso impossibile la fuga.
Resta da accertare chi abbia disposto o tollerato la chiusura e se vi fossero piani di evacuazione aggiornati, addestramento del personale e dispositivi antincendio adeguati e funzionanti.
FAQ
- Chi è la vittima identificata nei video?
È Cyane Panine, cameriera francese deceduta nell’incendio di Crans-Montana. - Qual era il suo ruolo la sera del rogo?
Accoglienza al piano terra; sarebbe stata chiamata a supportare temporaneamente in cantina. - Cosa contesta la famiglia sulla sicurezza?
Mancata formazione, assenza di informazioni sui rischi del soffitto e uscita di emergenza chiusa. - Qual è l’ipotesi principale sull’innesco?
Accensione simultanea di molti bengala in locale con rivestimenti infiammabili. - Le responsabilità individuali di Panine sono accertate?
No, la famiglia e il legale escludono colpe della giovane in attesa degli esiti investigativi. - Quali testimonianze supportano l’identificazione?
Riconoscimenti di Jacques e Jessica Moretti e immagini diffuse sui social. - Qual è la fonte citata per gli interrogatori dei gestori?
Il quotidiano Tages-Anzeiger, che afferma di aver visionato le trascrizioni.




