Crans-Montana, bilancio dei feriti e nuovi dettagli sulla strage di Capodanno

Incendio al Le Constellation: responsabilità estese oltre i gestori
L’inchiesta sull’incendio al bar Le Constellation nella notte di Capodanno a Crans-Montana si orienta sempre più verso una possibile corresponsabilità delle istituzioni locali. Il rogo, che ha causato 41 morti e oltre 115 feriti, tra cui diversi giovani e almeno sei italiani, viene ormai analizzato non solo come tragedia circoscritta a un esercizio commerciale, ma come possibile fallimento sistemico di prevenzione, controllo e soccorso pubblico.
Al centro del fascicolo figurano i proprietari Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo. Tuttavia, la nuova iniziativa legale guidata dall’avvocato milanese Fabrizio Ventimiglia, che assiste la famiglia di Sofia Donadio, sopravvissuta in condizioni gravissime, mira ad accertare responsabilità dirette anche del Comune e del Canton Vallese sul piano della sicurezza e della gestione dell’emergenza.
L’azione legale di Ventimiglia e il ruolo di Comune e Cantone
L’avvocato Fabrizio Ventimiglia ha depositato un’istanza alla Procura di Sion chiedendo l’estensione delle indagini al Comune di Crans-Montana e al Canton Vallese. Secondo il legale, la tragedia non può essere letta solo come responsabilità dei titolari Jacques e Jessica Moretti, ma come esito di una catena di omissioni pubbliche su controlli, autorizzazioni e pianificazione dei soccorsi in una delle mete di montagna più rinomate in Europa.
Nel mirino rientrano le procedure di verifica dei locali, le certificazioni antincendio, la capacità di risposta sanitaria in un periodo di massimo afflusso turistico e la catena decisionale politico-amministrativa. L’istanza punta a chiarire se vi siano state sottovalutazioni, ritardi o mancate prescrizioni da parte delle autorità che, se correttamente adempiute, avrebbero potuto ridurre portata e conseguenze del rogo.
La testimonianza sui soccorsi: carenze e conseguenze cliniche
Ventimiglia descrive una scena di soccorsi inadeguati: ragazzi ustionati e “seminudi sul marciapiede con la pelle che si staccava”, privi di bombole d’ossigeno e coperte termiche, esposti a temperature sottozero. Per il legale, l’assenza di presidi essenziali avrebbe aggravato le condizioni di molti feriti, trasformando un’emergenza grave in un quadro clinico ancora più complesso.
Nel caso di Sofia Donadio, le prime cure specialistiche sarebbero arrivate solo molte ore dopo, a Losanna, con le sostanze tossiche inalate rimaste a lungo nei polmoni e le ustioni trattate adeguatamente solo nel pomeriggio del 1° gennaio. Questo ritardo, sostiene la difesa, avrebbe consentito ai danni cutanei e respiratori di progredire, con esiti più severi e prognosi più incerta per la giovane italiana.
Sicurezza a Crans-Montana: interrogatori e vuoti di sistema


L’avanzare delle indagini a Sion sta mettendo in luce criticità strutturali nel sistema di controllo della sicurezza dei locali pubblici a Crans-Montana. Gli inquirenti hanno ascoltato a lungo l’attuale responsabile sicurezza Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud, entrambi indagati, per ricostruire catena di comandi, strumenti informatici disponibili e risorse umane effettivamente dedicate alle ispezioni.
Le prime dichiarazioni acquisite delineano un apparato di vigilanza indebolito da problemi organizzativi, sistemi digitali non pienamente funzionanti e carenze di personale. In questo contesto, l’ipotesi che il bar Le Constellation potesse operare con controlli lacunosi o incompleti assume particolare rilievo per la Procura e per le parti civili.
Le domande aperte sulla capacità di gestione delle emergenze
Ventimiglia ha posto con forza quesiti che toccano la reputazione internazionale di Crans-Montana: come sia possibile che una località turistica di alta gamma non disponesse di un dispositivo di emergenza adeguato in una notte sensibile come il Capodanno. Le sue domande riguardano la disponibilità di ambulanze, bombole d’ossigeno, presidi medici di base e coperte termiche in proporzione al numero di turisti presenti.
Tali interrogativi puntano a verificare se piani di emergenza, protocolli di triage e capacità di trasferimento rapido verso centri ustioni fossero stati aggiornati e testati. Per la Procura di Sion, dimostrare l’eventuale distanza tra protocolli formalmente esistenti e risposta reale sul campo sarà centrale nel definire il perimetro delle responsabilità.
Il nodo informatico: archivi cancellati e carenze di organico
Particolarmente delicata è la dichiarazione di Ken Jacquemoud, secondo cui un aggiornamento del sistema informatico avrebbe cancellato i dati storici sui controlli di sicurezza, senza backup disponibili. Ciò avrebbe costretto gli uffici a ricostruire manualmente la situazione, in un contesto di organico giudicato insufficiente per coprire tutti i locali pubblici.
Jacquemoud sostiene di aver segnalato al Comune la carenza di personale senza ricevere risposta adeguata e afferma che “il sindaco sapeva”. Se tali affermazioni venissero confermate documentalmente, l’assenza di controlli regolari non sarebbe un mero incidente amministrativo, ma il sintomo di una scelta politica di sottoinvestimento su un ambito cruciale come la sicurezza pubblica in un’area a forte densità di locali e turisti.
Implicazioni legali, istituzionali e di fiducia pubblica
L’allargamento dell’indagine oltre i proprietari del Le Constellation segna uno spartiacque per la responsabilità istituzionale in Svizzera in tema di sicurezza dei locali e gestione delle catastrofi. L’azione delle parti civili, in particolare quella coordinata da Fabrizio Ventimiglia per la famiglia di Sofia Donadio, sta spingendo la Procura di Sion a un esame più ampio del sistema di vigilanza, dalle autorizzazioni preventive ai protocolli di intervento.
Sul piano pubblico, la vicenda alimenta un interrogativo cruciale: quanto sono realmente sicuri gli spazi di aggregazione in località a forte vocazione turistica, e quanto è trasparente la catena di responsabilità quando tali luoghi diventano teatro di tragedie collettive con vittime internazionali.
Possibili sviluppi investigativi e impatto sui procedimenti
Gli interrogatori a Christophe Balet e Ken Jacquemoud potrebbero portare all’iscrizione di nuovi indagati tra amministratori comunali e funzionari cantonali, se emergeranno omissioni gravi o consapevoli. La Procura potrebbe disporre perizie indipendenti su sistemi antincendio, piani di evacuazione, formazione del personale e flussi di comunicazione tra bar, Comune e servizi di emergenza.
L’eventuale accertamento di colpe concorrenti tra privati e istituzioni inciderebbe sulle richieste di risarcimento, sugli accordi assicurativi e sugli standard futuri richiesti per l’apertura o il mantenimento di locali in zone turistiche svizzere. Il caso rischia di diventare riferimento giurisprudenziale per analoghe situazioni in tutto il Paese.
Turismo, reputazione e necessità di riforme strutturali
Per una destinazione come Crans-Montana, l’impatto reputazionale dell’incendio al Le Constellation è già rilevante, soprattutto alla luce delle vittime straniere e dei molti giovani coinvolti. La percezione di insicurezza, unita alle accuse di soccorsi inadeguati, può incidere sulle scelte dei turisti e sugli investimenti di operatori internazionali.
Per recuperare fiducia, sarà determinante la trasparenza dell’indagine, l’adozione di correttivi normativi su controlli, organici e sistemi informatici, e una comunicazione chiara da parte di Comune e Canton Vallese. Misure verificabili – audit indipendenti, simulazioni periodiche di emergenza, standard minimi di presidi in alta stagione – appaiono ormai imprescindibili per dimostrare un cambio di passo reale.
FAQ
Quante vittime e feriti ha causato l’incendio al Le Constellation
Il rogo al Le Constellation ha provocato 41 morti e oltre 115 feriti, molti con ustioni gravi e intossicazioni da fumi tossici. Tra le vittime figurano diversi giovani e almeno sei cittadini italiani, rendendo l’evento una tragedia di rilievo internazionale con impatto sanitario e giudiziario di lungo periodo.
Chi sono i principali indagati al momento dell’inchiesta
Al centro dell’indagine figurano i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo. Sono indagati anche l’attuale responsabile sicurezza Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud, mentre la Procura di Sion valuta possibili responsabilità del Comune di Crans-Montana e del Canton Vallese.
Perché la gestione dei soccorsi è considerata problematica
L’avvocato Fabrizio Ventimiglia denuncia la mancanza di bombole d’ossigeno, coperte termiche e presidi essenziali, con feriti lasciati per tempo all’aperto a temperature sottozero. In alcuni casi, come quello di Sofia Donadio, le cure specialistiche sarebbero arrivate solo ore dopo, con aggravamento delle lesioni respiratorie e cutanee.
Quali carenze di sicurezza emergono a Crans-Montana
Dalle prime testimonianze emergono carenze di controlli periodici sui locali pubblici, dovute a problemi di organico e a un sistema informatico che avrebbe cancellato gli archivi delle ispezioni. La ricostruzione manuale dei dati e la mancanza di personale avrebbero ridotto la capacità di vigilanza preventiva su strutture ad alta affluenza.
Che ruolo ha il cambio di sistema informatico nei controlli
Ken Jacquemoud ha riferito che un aggiornamento software avrebbe azzerato la memoria storica dei controlli di sicurezza, senza adeguati backup. Ciò avrebbe imposto una ripartenza da zero delle verifiche documentali, in un contesto già segnato da carenze di personale, con il rischio di lasciare aree scoperte sul piano ispettivo.
Quali potrebbero essere le conseguenze legali per le istituzioni
Se fossero accertate omissioni gravi di Comune e Canton Vallese, potrebbero configurarsi responsabilità penali e civili in concorso con i proprietari del locale. Ciò inciderebbe su eventuali risarcimenti, coperture assicurative e definizione di nuovi standard minimi di sicurezza per locali pubblici e destinazioni turistiche svizzere.
Come influisce la vicenda sulla reputazione turistica di Crans-Montana
L’incendio mina l’immagine di Crans-Montana come località sicura e ben organizzata in alta stagione. La percezione di insufficiente preparazione a gestire un evento critico in una notte sensibile come il Capodanno può pesare sulle scelte dei turisti e degli operatori, imponendo interventi concreti per ristabilire fiducia.
Qual è la fonte principale delle informazioni sull’inchiesta
Le informazioni qui ricostruite derivano dall’articolo originale pubblicato da Liberoquotidiano.it, che ha riportato le dichiarazioni dell’avvocato Fabrizio Ventimiglia, i dettagli sui soggetti indagati e gli sviluppi investigativi relativi all’incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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