Crans-Montana, Bertolaso annuncia segnali di ripresa per alcuni ragazzi feriti nella tragedia
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Crans Montana, Bertolaso: migliorano alcuni dei ragazzi feriti
Condizioni cliniche in miglioramento
La situazione sanitaria dei giovani coinvolti nell’incendio di Crans-Montana mostra segnali concreti di miglioramento. Una prima ragazza è stata trasferita dall’ospedale Niguarda di Milano alla struttura di Cesena, così da garantire una maggiore vicinanza alla famiglia e una migliore continuità assistenziale in ambito territoriale. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare le prime dimissioni per alcuni dei ragazzi ancora ricoverati, qualora i parametri clinici confermassero l’attuale evoluzione positiva.
Secondo l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, l’assistenza viene garantita con un impegno quotidiano e personale, con l’obiettivo di seguire i pazienti come membri della propria famiglia. Il monitoraggio resta serrato, con valutazioni multidisciplinari costanti per modulare terapie, supporto respiratorio e riabilitazione precoce.
L’attenzione resta massima anche sul piano psicologico, con équipe specialistiche attivate per accompagnare i giovani nel percorso di recupero. L’eventuale rientro a casa verrà autorizzato solo in presenza di condizioni di sicurezza pienamente verificate e di piani strutturati di follow-up ospedaliero e territoriale.
Ospedali lombardi e risposta all’emergenza
La rete sanitaria della Regione Lombardia viene indicata da Bertolaso come protagonista di una risposta definita “di qualità, efficace e profondamente umana”. Le strutture coinvolte hanno attivato percorsi ad alta complessità, tipici dei grandi centri per ustioni e traumi, integrando terapie intensive, chirurgia specialistica e supporto nutrizionale e respiratorio avanzato. Il coordinamento tra ospedali di riferimento ha consentito di gestire i casi più critici con protocolli omogenei e tempi di intervento ridotti.
Il trasporto verso altri ospedali, come nel caso di Cesena, è stato programmato per conciliare esigenze cliniche e bisogni delle famiglie, puntando su una presa in carico globale del paziente. La logistica sanitaria, inclusa la disponibilità di posti letto e di equipe dedicate, è stata rimodulata in funzione dell’emergenza.
Il sistema di emergenza-urgenza lombardo, inoltre, continua a interfacciarsi con le autorità elvetiche e con le famiglie per garantire aggiornamenti costanti, tracciabilità del percorso di cura e uniformità comunicativa, riducendo incertezze e frammentazioni informative.
Prospettive e percorsi di lungo periodo
Nonostante i progressi registrati, i percorsi di cura restano lunghi e complessi, con diverse fasi di controllo, riabilitazione e prevenzione delle complicanze. Bertolaso sottolinea che l’obiettivo è poter dichiarare al più presto tutti i ragazzi fuori pericolo di vita, traguardo che al momento non può ancora essere annunciato in modo definitivo. La stabilizzazione clinica è solo il primo passaggio di un iter che comprende anche la gestione delle lesioni, il recupero funzionale e l’accompagnamento psicologico.
Le prossime settimane saranno decisive per valutare la tenuta dei risultati ottenuti, l’eventuale comparsa di criticità tardive e la necessità di ulteriori interventi specialistici. Ogni dimissione sarà accompagnata da piani di follow-up strutturati, con visite programmate, esami di controllo e supporto riabilitativo sul territorio.
L’assessore rimarca come, anche in questa emergenza, la sanità lombarda stia cercando di “dare il meglio di sé”, mettendo al centro la tutela dei giovani pazienti e integrando competenze cliniche, ascolto delle famiglie e pianificazione di lungo periodo per ridurre l’impatto delle conseguenze fisiche e psicologiche dell’incendio.
FAQ
D: Qual è l’ultimo aggiornamento sulle condizioni dei ragazzi feriti?
R: Le condizioni sono in miglioramento e alcuni potrebbero essere dimessi nei prossimi giorni, se il quadro clinico resterà stabile.
D: Dove è stata trasferita la prima ragazza coinvolta nell’incendio?
R: È stata trasferita dall’ospedale Niguarda di Milano all’ospedale di Cesena per favorire la vicinanza alla famiglia.
D: Chi sta seguendo il coordinamento sanitario del caso?
R: Il coordinamento fa capo all’assessorato al Welfare della Regione Lombardia, guidato da Guido Bertolaso, in sinergia con le direzioni ospedaliere.
D: I percorsi di cura saranno brevi?
R: No, si prevede un iter lungo e complesso, con controlli, prevenzione delle complicanze e riabilitazione prolungata.
D: Cosa ha dichiarato Bertolaso sullo stato di pericolo di vita?
R: Ha spiegato che non è ancora possibile dire che tutti siano definitivamente fuori pericolo, ma che il percorso intrapreso è giudicato positivo.
D: Che ruolo hanno le famiglie nel percorso di cura?
R: Le famiglie vengono coinvolte nelle scelte assistenziali e si privilegia, quando possibile, il ricovero in strutture più vicine al luogo di residenza.
D: Come viene valutata la risposta della sanità lombarda?
R: L’assessore evidenzia qualità, efficacia e umanità del sistema ospedaliero, con un impegno quotidiano sul caso.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per queste informazioni?
R: I contenuti sono rielaborati a partire dalle dichiarazioni diffuse dall’agenzia di stampa Askanews sul caso dei giovani feriti nell’incendio di Crans-Montana.




