Crans-Montana baristi sotto accusa dalle famiglie delle vittime dell’incendio

Crans-Montana, la rabbia dei familiari contro i gestori di Le Constellation
I familiari delle vittime del rogo nel bar Le Constellation di Crans-Montana hanno affrontato con durezza i gestori, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, al loro arrivo all’Energypolis campus di Sion, in Vallese, dove sono stati ascoltati dai procuratori. Il procedimento mira a chiarire responsabilità e dinamica dell’incendio del 1° gennaio, che ha causato 41 morti e oltre cento feriti da ustione, uno dei disastri più gravi nella recente storia svizzera. Le testimonianze raccolte in questa fase saranno fondamentali per definire eventuali imputazioni penali e i margini di responsabilità civile dei proprietari del locale.
Nel frattempo, la tensione sociale resta altissima: il processo penale diventa anche luogo simbolico in cui le famiglie cercano risposte, riconoscimento del danno subito e, soprattutto, garanzie che tragedie simili non si ripetano nel settore dell’intrattenimento notturno.
Insulti, accuse e tensione all’arrivo dei Moretti
All’ingresso dell’Energypolis, i coniugi Moretti sono stati accolti da urla e insulti: sono stati ripetutamente chiamati “assassini”, mentre alcuni parenti gridavano frasi come “Avete ucciso mio figlio”, “Avete ucciso mio fratello”, “Dove è mio figlio?”, “Siete dei mostri”, “Come avete fatto a mangiare o dormire?”.
La sequenza di accuse riflette un livello di sofferenza ancora acutissimo, a distanza di settimane dal rogo. In procedimenti di questa portata, la giustizia penale si intreccia con la dimensione emotiva collettiva, aumentando la pressione su magistrati, periti e parti in causa nel garantire un accertamento dei fatti rigoroso e percepito come equo.
La replica di Jacques Moretti e la linea difensiva
Di fronte alle accuse, Jacques Moretti ha replicato: “Se dobbiamo pagare, pagheremo. Non c’è mafia, siamo lavoratori”. La frase suggerisce una strategia difensiva centrata sul rigetto di qualsiasi collegamento con strutture criminali e sulla rivendicazione di un profilo di semplici imprenditori del settore bar.
Dal punto di vista giuridico, resta aperto il nodo decisivo: stabilire se la gestione del locale rispettasse in modo sostanziale e documentato tutte le norme di sicurezza antincendio e di capienza, e se esistano omissioni rilevanti che possano configurare colpa grave o dolo eventuale, elementi determinanti per l’eventuale formulazione di capi d’imputazione.
L’incendio di Capodanno a Le Constellation: cosa sappiamo finora
Il rogo del 1° gennaio nel bar Le Constellation ha provocato 41 vittime e oltre cento feriti da ustione, ponendo il caso al centro del dibattito pubblico svizzero sulla sicurezza dei locali notturni. Le indagini si concentrano su origine dell’incendio, condizioni strutturali del bar, procedure di evacuazione e vigilanza amministrativa. L’elevatissimo numero di morti indica una probabile combinazione di fattori critici: materiali altamente infiammabili, carenza di vie di fuga effettivamente agibili e possibile sovraffollamento. Gli inquirenti stanno incrociando testimonianze, rilievi tecnici e documentazione amministrativa per ricostruire una cronologia precisa dei fatti.
Cronologia essenziale della notte del 1° gennaio
Nella notte di Capodanno, il bar Le Constellation era particolarmente affollato, con decine di clienti riuniti per festeggiare il 2026. L’incendio è scoppiato all’interno del locale nelle prime ore del 1° gennaio, propagandosi con estrema rapidità e sorprendendo i presenti in uno spazio chiuso e densamente occupato.
Le prime chiamate ai servizi di emergenza sono arrivate in tempi brevi, ma la combinazione tra fumo denso, calore e ostacoli all’uscita ha reso molto difficoltosa l’evacuazione. I servizi di soccorso hanno poi confermato la presenza di oltre cento persone con ustioni, oltre alle 41 vittime, numeri che richiamano standard di prevenzione e gestione delle emergenze non adeguati al rischio reale.
Ipotesi di inchiesta su sicurezza e controlli
L’inchiesta della procura del Vallese punta a verificare se il bar rispettasse integralmente le prescrizioni su impianti elettrici, sistemi antincendio, materiali d’arredo e capacità massima consentita. Particolare attenzione è rivolta all’effettiva praticabilità delle uscite di sicurezza e alla formazione del personale sulle procedure di evacuazione.
Verranno esaminati anche i controlli preventivi effettuati dalle autorità comunali e cantonali, per stabilire se siano state emesse raccomandazioni o prescrizioni non seguite o se vi siano stati ritardi o lacune nella vigilanza. L’esito di queste verifiche avrà impatto non solo sul caso penale, ma anche su future linee guida nazionali per la sicurezza dei locali pubblici.
Impatto umano, giuridico e politico della tragedia
Oltre alla dimensione penale, il rogo di Crans-Montana apre un fronte umano e politico di ampia portata. I familiari chiedono verità, responsabilità e misure concrete per evitare nuovi disastri. Sul piano giuridico, si profila una complessa rete di azioni civili per il risarcimento dei danni, che coinvolgerà proprietari, assicurazioni e, potenzialmente, autorità di controllo. Politicamente, il caso potrebbe fungere da catalizzatore per una revisione dei requisiti di licenza e dei controlli sui bar e club, in particolare in destinazioni turistiche ad alta affluenza come le località alpine.
Le richieste delle famiglie delle vittime
I parenti delle vittime, presenti a Sion, esprimono una doppia esigenza: riconoscimento del lutto e garanzie di non ripetizione. Molti chiedono un’indagine trasparente, accesso agli atti per i loro legali e comunicazione chiara da parte delle autorità.
Le associazioni di familiari, che spesso nascono in contesti simili, possono diventare interlocutori stabili nel processo di riforma delle norme di sicurezza. In questa fase, la gestione istituzionale dell’ascolto e dell’informazione sarà decisiva per mantenere la fiducia nella capacità del sistema giudiziario svizzero di fare piena luce sulla tragedia.
Possibili ricadute normative e sul settore dei locali notturni
La portata del rogo a Le Constellation rende probabile un riesame dei protocolli di sicurezza a livello cantonale e federale: capienze massime, materiali ignifughi obbligatori, esercitazioni periodiche, formazione del personale, controlli più serrati in alta stagione turistica.
Per il settore dei locali notturni, ciò può tradursi in costi aggiuntivi ma anche in un rafforzamento della fiducia da parte di residenti e turisti. A medio termine, trasparenza sui requisiti di sicurezza e verifiche più visibili potrebbero diventare elemento competitivo per chi opera nel rispetto delle norme.
FAQ
Che cos’è accaduto al bar Le Constellation di Crans-Montana?
Nel bar Le Constellation di Crans-Montana, nella notte del 1° gennaio, è divampato un incendio che ha causato 41 morti e oltre cento feriti da ustione, trasformando la serata di Capodanno in una delle peggiori tragedie recenti in Svizzera.
Dove si è svolta l’audizione dei coniugi Jacques e Jessica Moretti?
L’audizione dei proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, si è svolta all’Energypolis campus di Sion, nel canton Vallese, dove i procuratori conducono parte delle attività istruttorie legate al caso.
Perché i familiari delle vittime hanno contestato i gestori del bar?
I familiari hanno contestato i coniugi Moretti perché li ritengono moralmente responsabili della tragedia, gridando frasi come “Avete ucciso mio figlio” e accusandoli di non aver garantito condizioni di sicurezza adeguate all’interno del locale la notte dell’incendio.
Cosa ha risposto Jacques Moretti alle accuse dei parenti?
Jacques Moretti ha replicato dichiarando: “Se dobbiamo pagare, pagheremo. Non c’è mafia, siamo lavoratori”, rivendicando la propria identità di imprenditore e respingendo qualsiasi collegamento con ambienti criminali organizzati.
Quante sono le vittime e i feriti dell’incendio di Capodanno?
Il bilancio attuale parla di 41 vittime e oltre cento persone con ustioni di varia gravità. Questi numeri collocano l’incidente tra i più gravi eventi legati a un locale notturno in Svizzera, per impatto sia umano sia sanitario.
Quali aspetti stanno approfondendo i procuratori svizzeri?
I procuratori del Vallese stanno verificando il rispetto delle norme antincendio, la capienza effettiva del bar, l’agibilità delle vie di fuga, la preparazione del personale e l’eventuale presenza di negligenze, omissioni o violazioni rilevanti nella gestione del locale.
Che implicazioni può avere il caso per la sicurezza dei locali notturni?
Il caso potrebbe portare a norme più severe su impianti, materiali ignifughi, uscite di sicurezza, controlli periodici e formazione del personale, con impatto diretto su bar, club e discoteche, soprattutto nelle principali destinazioni turistiche svizzere.
Qual è la fonte originale delle informazioni sul caso Le Constellation?
Le informazioni riportate derivano da contenuti pubblicati dal servizio in inglese di SWI swissinfo.ch, basati su materiale d’agenzia Keystone-SDA e successivamente tradotti e revisionati.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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