Crans-Montana al buio per tre minuti prima dell’incendio: nuove ombre sulla ricostruzione del rogo

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Crans-Montana, telecamere spente 3 minuti prima del rogo: l’ultima scoperta
Telecamere ferme e minuti decisivi
Nel locale Le Constellation di Crans-Montana erano installate 11 telecamere interne, con inquadrature multiple dei due piani e delle vie di fuga. Le registrazioni disponibili si interrompono però all’1.23 della notte di Capodanno, tre minuti prima dell’incendio che ha causato la morte di 40 persone e decine di feriti.
Secondo gli atti d’inchiesta consultati dalla Bild, il sistema di videosorveglianza si sarebbe “bloccato” in modo improvviso, senza ulteriori salvataggi delle immagini. Le autorità stanno verificando se si tratti di un guasto tecnico, di una sovrascrittura automatica o di una disattivazione volontaria.
Nei frame agli atti, il piano superiore appare quasi deserto, mentre quello inferiore è ancora affollato. In un’altra inquadratura si vede chiaramente la porta dell’uscita di emergenza apparentemente aperta, ma con un mobile che ne ostruisce in parte il passaggio, dettaglio cruciale per la ricostruzione delle vie di fuga disponibili in quei secondi fatali.
Il ruolo dei coniugi Moretti
Il gestore del locale, Jacques Moretti, unico arrestato finora, ha dichiarato alla polizia di non essere più riuscito a riavviare il sistema di registrazione dopo il presunto blocco. Agli inquirenti avrebbe mostrato solo screenshot delle ultime immagini, sostenendo che non esistano file video successivi all’1.23.
Al centro delle indagini ci sono anche le scelte organizzative adottate da Jacques e dalla moglie Jessica Moretti, tra cui l’uso di bengala fissati alle bottiglie in un ambiente rivestito con pannelli di schiuma fonoassorbente altamente infiammabili. Gli investigatori valutano se i due fossero consapevoli del livello di rischio per i clienti.
Parallelamente emergono indiscrezioni su possibili piani di allontanamento dalla Svizzera, con riferimenti a ipotetici spostamenti su jet privato, elementi che se confermati rafforzerebbero l’ipotesi di una strategia di fuga dopo il rogo.
Licenze, responsabilità e falle nei controlli
Un altro fronte delicato riguarda le condizioni amministrative con cui Le Constellation operava a Crans-Montana. In un interrogatorio, Jacques Moretti avrebbe affermato di aver pagato la licenza del locale solo “un franco”, frase che getta ombre sui meccanismi di concessione e sui controlli delle autorità comunali e cantonali.
Gli inquirenti stanno verificando se gli impianti antincendio, la compartimentazione degli spazi e la gestione delle uscite di sicurezza fossero conformi alle prescrizioni svizzere in materia di sicurezza nei locali pubblici. L’ostacolo davanti all’uscita di emergenza diventa così un possibile indizio di violazioni gravi e sistematiche.
Il caso rischia di assumere un valore di precedente per l’intero settore dell’intrattenimento alpino, con possibili ricadute su norme, ispezioni e responsabilità penali di gestori, proprietari e autorità che hanno autorizzato l’attività senza, forse, verifiche adeguate.
FAQ
D: Quando si interrompono le registrazioni delle telecamere?
R: Le immagini disponibili si fermano all’1.23, circa tre minuti prima dell’inizio dell’incendio.
D: Quante persone sono morte nel rogo di Crans-Montana?
R: Il bilancio è di 40 vittime, oltre a numerosi feriti.
D: Chi ha rivelato il dettaglio delle telecamere spente?
R: Il particolare è emerso dai fascicoli d’inchiesta consultati dal quotidiano tedesco Bild, indicato come fonte giornalistica originale.
D: Cosa ha dichiarato Jacques Moretti sul sistema di videosorveglianza?
R: Ha riferito che il sistema “si è bloccato” e che non è più riuscito a resettarlo.
D: Cosa mostrano le ultime immagini registrate nel locale?
R: Si vede il piano superiore quasi vuoto, quello inferiore affollato e un’uscita di emergenza con un mobile che ostacola il passaggio.
D: A che ora sarebbe iniziato l’incendio secondo gli inquirenti?
R: Le indagini collocano lo scoppio del rogo intorno all’1.26 di notte.
D: Qual è il ruolo di Jessica Moretti nell’inchiesta?
R: È al centro delle verifiche sulle decisioni gestionali e sulla sicurezza del locale insieme al marito Jacques.
D: Perché si parla di licenza pagata “un franco”?
R: Si tratta di una dichiarazione attribuita a Jacques Moretti che alimenta dubbi sulle modalità con cui è stata concessa l’autorizzazione al locale.




