Crans-Montana aggiornamento ufficiale ridotto il numero dei feriti dopo le ultime verifiche cliniche

Incendio di Capodanno a Crans‑Montana, il quadro clinico aggiornato
Il bilancio sanitario del grave incendio di Capodanno al bar Le Constellation di Crans‑Montana, in Vallese, mostra un miglioramento lento ma costante. A distanza di quasi tre mesi dal rogo, che aveva causato 115 feriti, restano sotto cura 41 pazienti tra Svizzera ed Europa. La situazione è stata aggiornata oggi, 26 marzo 2026, dalla Rete nazionale di medicina delle catastrofi KATAMED, contattata da Keystone‑ATS. Il calo di quattro persone rispetto a due settimane fa segnala la progressiva dimissione dai reparti acuti e il passaggio alla fase di riabilitazione specialistica, soprattutto per le gravi ustioni riportate nella tragedia.
In sintesi:
- Ancora 41 dei 115 feriti sono in cura tra Svizzera e Paesi UE.
- In Svizzera sono ricoverate 13 persone, fra reparti acuti e riabilitazione.
- All’estero restano 22 pazienti, soprattutto in Francia, Germania e Italia.
- L’ultimo paziente ricoverato in Belgio è stato rimpatriato in Svizzera.
Dove si trovano oggi i feriti di Crans‑Montana
Secondo KATAMED, sono 13 i feriti ancora ricoverati in Svizzera. In Romandia se ne contano sei, uno in meno rispetto all’ultimo aggiornamento; nella Svizzera tedesca i pazienti sono sette, uno in più, segno di un riequilibrio interno della presa a carico ospedaliera. Sei persone con ustioni gravi sono seguite in centri di riabilitazione della SUVA: cinque presso le strutture specialistiche di Sion, capitale del Vallese, e una a Bellikon, nel canton Argovia.
All’estero restano 22 pazienti, tre in meno in due settimane. Tra loro figurano sei cittadini svizzeri, numero in calo di due unità, e quattro stranieri domiciliati nella Confederazione, uno in meno. Undici feriti sono attualmente curati in Francia, tre in Germania e otto in Italia. Non risultano più pazienti nei nosocomi del Belgio: l’ultimo è stato trasferito in una struttura svizzera, a conferma della volontà delle autorità sanitarie di centralizzare quanto possibile la fase di medio‑lungo termine.
Prospettive di cura e cooperazione sanitaria europea
La distribuzione dei pazienti tra Svizzera e diversi Paesi UE evidenzia l’importanza delle reti transfrontaliere di medicina d’urgenza e dei centri di riferimento per le ustioni gravi. Nelle prossime settimane sono attesi ulteriori rientri in Svizzera e nuove dimissioni verso cure ambulatoriali, ma per molti feriti il percorso riabilitativo resterà lungo e complesso. Il caso di Crans‑Montana rappresenta un banco di prova per la capacità di coordinamento di KATAMED e per la collaborazione con strutture specialistiche in Francia, Germania e Italia, offrendo indicazioni operative utili per la gestione di future maxi‑emergenze con un numero elevato di politraumatizzati e ustionati.
FAQ
Quante persone sono ancora in cura dopo l’incendio di Crans‑Montana?
Attualmente risultano in cura 41 dei 115 feriti originari, distribuiti tra strutture ospedaliere e centri di riabilitazione in Svizzera e in Europa.
Quanti feriti dell’incendio sono ricoverati in Svizzera oggi?
Sono ricoverati in Svizzera 13 pazienti, di cui sei in Romandia, sette nella Svizzera tedesca e diversi inseriti in programmi SUVA.
In quali Paesi europei si trovano i feriti ancora all’estero?
Attualmente 22 pazienti sono all’estero: 11 in Francia, tre in Germania e otto in Italia; nessuno rimane ricoverato in Belgio.
Qual è il ruolo della rete KATAMED nella gestione dei feriti?
La rete KATAMED coordina in modo strutturato la distribuzione dei feriti, il trasferimento internazionale e l’accesso ai centri specializzati per ustioni e politraumi.
Da quali fonti provengono i dati sull’incendio di Crans‑Montana?
I dati derivano da un’elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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