Crans investe sulla sicurezza digitale dopo il bug che blocca i brevetti

Vuoto nei controlli di sicurezza e responsabilità amministrative
Il vuoto nei controlli sul locale Constellation dal 2019 ha aperto interrogativi pesanti sulla catena delle responsabilità del Comune di Crans-Montana e sulla tenuta dei protocolli di prevenzione incendi. Gli inquirenti di Sion stanno ricostruendo decisioni, ritardi e omissioni che avrebbero inciso sulla tragedia di Capodanno.
Il cambio di software e il blocco delle ispezioni
Secondo il responsabile della sicurezza comunale Christophe Balet, un problema al sistema informatico, legato al cambio di software gestionale, avrebbe interrotto gli aggiornamenti sui controlli al Constellation dopo il 2019. Gli archivi digitali delle ispezioni sarebbero rimasti incompleti, impedendo un monitoraggio puntuale delle condizioni del locale.
Questa giustificazione, ora al vaglio della Procura, solleva dubbi sulla gestione del rischio tecnologico nelle amministrazioni pubbliche. L’assenza di piani di continuità operativa e di verifiche manuali di back up potrebbe configurare una responsabilità organizzativa autonoma, distinta dagli errori dei singoli funzionari.
Il presunto malfunzionamento software, se confermato, obbligherebbe a interrogarsi sugli standard minimi di sicurezza digitale richiesti agli enti locali chiamati a vigilare su luoghi ad alta affluenza.
Nomina tardiva e competenze tecniche del responsabile sicurezza
Balet, nominato nel 2024, avrebbe ammesso di non possedere il brevetto di prevenzione antincendio, non avendo superato l’esame specifico. Avrebbe però dichiarato di disporre di certificazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ritenute sufficienti per l’incarico comunale.


Questa lacuna formativa apre un fronte delicato: la coerenza tra profilo professionale, mansioni attribuite e rischio connesso agli ambienti da controllare. Gli avvocati delle parti civili contestano la scelta del Comune di affidare a un profilo incompleto un ruolo cardine nella prevenzione incendi.
Gli inquirenti dovranno valutare se la mancata specializzazione di Balet abbia inciso sul sistema di vigilanza, aggravando un contesto già reso fragile dalle criticità informatiche denunciate dal funzionario.
Inchiesta penale, sequestri ritardati e criticità probatorie
L’operato della Procura di Sion è finito nel mirino dei legali delle famiglie delle vittime, che denunciano lacune investigative e ritardi nei sequestri. Il caso è diventato un banco di prova per la giustizia penale svizzera, anche sul piano dell’immagine internazionale.
Sequestri digitali posticipati e rischio di perdita dati
Dopo il rogo, la Procura non ha effettuato nell’immediato perquisizioni al Comune di Crans-Montana, né sequestri di pc, telefoni o server. Si è limitata a chiedere la documentazione relativa al locale, rinviando i controlli tecnici sui supporti informatici.
Il telefono di Balet è stato sequestrato solo ieri, a un mese e sei giorni dalla tragedia che ha provocato 41 vittime. Questo ritardo alimenta il timore di dati cancellati, modificati o non più recuperabili, soprattutto in assenza di blocchi tempestivi degli accessi ai sistemi.
Per i penalisti delle parti civili, l’assenza di un’immediata acquisizione forense dei dispositivi potrebbe compromettere in modo irreversibile la ricostruzione cronologica delle decisioni e degli eventuali avvisi ignorati.
Le contestazioni delle parti civili e la richiesta di ricusazione
L’avvocato Garen Ucari, legale di un padre che ha perso il figlio, ha chiesto la ricusazione dei quattro procuratori titolari dell’indagine, denunciando “gravi carenze ed errori” incompatibili con un giusto processo. Secondo la difesa delle famiglie, il fascicolo mostrerebbe omissioni tali da minare la fiducia nell’imparzialità dei magistrati.
Già altre parti avevano sollecitato la nomina di un procuratore straordinario, scontrandosi con il secco rifiuto della procuratrice generale di Sion, Beatrice Pilloud, che aveva escluso qualsiasi motivo per un avvicendamento. Ora il tribunale dovrà decidere se accogliere le istanze di ricusazione.
Una sostituzione in corso d’opera, se disposta, ridisegnerebbe i tempi dell’inchiesta, ma potrebbe restituire credibilità a un procedimento percepito dalle famiglie come sbilanciato e incompleto.
Ruolo dei gestori del locale e ricostruzione dei fatti
La posizione dei titolari del Constellation e dei responsabili della sicurezza privata resta centrale per chiarire le dinamiche della notte di Capodanno, dalla gestione degli accessi alle misure interne di prevenzione incendi, fino al comportamento durante l’emergenza.
La versione di Jacques e Jessica Moretti e il ruolo di Gabrielli
Il titolare Jacques Moretti, indagato, ha assistito all’interrogatorio di Balet come previsto dal diritto svizzero. Ai cronisti ha dichiarato di pensare costantemente alle vittime e alle famiglie, rivendicando la propria sofferenza per la tragedia. La moglie Jessica Moretti aveva seguito il giorno prima le dichiarazioni di Jean Marc Gabrielli, da lui considerato un figlioccio.
Gabrielli avrebbe sostanzialmente confermato la versione della coppia, ma i pm intendono verificare se fosse presente all’ingresso del locale la notte del rogo per controllare i documenti dei ragazzi, come riferito da alcuni testimoni.
Questo punto è cruciale per accertare l’effettiva organizzazione della sicurezza all’entrata, il rispetto delle capienze autorizzate e l’eventuale responsabilità diretta di chi gestiva il filtro degli accessi.
Il precedente delle ispezioni 2018-2019 e il ruolo di Jacquemoud
Lunedì verrà interrogato Ken Jacquemoud, capo della sicurezza comunale ai tempi delle ultime ispezioni al Constellation nel 2018 e 2019. Gli inquirenti vogliono capire quali criticità fossero già emerse e se vennero imposti adeguamenti strutturali o procedurali al locale.
L’analisi dei verbali di quelle verifiche è decisiva per valutare la prevedibilità del rischio e l’eventuale tolleranza di situazioni borderline rispetto alle norme antincendio. Se emergessero avvertimenti ignorati, la responsabilità potrebbe estendersi sia al Comune sia ai gestori.
In parallelo, la dimensione umana resta in primo piano: il presidente della Confederazione Guy Parmelin, a Milano per l’apertura delle Olimpiadi, ha visitato all’ospedale Niguarda gli otto feriti italiani ancora ricoverati in terapia intensiva e nel centro ustioni.
FAQ
Perché i controlli sul Constellation si sono fermati nel 2019?
Secondo Christophe Balet, il blocco dei controlli sarebbe legato a problemi di transizione del software gestionale comunale, che avrebbero rallentato aggiornamenti e pianificazione delle ispezioni dopo il 2019.
Quali sono le principali contestazioni alla Procura di Sion?
Le parti civili contestano ritardi nei sequestri di pc e telefoni, lacune investigative e carenze nel fascicolo, ritenute incompatibili con le garanzie di un giusto processo e tali da giustificare la ricusazione dei procuratori.
Che ruolo ha avuto il responsabile sicurezza comunale Balet?
Balet, nominato nel 2024, ha segnalato criticità informatiche e ha ammesso di non possedere il brevetto di prevenzione antincendio, pur rivendicando certificazioni in salute e sicurezza richieste dal Comune.
Cosa viene contestato ai gestori del Constellation?
A Jacques e Jessica Moretti viene scrutinata l’organizzazione della sicurezza interna, la gestione degli accessi e il rispetto delle norme antincendio, anche alla luce delle testimonianze sulla presenza di Jean Marc Gabrielli all’ingresso.
Perché è importante l’interrogatorio di Ken Jacquemoud?
L’ex capo della sicurezza comunale dovrà chiarire l’esito delle ispezioni 2018-2019 al Constellation, le eventuali prescrizioni impartite e il livello di consapevolezza del rischio da parte delle autorità.
Qual è la principale fonte delle informazioni sull’inchiesta?
Le informazioni derivano da atti giudiziari dell’inchiesta di Sion e dalle dichiarazioni rese ai pm, in particolare da Christophe Balet, dai gestori del Constellation e dai legali delle parti civili coinvolti nel procedimento.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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