Corte Suprema blocca dazi Trump e ripristina tariffe ordinarie su importazioni

Corte Suprema Usa boccia i dazi di Trump e apre un fronte da 134 miliardi
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump ha violato la legge federale imponendo dazi globali emergenziali senza il via libera del Congresso. La decisione, presa a Washington con sei voti favorevoli e tre contrari, è stata depositata venerdì 20 febbraio, con una motivazione di oltre 170 pagine che definisce le tariffe “superiori alla legge”.
La sentenza non chiarisce il destino dei circa 134 miliardi di dollari già riscossi, né i tempi di eventuali rimborsi agli oltre 301 mila importatori che hanno contestato le misure. Nel pomeriggio, in conferenza stampa, Trump ha attaccato i giudici – compresi due da lui nominati – definendo la decisione “una vergogna” e annunciando nuovi dazi globali al 10% a partire dal 24 febbraio, aprendo un nuovo capitolo di scontro istituzionale ed economico.
In sintesi:
- Corte Suprema: i dazi emergenziali di Trump violano la legge federale e superano i poteri presidenziali.
- Non è definito il destino dei 134 miliardi di dollari di dazi già incassati.
- Oltre 301 mila importatori potrebbero chiedere rimborsi, con impatto pesante sui conti Usa.
- Trump reagisce annunciando nuovi dazi globali al 10% dal 24 febbraio.
Cosa dice davvero la sentenza e quali poteri perde Trump
Nel dispositivo la Corte Suprema, guidata dal presidente John Roberts, chiarisce che il ricorso all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) degli anni ’70 non autorizza un presidente a imporre dazi di importo, durata e portata illimitati senza previa autorizzazione del Congresso. I giudici sottolineano di non entrare nel merito di scelte di politica economica o commerciale, ma di limitarsi a verificare se il presidente disponesse dell’autorità legale per agire unilateralmente.
La risposta è negativa: per misure di portata “storica” come i dazi globali invocati da Trump, sarebbe stato necessario un voto parlamentare. Due giudici nominati dallo stesso Trump hanno votato con la maggioranza; tra i contrari figura il giudice Brett Kavanaugh, che ha definito gli effetti della decisione un “pasticcio”, soprattutto sul piano dei rimborsi. La sentenza rinvia esplicitamente ai tribunali di grado inferiore la gestione delle controversie economiche e fiscali, lasciando aperta una fase di forte incertezza per imprese e mercati internazionali.
Rimborsi incerti e nuovi dazi al 10%: i prossimi scenari globali
Resta irrisolto il nodo cruciale: cosa fare dei 134 miliardi di dollari già incassati. Secondo i dati della United States Customs and Border Protection, oltre 301 mila importatori, tra cui grandi catene come Costco, hanno contestato le tariffe e potrebbero ora rivendicare rimborsi miliardari. L’amministrazione Trump teme un impatto “devastante” sui conti pubblici e sulla liquidità delle casse federali.
In risposta alla bocciatura dell’IEEPA, Trump ha annunciato nuovi dazi globali al 10% dal 24 febbraio, questa volta appoggiandosi al Trade Act del 1974, che consente tariffe fino al 15% per un massimo di 150 giorni. Nel dibattito entra anche il Tariff Act del 1930, che permette dazi fino al 50% per cinque mesi contro Paesi considerati “discriminatori” verso il commercio Usa: una via alternativa suggerita dal segretario al Tesoro Scott Bessent per aggirare i limiti imposti dalla Corte e rilanciare una strategia tariffaria più aggressiva.
FAQ
Perché la Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi globali di Trump?
La Corte ha stabilito che Trump ha usato in modo improprio l’IEEPA, imponendo dazi illimitati senza l’autorizzazione preventiva del Congresso, richiesta per misure economiche straordinarie di portata globale.
Cosa rischiano le imprese Usa che hanno pagato i dazi poi bocciati?
Rischiano anni di contenziosi. Possono però chiedere rimborsi per i dazi versati, ma l’esito dipenderà dai tribunali inferiori e dalle prove documentali presentate.
Quando entreranno in vigore i nuovi dazi al 10% annunciati da Trump?
Entreranno in vigore il 24 febbraio, salvo eventuali sospensive giudiziarie. Sono giustificati con il Trade Act 1974, che prevede limiti temporali e di intensità alle tariffe.
I consumatori americani vedranno subito aumenti dei prezzi alle importazioni?
Sì, è probabile. I dazi al 10% tendono a scaricarsi rapidamente sui prezzi al consumo, soprattutto per prodotti di largo uso importati da grande distribuzione e retailer.
Qual è la fonte delle informazioni sulla sentenza e sui dazi di Trump?
Le informazioni derivano dalla decisione della Corte Suprema Usa, dai dati della United States Customs and Border Protection e dall’articolo originale pubblicato da QuiFinanza.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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