Corona svela retroscena scioccanti nella nuova puntata di Falsissimo

La nuova strategia mediatica di Fabrizio Corona
Il successo di Falsissimo – Il Prezzo del Successo, con quasi 12 milioni di visualizzazioni in poche settimane, ha trasformato il format di Fabrizio Corona in un caso mediatico e giudiziario. Dopo l’ordinanza del Tribunale di Milano, che ha imposto la rimozione dei contenuti su Alfonso Signorini e il blocco della terza puntata a lui dedicata, l’ex “re dei paparazzi” ha riconvertito in corsa la narrazione, colpendo altri volti di Mediaset come Gerry Scotti, subito intervenuto per smentire dalle pagine del Corriere della Sera.
La ventunesima puntata, incentrata su Gerry e altri personaggi di Canale 5, è stata poi rimossa da YouTube a seguito di una diffida per violazione di copyright presentata da Mediaset. Questo passaggio segna un cambio di scenario: da un lato il fronte delle cause civili per diffamazione, dall’altro l’uso sistematico degli strumenti di tutela del diritto d’autore per bloccare la diffusione dei video.
Sui social, Corona ha immediatamente rilanciato, promettendo di “reagire” e di non interrompere la pubblicazione di nuovi contenuti. Il messaggio chiave, dal punto di vista della comunicazione, è chiaro: trasformare ogni stop in un ulteriore capitolo del racconto, alimentando un conflitto permanente che genera attenzione, clic e abbonamenti, con un equilibrio sempre più fragile tra libertà di espressione, diritto di cronaca e rispetto delle decisioni dei giudici.
Annunci in discoteca e promesse di nuovi contenuti
Dal palco del Cometa Dance Hall di Alessandria, Corona ha scelto un contesto popolare e rumoroso per ribadire la sua linea: la ventunesima puntata di Falsissimo tornerà online, “tutta gratis”, con l’aggiunta di “venti minuti terrificanti” dedicati a vari personaggi noti. È una mossa che punta a rafforzare il personaggio dell’outsider che sfida poteri televisivi e istituzionali, alimentando un rapporto diretto con il pubblico, soprattutto giovane.
Non solo: Corona ha annunciato che renderà accessibile gratuitamente anche una puntata finora riservata agli abbonati, quella con l’intervento di Claudio Lippi da un reparto di terapia intensiva. La promessa di rimettere online contenuti a pagamento, trasformandoli in materiale aperto a tutti, è una precisa strategia di engagement, studiata per recuperare visibilità dopo le rimozioni e presentarsi come “vittima del sistema”.
Nelle dichiarazioni, Corona ha anticipato nuovi focus su vari vip e un ritorno su Alfonso Signorini e Antonio Medugno. Proprio qui si apre il fronte più delicato: ogni nuova allusione o accusa, se non supportata da prove verificabili e se non inserita nei canoni del diritto di cronaca, rischia di trasformarsi in un ulteriore fascicolo giudiziario, aggravando il contenzioso già in corso.
Rischi legali, limiti del diritto di cronaca e impatto su creator e media
L’ordinanza del giudice Roberto Pertile del 26 gennaio è netta: Corona non potrà più pubblicare, diffondere o condividere contenuti che risultino diffamatori o lesivi della reputazione, dell’immagine e della riservatezza di Alfonso Signorini, su qualunque piattaforma o hosting provider. Non si tratta di un “bavaglio” assoluto: nominare Signorini resta possibile, ma solo nei limiti del rispetto dei fatti e del linguaggio, senza accuse prive di riscontri o ricostruzioni fittizie.
Il confine chiave è quello tra inchiesta giornalistica e spettacolarizzazione del sospetto. Chi sostiene di avere “materiale” su un personaggio pubblico, in presenza di indagini o profili penalmente rilevanti, è chiamato a consegnarlo all’autorità giudiziaria, non a usarlo come teaser seriale per alimentare una saga digitale. In caso contrario, la narrazione rischia di trasformarsi in una campagna denigratoria strutturata.
Per il mondo dei creator su YouTube e social, il caso Falsissimo è un campanello d’allarme: uso improprio di contenuti protetti, assenza di prove documentali, toni iperbolici e insinuazioni possono tradursi in rimozioni, demonetizzazioni e cause civili. Allo stesso tempo, per broadcaster come Mediaset la gestione aggressiva del copyright diventa uno strumento di difesa reputazionale, in un ecosistema dove il confine tra infotainment, satira e diffamazione è sempre più sottile.
FAQ
D: Che cos’è Falsissimo – Il Prezzo del Successo?
R: È una serie di video-inchiesta online creata da Fabrizio Corona, incentrata su presunte ombre del mondo dello spettacolo e della televisione italiana.
D: Perché alcune puntate sono state rimosse da YouTube?
R: Alcuni episodi sono stati cancellati dopo un ricorso d’urgenza di Alfonso Signorini per contenuti ritenuti diffamatori e dopo una diffida di Mediaset per violazione di copyright.
D: Corona può ancora parlare di Alfonso Signorini?
R: Sì, ma deve attenersi ai limiti fissati dal giudice: niente contenuti diffamatori, niente linguaggio volgare o accuse prive di prove verificabili.
D: Cosa ha annunciato Corona al Cometa Dance Hall di Alessandria?
R: Ha promesso di ripubblicare la ventunesima puntata di Falsissimo gratuitamente e di aggiungere circa venti minuti di nuovi contenuti “terrificanti” su vari personaggi famosi.
D: Perché Mediaset è intervenuta contro Falsissimo?
R: Per tutelare i propri contenuti protetti da copyright e, indirettamente, l’immagine dei volti di Canale 5 citati nelle puntate, come Gerry Scotti.
D: Qual è il rischio per Corona se continua con accuse senza prove?
R: Potrebbe incorrere in nuove azioni legali per diffamazione e nella violazione dell’ordinanza del Tribunale di Milano, con possibili conseguenze economiche e penali.
D: Cosa significa per altri creator il caso Falsissimo?
R: È un precedente che mostra come violazioni di copyright, toni denigratori e accuse non documentate possano portare a rimozioni, contenziosi e danni di reputazione.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni su questa vicenda?
R: La ricostruzione si basa sulle notizie pubblicate da testate online specializzate in spettacolo e media, tra cui contenuti riconducibili a Nexilia e articoli collegati al caso Corona–Signorini–Mediaset.




