Corona sorprende tutti con una svolta trumpiana che divide pubblico e critica

Indice dei Contenuti:
Difesa comune e libertà in Europa
La visione di Alcide De Gasperi sulla difesa comune europea nasceva dall’esperienza diretta di due guerre mondiali e dalla consapevolezza che la pace non è mai un dato acquisito. La sua idea non era quella di costruire un’Europa armata per minacciare, ma una comunità di difesa capace di scoraggiare qualsiasi aggressione contro una Europa unita. In questa prospettiva, la forza militare diventa strumento di tutela dei diritti e della democrazia, non fine in sé.
La difesa comune viene letta oggi, nelle parole di esponenti come Pina Picierno e Antonella Sberna, come la condizione minima per non dipendere da altri per essere liberi. L’idea di De Gasperi era chiara: le democrazie si indeboliscono quando smettono di percepire il bisogno di difendersi, quando danno per scontata la pace. E proprio qui si inserisce il ruolo dell’Italia come Paese di confine, crocevia tra nord e sud, est e ovest del continente.
La difesa, nella prospettiva di De Gasperi, non è mai disgiunta da libertà, sicurezza e democrazia, tre dimensioni che “camminano insieme”. Per questo il suo pensiero resta attuale: la costruzione di una difesa comune europea non può essere ridotta a un dossier tecnico, ma è un progetto politico e culturale che definisce chi siamo come europei e che tipo di comunità vogliamo lasciare alle generazioni future.
Un’Europa forte tra deterrenza, economia e democrazia
Nel dibattito europeo contemporaneo, esponenti come Roberta Metsola, Dario Nardella e Paolo Alli richiamano l’eredità di De Gasperi per misurare la distanza tra l’Europa di ieri e quella di oggi. Nardella ricorda un dato eloquente: mai nella storia europea c’è stato un periodo così lungo di assenza di conflitti tra gli Stati del continente come gli ultimi 80 anni, nemmeno durante la cosiddetta Pax Romana. L’Unione europea, al netto delle sue fragilità, ha garantito un quadro di stabilità senza precedenti.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola insiste sul fatto che l’Europa non è affatto debole: sette delle dieci economie più forti al mondo sono europee, il mercato unico conta 450 milioni di persone, il continente guida settori strategici come aerospazio, chimica e trasporti. Il vero vulnus, sottolinea, è la narrazione interna: troppo spesso gli stessi europei adottano un racconto autodenigratorio, ignorando i risultati e le potenzialità del progetto comune.
Questa forza economica e industriale, tuttavia, chiede una cornice politica legittimata e trasparente. Qui si inseriscono le critiche di Pasquale Tridico, che richiama il tema del deficit democratico europeo: una difesa comune senza controllo parlamentare rischia di essere percepita come distante dai cittadini. Per essere sostenibile, la sicurezza deve andare di pari passo con lo Stato sociale, la giustizia redistributiva e il contrasto a concentrazioni di ricchezza ritenute insostenibili, come ricordato dai dati di Oxfam.
Patria inclusiva, Parlamento e responsabilità dei cittadini
Uno dei lasciti più attuali di De Gasperi, richiamato da figure come Carlo Corazza, è la distinzione netta tra amor patrio e nazionalismo. L’amor patrio, nella sua visione, è inclusivo: si ama la patria italiana proprio in quanto parte di una patria più ampia, europea. Il nazionalismo, al contrario, è divisivo, chiude i confini, erige muri e alimenta conflitti che la costruzione europea ha cercato di superare. Questo discrimine è cruciale per una difesa comune che protegga, senza trasformarsi in strumento di contrapposizione identitaria.
Corazza insiste sul fatto che l’Unione europea non è un’entità astratta da insultare o lodare a giorni alterni, ma un insieme di uomini e donne chiamati a prendere decisioni complesse per salvaguardare indipendenza e libertà. Il Parlamento europeo ne è l’espressione più visibile: non una camera di ratifica, bensì il luogo in cui, come ricorda Antonella Sberna, si decide concretamente il destino di mezzo miliardo di persone a ogni voto.
Per Roberta Metsola, il Parlamento rappresenta la massima espressione del potere dei cittadini, soprattutto dei giovani, chiamati a non attendere passivamente il cambiamento, ma a costruirlo. La pace di oggi è un’eredità fragile: va mantenuta, difesa e reinventata ogni giorno. La vera fedeltà all’eredità dei padri fondatori non è la retorica celebrativa, ma la scelta quotidiana di partecipare, controllare, orientare le politiche europee verso un futuro più giusto, più sicuro e più unito.
FAQ
D: Cosa intendeva Alcide De Gasperi per difesa comune europea?
R: Una comunità di difesa volta a scoraggiare aggressioni contro un’Europa unita, a tutela di diritti e democrazia, non uno strumento di conquista.
D: Perché la difesa comune non è solo un tema tecnico?
R: Perché riguarda l’autonomia dell’Unione europea, la capacità di proteggere i cittadini e il modello di società basato su libertà, sicurezza e democrazia.
D: Qual è il ruolo dell’Italia nella difesa europea?
R: L’Italia, Paese fondatore e di confine, è crocevia geografico e politico, chiamato a sostenere una difesa comune coerente con i valori europei.
D: Perché si parla di deficit democratico in Europa?
R: Perché alcuni ritengono che le decisioni su esercito e sicurezza non siano sufficientemente controllate dal Parlamento europeo e dai cittadini.
D: Come si lega la difesa comune allo Stato sociale?
R: Senza giustizia sociale e riduzione delle disuguaglianze, la sicurezza rischia di essere solo militare e non anche sociale, economica e civile.
D: In che senso l’Europa è forte dal punto di vista economico?
R: Sette delle dieci economie principali al mondo sono europee e il mercato unico conta circa 450 milioni di consumatori, con leadership in vari settori industriali.
D: Qual è la differenza tra amor patrio e nazionalismo secondo De Gasperi?
R: L’amor patrio è inclusivo e aperto alla dimensione europea, il nazionalismo è chiuso e divisivo, orientato allo scontro tra Stati.
D: Qual è la fonte principale delle citazioni e dei dati riportati?
R: Le informazioni derivano da un lancio dell’agenzia di stampa Adnkronos e dagli interventi pubblici dei protagonisti citati.




