Corona provoca ancora Signorini e scatta l’allarme arresto, parla l’avvocato

Indice dei Contenuti:
Corona rischia e torna ad attaccare Signorini: il suo legale Ivano Chiesa risponde sull’eventualità dell’arresto
Nuovo fronte nello scontro mediatico
Il provvedimento del giudice **Roberto Gentile** del Tribunale di Milano ha imposto la rimozione dei contenuti video e social prodotti da Fabrizio Corona sul cosiddetto “caso” legato ad Alfonso Signorini, bloccando anche la diffusione dell’ultima puntata del format Falsissimo su YouTube. Il divieto non riguarda solo il conduttore televisivo, ma si estende anche alla famiglia Berlusconi, con un esplicito richiamo al rispetto della reputazione, dell’immagine e della riservatezza. Corona ha provveduto a cancellare le prime puntate del suo format e a rimontare l’episodio successivo, eliminando i passaggi più delicati.
Nel ventunesimo episodio, però, restano ancora riferimenti al giornalista, all’ambiente giudiziario di Milano e al compagno del conduttore, talvolta descritti con espressioni giudicate offensive dagli interessati. Da qui il timore, avanzato da alcuni osservatori e rilanciato dai legali della controparte, che la linea di confine tra libertà di espressione e diffamazione possa essere stata nuovamente superata. Gli avvocati **Domenico Aiello** e **Daniela Missaglia**, interpellati da Fanpage, hanno sottolineato che ogni futura violazione del provvedimento cautelare potrebbe tradursi in conseguenze penali estremamente pesanti.
Secondo la ricostruzione difensiva della parte che si ritiene danneggiata, la logica del giudice non riguarderebbe alcuna forma di “protezione” dei cosiddetti potenti, ma piuttosto l’assenza di un effettivo interesse pubblico nei materiali diffusi. In particolare, non sarebbero emerse prove di un sistema strutturato di ricatti tale da giustificare la divulgazione di elementi sensibili di vita privata.
La lettura giuridica di Ivano Chiesa
L’avvocato penalista Ivano Chiesa, storico difensore di Fabrizio Corona, ha chiarito di non aver visionato preventivamente l’episodio 21 di Falsissimo né di partecipare alle scelte editoriali del format. Il legale riferisce di aver posto al proprio assistito un’unica condizione: evitare contenuti diffamatori e non insistere sul profilo personale del conduttore televisivo. Chiesa sostiene di riporre fiducia nella capacità di Corona di muoversi entro i limiti del provvedimento, sottolineando come le parti più controverse siano state tagliate prima della pubblicazione.
Interrogato sulla possibilità concreta di un arresto, il penalista esclude scenari catastrofici, spiegando che l’eventuale violazione riguarderebbe l’articolo 388 del Codice Penale, relativo alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. La pena prevista va da sei mesi a tre anni di reclusione e, per legge, non raggiunge la soglia che consentirebbe misure cautelari detentive immediate come la custodia in carcere. Per disporre un arresto in via preventiva, ricorda il legale, occorrerebbero reati più gravi e con cornici edittali superiori ai cinque anni.
Questo non significa assenza di rischi: se il Tribunale di Milano dovesse ritenere che i nuovi contenuti integrino una ulteriore diffamazione o una violazione palese dell’ordine impartito, potrebbero scattare nuovi procedimenti penali e, in prospettiva, pene detentive da scontare in caso di condanna definitiva. Chiesa, però, si dice pronto a difendere il proprio cliente nelle sedi opportune, ridimensionando la narrativa sull’arresto immediato.
Equilibrio precario tra spettacolo e diritto
La scelta di tornare a insistere pubblicamente sulla figura del noto conduttore e sull’ambiente a lui vicino, anche dopo un provvedimento d’urgenza, apre un tema delicato sul piano deontologico e giudiziario. In un contesto già infiammato da settimane di rivelazioni, accuse incrociate e smentite, riferimenti canzonatori, accostamenti ironici e appellativi offensivi alimentano un clima di gogna mediatica difficile da contenere. Secondo diversi commentatori, l’operazione di racconto messa in scena dall’ex fotografo rischia di superare il perimetro dell’inchiesta giornalistica per scivolare nel terreno del personalismo e dell’attacco alla sfera privata.
Il provvedimento del Tribunale di Milano invita a distinguere con nettezza tra diritto di cronaca, che richiede interesse pubblico, verità sostanziale e continenza espressiva, e sfruttamento spettacolare di informazioni intime, soprattutto quando mancano riscontri su presunti sistemi di potere fondati sul ricatto. In assenza di un reale beneficio informativo per l’opinione pubblica, la divulgazione di dettagli sensibili su relazioni, orientamenti e dinamiche personali viene considerata sproporzionata rispetto alla tutela costituzionale della libertà di espressione.
Per l’ex “re dei paparazzi”, dunque, il terreno si fa scivoloso: la narrazione di successo e caduta, già al centro di Falsissimo – Il prezzo del successo, rischia di intrecciarsi con nuovi fascicoli giudiziari. Ogni futura pubblicazione che contenga allusioni, documenti, immagini o audio riconducibili al conduttore o ai suoi affetti più stretti sarà inevitabilmente passata al setaccio dai legali di entrambe le parti, in un confronto che appare ormai destinato a protrarsi nelle aule di giustizia oltre che sulle piattaforme digitali.
FAQ
D: Chi ha ordinato lo stop alla nuova puntata di Falsissimo?
R: Il blocco è stato disposto dal giudice Roberto Gentile del Tribunale di Milano.
D: Quali contenuti sono stati rimossi dai canali di Fabrizio Corona?
R: Sono stati eliminati i primi episodi di Falsissimo – Il prezzo del successo e le clip correlate pubblicate sui social.
D: Il provvedimento tutela solo il conduttore televisivo?
R: No, riguarda anche la famiglia Berlusconi e vieta contenuti lesivi di reputazione, immagine e riservatezza.
D: Di quale reato si parla in caso di violazione dell’ordine del giudice?
R: L’ipotesi principale è l’articolo 388 del Codice Penale, cioè la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
D: Perché l’avvocato Ivano Chiesa esclude l’arresto immediato?
R: Perché la pena prevista dall’articolo 388 (sei mesi–tre anni) non raggiunge la soglia per misure cautelari detentive.
D: L’avvocato di Corona controlla i contenuti di Falsissimo prima della pubblicazione?
R: No, Ivano Chiesa ha dichiarato a Fanpage di non visionare in anteprima gli episodi né di scegliere i temi trattati.
D: Qual è la critica principale del Tribunale ai video contestati?
R: Secondo il provvedimento, mancherebbe un reale interesse pubblico e sarebbero coinvolti aspetti troppo invasivi della sfera privata.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per questa vicenda?
R: Le ricostruzioni, le dichiarazioni degli avvocati e i dettagli sul provvedimento provengono dai servizi pubblicati da Fanpage sulla controversia tra Corona e il conduttore televisivo.




