Conguaglio IMU: scadenze e obblighi per eredi e soluzioni post Milleproroghe

Conguaglio IMU: scadenze e obblighi per eredi e soluzioni post Milleproroghe

8 Marzo 2025

Conguaglio IMU 2024: obblighi per gli eredi dopo il decesso del proprietario

In caso di decesso del proprietario di un immobile, gli eredi devono prestare particolare attenzione agli obblighi fiscali, in particolare al pagamento del conguaglio IMU 2024. Secondo la normativa vigente, gli oneri tributari legati all’IMU non si estinguono con la morte del contribuente, ma vengono trasferiti agli eredi. Se il soggetto deceduto ha già effettuato il pagamento delle rate anticipate, come l’acconto e il saldo, è comunque necessario saldare il conguaglio che si riferisce al periodo in cui il proprietario era in vita. Nel caso in cui il conguaglio non venga pagato entro la scadenza stabilita, l’erede si troverà nella posizione di dover regularizzare il mancato versamento, assumendosi i relativi obblighi fiscali.

Come funziona l’IMU: regole generali

L’IMU (Imposta Municipale Unica) rappresenta un tributo locale che colpisce il possesso di immobili, fatta eccezione per quelli destinati ad abitazione principale, a meno che non rientrino nella categoria di lusso. La determinazione dell’imposta avviene su base annuale, calcolandola in relazione alla quota di possesso e ai mesi in cui l’immobile è stato effettivamente utilizzato durante l’anno in esame.

Le novità introdotte dal decreto Milleproroghe 2025 hanno avuto un impatto significativo sui termini di pubblicazione delle delibere comunali, fissando come scadenza il 7 febbraio 2025 per le aliquote IMU 2024. Questa proroga ha potuto comportare l’obbligo di un ulteriore versamento per molti contribuenti, in caso di nuove aliquote superiori rispetto a quelle già applicate per l’acconto e il saldo. Pertanto, gli eredi dei proprietari deceduti prima della scadenza per il conguaglio possono trovarsi nell’impossibilità di evitare l’adempimento di tributi non ancora versati dalla persona defunta durante il periodo della sua vita.

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Decesso del proprietario e obblighi tributari per gli eredi

Nel caso di decesso di un contribuente soggetto all’IMU, la responsabilità fiscale per il pagamento dell’imposta si trasferisce completamente agli eredi. Questo trasferimento avviene in due fasi distinte: fino al giorno della morte, il defunto continua a essere il soggetto passivo per il tributo e gli eredi devono farsi carico del pagamento per il periodo che va dal 1° gennaio fino alla data del decesso. Qualora il defunto avesse delle rate scadute, gli eredi sarebbero tenuti a saldarle a proprio carico.

Dopo la data del decesso, ciascun erede acquisisce la propria quota di possesso dell’immobile e diventa responsabile del versamento dell’IMU in autonomia, basandosi sulla porzione ricevuta in eredità. In merito alla questione del lettore, il fratello è deceduto prima della scadenza del conguaglio IMU per l’anno 2024. Nonostante il pagamento dell’acconto e del saldo fosse già stato effettuato, il mancato versamento del conguaglio rimane un obbligo a carico dell’erede, che deve provvedere a tale pagamento per regolarizzare la propria posizione tributaria.

Come regolarizzare il mancato versamento del conguaglio IMU 2024

Nel caso in cui non si sia effettuato il pagamento del conguaglio IMU entro la scadenza del 28 febbraio 2025, l’erede ha a disposizione la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso. Questo strumento consente di regolarizzare la situazione attraverso il pagamento di una sanzione ridotta, che viene calcolata in base al ritardo. Prima di procedere, è fondamentale che l’erede sia a conoscenza dei dati necessari per il pagamento.

Per procedere con il ravvedimento, l’erede dovrà compilare il Modello F24 seguendo alcune indicazioni precise. Nella sezione dedicata ai tributi locali, dovrà indicare il codice tributo specifico per l’IMU dovuta per l’anno 2024 e il codice del comune dove si trova l’immobile. È necessario anche comunicare il numero degli immobili coinvolti e l’importo da versare.

In aggiunta, è imprescindibile barrate le caselle “Ravvedimento” e “Saldo”, che attestano che il pagamento è effettuato tardivamente ma con ravvedimento. Infine, nel campo “coobbligato”, va inserito il codice fiscale dell’erede, accompagnato dal codice identificativo “07”, che evidenzia che si tratta di un pagamento effettuato a favore del defunto. Questo processo non solo regolarizza il pagamento, ma evita l’insorgere di ulteriori sanzioni e interessi qualora il ritardo venga gestito in tempi ragionevoli.


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