Commissione UE smentisce due volte: stop alle voci sulle auto elettriche e ibride cinesi
Indice dei Contenuti:
Smentite della Commissione su accordo Ue-Cina e su indagine sugli ibridi
Commissione europea costretta a correggere la narrativa: nessun accordo con Pechino per evitare i dazi sui veicoli elettrici a batteria e nessuna estensione, al momento, dell’indagine antisovvenzioni alle auto ibride importate dalla Cina. La doppia smentita è arrivata nel giro di pochi giorni, a fronte di ricostruzioni mediatiche che avevano ventilato un’intesa imminente e nuovi dazi in preparazione.
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Durante il briefing del 12 gennaio, il portavoce al Commercio Olof Gill ha chiarito che le indiscrezioni su un “accordo” sono premature: esistono solo linee guida tecniche per valutare eventuali impegni di prezzo da parte degli esportatori. E, per gli ibridi, nessuna procedura è stata avviata: non c’è un’indagine in corso.
Gill ha ricordato che i dazi definitivi sui BEV cinesi sono in vigore dall’ottobre 2024 a seguito dell’inchiesta conclusa il 29 ottobre: misure compensative tra il 7,8% e il 35,3% per ripristinare il level playing field. Parallelamente, l’Esecutivo monitora i flussi in ingresso, inclusi gli ibridi plug-in, pubblicando regolarmente i dati di sorveglianza.
Le reazioni positive di Ministero del Commercio cinese e Camera di Commercio della Cina per l’Ue al documento della Commissione hanno alimentato interpretazioni eccessive. L’Esecutivo, però, mantiene la linea: apertura a soluzioni conformi alle regole WTO, ma nessuna decisione pregiudicata e invito alla cautela sul quadro negoziale in evoluzione.
Linee guida sugli impegni di prezzo e possibili alternative ai dazi
La Commissione europea ha pubblicato una Guidance il 12 gennaio per chiarire come gli esportatori di BEV dalla Cina possano presentare impegni volontari di prezzo idonei a evitare i dazi antisovvenzioni in vigore. Il documento definisce i criteri: prezzo minimo all’importazione, trasparenza dei canali di vendita, prevenzione di compensazioni incrociate e valutazione degli investimenti futuri nell’Ue.
L’Esecutivo precisa che ogni proposta sarà esaminata secondo le stesse regole, nel rispetto del principio di non discriminazione e in conformità con le norme WTO. L’obiettivo resta il ripristino del level playing field, a valle dell’inchiesta che ha accertato sussidi distorsivi a favore dei veicoli elettrici cinesi.
Secondo il portavoce Olof Gill, la Guidance nasce dopo la ricezione, a inizio dicembre, della prima offerta “significativa” su un singolo modello importato. Non è un’intesa, ma un quadro operativo per ulteriori proposte, qualora arrvino, che saranno valutate caso per caso.
Se gli impegni di prezzo compensano adeguatamente il vantaggio competitivo indebito e ne dimostrano la fattibilità, potranno sostituire i dazi. In parallelo, Bruxelles continua a esplorare con Pechino soluzioni alternative compatibili con le regole commerciali multilaterali, senza pregiudicare esiti o tempistiche.
Le reazioni favorevoli del Ministero del Commercio cinese e della Camera di Commercio della Cina per l’Ue confermano l’interesse del mercato a un quadro stabile e prevedibile, ma per l’Esecutivo Ue restano “indicazioni, niente di più”.
Prospettive di mercato per elettriche e ibride e scenari regolatori
La domanda europea sta ricalibrando gli equilibri: le ibride, inizialmente marginalizzate nelle strategie comunitarie, beneficiano del nuovo orientamento che consente oltre il 2035 motori a combustione in condizioni specifiche, ampliando lo spazio competitivo rispetto alle elettriche a batteria.
Nel 2024 le esportazioni cinesi di ibridi verso l’Ue sono cresciute del 155%, mentre i BEV hanno segnato un incremento più contenuto, segnale di un ribilanciamento della domanda e di margini regolatori ancora aperti.
Per i BEV cinesi i dazi tra 7,8% e 35,3% restano l’architrave di breve periodo; gli impegni di prezzo, se efficaci, potrebbero sostituirli su base selettiva, mitigando l’impatto sui listini e sull’offerta.
L’orizzonte per le ibride resta incerto: non c’è un’indagine antisovvenzioni in corso, ma il monitoraggio di Bruxelles sulle importazioni mantiene aperta la possibilità di future procedure o, in alternativa, di soluzioni negoziali modellate sul percorso tracciato per le elettriche.
Gli operatori valutano scenari differenziati: con accordi di impegno, i produttori potrebbero ottenere prevedibilità dei prezzi e continuità di mercato; senza, l’inasprimento delle barriere resterebbe sul tavolo con impatti su volumi e tempi di consegna.
Il nodo rimane il level playing field: accesso al mercato sì, ma condizionato a misure che neutralizzino i sussidi distorsivi e assicurino concorrenza equa nell’Ue.
FAQ
- Qual è la posizione attuale della Commissione sulle elettriche cinesi?
Esistono dazi definitivi tra il 7,8% e il 35,3% e linee guida per impegni di prezzo che potrebbero, caso per caso, sostituirli. - Le auto ibride cinesi sono sotto indagine Ue?
No, al momento non c’è un’indagine antisovvenzioni sugli ibridi; il mercato è monitorato. - Cosa prevedono gli impegni di prezzo?
Prezzo minimo all’import, regole su canali di vendita, prevenzione di compensazioni incrociate e valutazione di eventuali investimenti nell’Ue. - Perché cresce l’interesse per le ibride?
Per l’evoluzione regolatoria Ue post-2035 e per il forte aumento delle esportazioni cinesi di ibridi nel 2024. - Gli impegni di prezzo eliminano i dazi automaticamente?
No, sono valutati caso per caso e approvati solo se compensano il vantaggio competitivo indebito. - Qual è il rischio per i produttori cinesi di ibridi?
Possibile apertura di un’istruttoria antisovvenzioni o misure alternative, se il monitoraggio evidenzia distorsioni. - Qual è la fonte giornalistica citata?
L’analisi e le dichiarazioni richiamate sono tratte da Askanews.




