Coma_Cose, Fausto Zanardelli svela il rischio fatale: perché mescolare amore e musica può travolgerti
Separazione e crollo creativo
Fausto Zanardelli rompe il silenzio e mette in fila i fatti: la fine dei Coma_Cose coincide con l’esaurimento della spinta creativa e con la crisi definitiva della relazione con Francesca Mesiano. Dopo un matrimonio recente e anni di lavoro condiviso, il progetto ha iniziato a perdere coesione dall’interno. L’artista descrive un collasso a livello di idea e visione, una progressiva impossibilità di generare nuova musica con la stessa urgenza di un tempo. La decisione era stata già maturata: “Vita fusa”, pubblicato dopo Sanremo 2025, doveva essere l’ultimo capitolo comune, un congedo consapevole per proteggere la coppia e chiudere la porta al rumore esterno.
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In questa traiettoria, la priorità dichiarata era salvaguardare il rapporto personale, ma l’equilibrio si è rotto quando è emerso che proprio la musica era diventata l’unico collante rimasto. Il sentimento, ammette Zanardelli, si era affievolito, mentre la struttura artistica non reggeva più: due linee che non si incontravano, incapaci di sostenersi a vicenda. Il crollo creativo non è stato un episodio isolato, bensì un processo lento, fatto di tentativi di ricucire e di un crescente disallineamento tra ciò che accadeva sul palco e ciò che accadeva nella vita privata.
Il risultato è una scissione netta: due artisti che proseguono su strade separate dopo avere condiviso tutto, dai turni da commessi alle tournée. La scelta, raccontata con lucidità e senza retorica, restituisce l’immagine di una “bellissima gabbia” che, con il tempo, ha tolto aria alla creatività e alla relazione. Non c’è spazio per ambiguità: la chiusura del progetto non è un colpo di scena ma l’esito di una consapevolezza maturata, confermata dalla rinuncia a proseguire insieme anche quando l’uscita di scena avrebbe richiesto un ultimo atto condiviso.
L’intreccio tra amore e musica
“Mischiare amore e musica è pericolosissimo”, sintetizza Fausto Zanardelli, indicando il punto di frattura: quando vita privata e lavoro coincidono a tal punto da confondere il sentimento con il palco. Nel loro caso, la relazione ha finito per diventare il riflesso del progetto artistico, fino a rendere indistinguibile ciò che apparteneva alla coppia e ciò che esisteva per il pubblico. L’innesco della crisi è stato proprio questo corto circuito: una relazione alimentata dall’energia dei brani e degli show, ma svuotata nel quotidiano, con la musica trasformata nel simulacro dell’amore.
Il racconto di Zanardelli è netto: la tutela della coppia era stata la priorità, ma la presa d’atto è arrivata quando si è capito che la musica era l’unico legame residuo e che il sentimento si era assopito. L’unità creativa non reggeva più la pressione di un’identità condivisa 24 ore su 24; parlare di lavoro a casa, e di casa al lavoro, ha generato una tensione continua, un’erosione di lucidità culminata in una forma di burnout. La “bellissima gabbia” evocata dall’artista descrive proprio quella sovrapposizione totale, dove il ruolo pubblico sostituisce la persona e la coppia smarrisce confini e riposo.
L’ultimo segnale è arrivato con la definizione di “Vita fusa” come capitolo conclusivo: un atto pensato per chiudere il progetto e salvare il privato. Il paradosso è che, una volta sciolto il vincolo professionale, è emersa la verità più scomoda: senza la spinta della musica, mancava la “benzina” per sostenere la relazione. Da qui la scelta di interrompere entrambe le dimensioni, evitando ambiguità e ricostruzioni forzate. L’intreccio tra palco e sentimento, inizialmente forza propulsiva, si è rivelato un rischio strutturale: quando le due sfere si fondono, si finisce per non riconoscere più l’oggetto dell’amore, se una canzone o una proiezione di sé.
Concerti annullati e conseguenze emotive
La cancellazione dei due appuntamenti nei palazzetti di Roma e Milano segna il punto di non ritorno per i Coma_Cose. Quelli che dovevano essere show celebrativi, pensati come rito di congedo, sono diventati impossibili da sostenere quando sono venuti meno energia, motivazione e un racconto condiviso. Fausto Zanardelli spiega che l’idea iniziale era salutare il pubblico con una festa finale, ma la realtà emotiva della separazione ha travolto il calendario: senza una direzione comune e senza la forza di stare sui social a costruire aspettativa, ogni tentativo è apparso artificiale.
Il ritiro dalla scena digitale è stato il primo segnale concreto: niente promozione, niente narrazione, nessuna volontà di alimentare una storia che, di fatto, si era già fermata. In assenza di “traguardo nella testa e nel cuore”, come riconosce l’artista, l’ipotesi di salire sul palco è scivolata all’ultimo posto. Il peso della chiusura di una relazione decennale ha avuto il sopravvento su ogni altro aspetto organizzativo, facendo emergere un’urgenza prioritaria: preservare coerenza e sincerità anche a costo di deludere le attese.
L’annullamento ha inevitabilmente colpito i fan che avevano acquistato i biglietti, ma la scelta viene rivendicata come atto di trasparenza. Forzare due concerti senza una base emotiva e creativa solida avrebbe tradito ciò che il duo ha rappresentato fin dall’inizio. La coerenza, in questo passaggio, diventa criterio editoriale ed etico: meglio fermarsi che inscenare una chiusura svuotata di senso. Nelle parole di Zanardelli non c’è polemica: c’è l’accettazione di una fase che richiede silenzio, tempo e rispetto reciproco.
Il quadro che emerge è quello di una decisione dolorosa ma necessaria. Gli show di Roma e Milano, concepiti come ultimo abbraccio, si sono rivelati incompatibili con il momento: la distanza interiore tra i due artisti ha reso impraticabile la costruzione di un finale condiviso. L’invito rivolto al pubblico è leggere la cancellazione non come sottrazione, ma come un atto di onestà verso le canzoni, verso chi ascolta e verso la storia dei Coma_Cose, che non merita un epilogo in affanno.
FAQ
- Perché i concerti di Roma e Milano sono stati annullati?
Perché sono venute meno energia, motivazione e una narrazione condivisa, rendendo impossibile sostenere show pensati come festa finale. - Qual era il significato dei due live cancellati?
Dovevano essere un rito di chiusura del progetto, un saluto celebrativo ai fan. - Il ritiro dai social come si collega alla cancellazione?
È stato il segnale dell’assenza di una direzione comune: senza racconto e partecipazione, la promozione dei live non aveva più senso. - Come hanno reagito i Coma_Cose alle aspettative del pubblico?
Hanno scelto la coerenza, preferendo annullare piuttosto che esibirsi senza una base emotiva e creativa solida. - La cancellazione indica fratture polemiche tra gli artisti?
No, emerge un tono privo di rancore: la priorità è stata il rispetto reciproco e l’onestà verso il pubblico. - Cosa resta dopo lo stop dei live?
Resta il catalogo, il legame con chi ascolta e la volontà di non tradire la storia del duo forzando un epilogo privo di senso.




