Chiara Ferragni prosciolta nel pandoro-gate: la frase di Selvaggia Lucarelli che ribalta la sentenza
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Sentenza e chiarimenti di Lucarelli
Selvaggia Lucarelli, su Instagram, interviene subito dopo la decisione sul cosiddetto ‘pandoro-gate’ che coinvolge Chiara Ferragni. La giornalista puntualizza: “Tecnicamente è stata prosciolta, non assolta”, riferendosi al procedimento con rito abbreviato legato al pandoro Balocco e alle uova di Pasqua, in cui l’imprenditrice era accusata di truffa aggravata.
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Nel suo riepilogo, la 51enne spiega che per procedere per truffa erano necessarie le querele, inizialmente presentate e poi ritirate dal Codacons a seguito di un accordo con risarcimento. Venute meno le querele, non era possibile contestare la truffa semplice.
La truffa aggravata, che prosegue d’ufficio, non ha retto perché mancavano le aggravanti, portando al proscioglimento. Lucarelli ribadisce che la differenza è sostanziale: non c’è stata assoluzione nel merito, ma improcedibilità e assenza dei presupposti per l’aggravata.
Resta, sottolinea la giornalista, la responsabilità amministrativa per pubblicità ingannevole, già definita con il pagamento di circa 3 milioni di euro tra sanzioni e donazioni.
Replica di Image Building
La società di comunicazione di Chiara Ferragni, Image Building, contesta la lettura di Selvaggia Lucarelli e rivendica che il provvedimento equivalga a una piena assoluzione. Secondo la nota, l’improcedibilità per truffa aggravata certifica l’assenza dei presupposti per procedere, elemento che, a loro dire, rafforza la posizione difensiva dell’imprenditrice.
Il team ribadisce che “questo processo non si doveva fare”, sostenendo che l’impianto accusatorio non avesse basi solide fin dall’inizio. L’accento è sull’insussistenza delle aggravanti, che avrebbe reso superflua l’azione penale e confermato la correttezza del comportamento contestato.
L’intervento chiarisce che l’esito non è una mera soluzione tecnica, ma il riconoscimento della mancanza di elementi per sostenere l’accusa in giudizio. Per Image Building, il punto dirimente è la qualificazione giuridica del provvedimento come epilogo favorevole e definitivo sul fronte penale.
Distinzione tra proscioglimento e assoluzione
Nel linguaggio giudiziario, il proscioglimento indica la chiusura del procedimento senza una decisione piena sul merito della responsabilità penale, spesso per ragioni procedurali o per assenza di presupposti. L’assoluzione, invece, attesta che l’imputato è non colpevole dopo una valutazione del merito, con formule come “il fatto non sussiste” o “l’imputato non lo ha commesso”.
Nel caso che coinvolge Chiara Ferragni, l’improcedibilità per truffa aggravata deriva dalla mancanza delle aggravanti e dall’assenza delle querele necessarie per la truffa semplice, circostanze che hanno impedito un giudizio pieno.
La lettura di Selvaggia Lucarelli separa il piano tecnico-procedurale da quello sostanziale, rimarcando che non vi è stata valutazione definitiva nel merito della truffa.
Dall’altro lato, la nota di Image Building interpreta l’improcedibilità come equiparabile a un esito liberatorio, sostenendo che l’assenza dei presupposti dimostri l’infondatezza dell’accusa.
Resta distinta la sfera amministrativa, dove è stata accertata la pubblicità ingannevole con sanzioni e donazioni per circa 3 milioni di euro, elemento che non incide sul profilo penale ma certifica una responsabilità diversa.
In sintesi, “prosciolta” segnala l’arresto dell’azione penale per carenza dei requisiti, mentre “assolta” richiede un giudizio sul fatto, con pronuncia liberatoria nel merito.
FAQ
- Qual è la differenza tra proscioglimento e assoluzione?
Il proscioglimento chiude il caso senza giudizio pieno sul merito; l’assoluzione dichiara non colpevole dopo valutazione del fatto. - Perché si parla di improcedibilità nel caso Ferragni?
Per la mancanza di aggravanti per la truffa aggravata e per l’assenza di querele sulla truffa semplice. - Cosa sostiene Selvaggia Lucarelli?
Che “prosciolta” non equivale a “assolta” e che non c’è stata decisione nel merito della truffa. - Cosa replica Image Building?
Che l’improcedibilità conferma l’assenza dei presupposti dell’accusa e rende il processo non dovuto. - Qual è il ruolo del Codacons?
Ha ritirato le querele dopo un accordo con risarcimento, incidendo sulla possibilità di procedere per truffa semplice. - Che cosa resta sul piano amministrativo?
Una sanzione per pubblicità ingannevole, estinta con pagamenti e donazioni per circa 3 milioni di euro. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Le dichiarazioni e ricostruzioni riportate sono tratte dai post social e dalle repliche dell’ufficio stampa, come riferito dalla stampa di settore.




