Chiara e Achille, un legame spezzato: il mistero del rogo di Crans-Montana che sconvolge tutti

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Ritratto di chiara costanzo
Chiara Costanzo, 16 anni, studentessa del liceo scientifico Moreschi di Milano, è tra le sei vittime italiane del rogo nel bar Le Constellation di Crans-Montana. Ragazza descritta come solare e generosa, coltivava la passione per la ginnastica acrobatica e frequentava le montagne svizzere insieme agli amici. Quella notte di Capodanno era entrata nel locale con il gruppo perché altrove non c’era posto. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso “profondo cordoglio” e vicinanza alla famiglia, ricordandola come “una ragazza d’oro, capace di diffondere buonumore ovunque”. La sua routine tra scuola e allenamenti restituiva l’immagine di un’adolescente determinata, attenta allo studio e legata alla comunità scolastica e sportiva. La notizia della morte ha colpito compagni e docenti, che ne sottolineano il carattere positivo e la maturità. Il viaggio in Vallese per festeggiare l’anno nuovo, organizzato con coetanei, si è trasformato in tragedia in un contesto che avrebbe dovuto essere di festa. Resta il ritratto di una giovane vita interrotta troppo presto, con sogni e relazioni che parlano di una presenza discreta ma luminosa, capace di lasciare un segno nel proprio ambiente.
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Il legame con achille barosi
Chiara Costanzo e Achille Barosi erano amici, uniti dalla passione condivisa per le montagne di Crans-Montana. Non frequentavano lo stesso istituto: lei al liceo scientifico Moreschi, lui all’artistico delle Orsoline a Milano. Le frequentazioni in Vallese e le comitive comuni li avevano fatti incontrare e ritrovare, soprattutto durante le vacanze e i fine settimana sulla neve.
Barosi, milanese, conosceva bene la località: la famiglia possiede un’abitazione a Crans-Montana. La sera di Capodanno era al bar Le Constellation insieme a tanti coetanei. Testimonianze lo collocano intorno all’1.30 mentre rientrava nel locale per recuperare giacca e telefono. In quelle stesse ore, anche Chiara si trovava all’interno del locale con gli amici, arrivata lì dopo che altri posti risultavano al completo.
Il loro rapporto, descritto da conoscenti come spontaneo e sereno, si nutriva di interessi comuni, tra cui la vita all’aria aperta e le esperienze in quota. Il contesto di Crans-Montana era un riferimento affettivo per entrambi: per Achille una seconda casa, per Chiara un luogo di amicizie e allenamenti che facevano da cornice ai suoi soggiorni.
La tragedia li ha sorpresi nello stesso scenario, trasformando una festa in un evento irreparabile. Il filo che li univa – le comitive milanesi, la consuetudine delle vacanze in Vallese, la socialità tra coetanei – spiega perché i loro percorsi si siano incrociati quella notte. Resta l’immagine di due adolescenti diversi per scuola e inclinazioni, ma vicini per relazioni e luoghi condivisi, travolti dallo stesso destino nel rogo del Le Constellation.
FAQ
- Chi era Chiara Costanzo?
Studentessa di 16 anni del liceo Moreschi di Milano, appassionata di ginnastica acrobatica, tra le vittime del rogo al Le Constellation di Crans-Montana. - Chi era Achille Barosi?
Giovane milanese dell’artistico delle Orsoline, legato a Crans-Montana dove la famiglia possiede una casa; presente nel locale la notte di Capodanno. - Qual era il legame tra Chiara e Achille?
Erano amici e condividevano la frequentazione delle montagne di Crans-Montana e le stesse comitive di coetanei milanesi. - Perché si trovavano al Le Constellation?
Facevano parte dei gruppi riuniti per i festeggiamenti di Capodanno; secondo conoscenti, erano entrati anche perché altri locali risultavano pieni. - Quando è stato visto l’ultima volta Achille?
Intorno all’1.30, mentre rientrava nel locale per prendere giacca e telefono. - Quante sono le vittime italiane accertate?
Sei, tra cui Chiara Costanzo e Achille Barosi, identificate dalle autorità.
La notte del rogo a crans-montana
Nel bar Le Constellation di Crans-Montana, la serata di Capodanno si è trasformata in emergenza poco dopo l’1.30. Tra i presenti c’erano gruppi di giovani italiani, fra cui Chiara Costanzo e Achille Barosi, arrivati nel locale dopo aver trovato altri posti al completo. Testimonianze collocano Achille sulla soglia mentre rientrava per recuperare giacca e telefono; nello stesso frangente Chiara si trovava all’interno con gli amici. L’innesco, ancora oggetto di verifica da parte delle autorità elvetiche, ha generato in pochi istanti fumo denso e fiamme che hanno saturato gli ambienti, impedendo vie di fuga rapide. L’affollamento tipico dei festeggiamenti ha aggravato la confusione, rallentando i movimenti verso le uscite.
I primi soccorsi sono stati attivati dai presenti e dal personale del locale, mentre l’allarme ai servizi d’emergenza ha fatto convergere squadre antincendio e sanitari. La struttura, inserita nel cuore turistico della località del Vallese, è stata raggiunta rapidamente, ma la criticità principale è stata la gestione dell’evacuazione in un contesto di visibilità quasi nulla. Nel caos, alcuni ragazzi sono riusciti a guadagnare l’esterno, altri sono rimasti intrappolati nelle sale interne. Le operazioni hanno richiesto il controllo dei focolai, la ventilazione dei locali e l’assistenza immediata ai feriti per inalazione di fumo.
Le autorità hanno poi confermato la presenza di sei vittime italiane. In quel contesto, i nomi di Chiara Costanzo e Achille Barosi sono emersi dalle liste dei dispersi, allineandosi alle segnalazioni delle famiglie e dei compagni di viaggio. La ricostruzione temporale indica che il momento critico è coinciso con il rientro di alcuni giovani all’interno per recuperare effetti personali, mentre altri tentavano di uscire verso la strada principale. La presenza di comitive provenienti da Milano ha reso più immediata l’allerta alla rete di conoscenti, che hanno seguito le fasi di identificazione e assistenza.
Nelle ore successive, gli inquirenti hanno avviato gli accertamenti su misure di sicurezza, capienza, percorsi di evacuazione e funzionamento dei dispositivi antincendio. Parallelamente, i servizi sociali locali hanno organizzato supporto psicologico per i sopravvissuti e per i gruppi di amici rimasti in attesa di notizie. Per molti giovani la trasferta in Crans-Montana, luogo di ritrovo durante le vacanze invernali, è diventata lo scenario di un rientro scandito da identificazioni formali e comunicazioni alle famiglie.
La dinamica degli ultimi spostamenti noti di Achille e la permanenza di Chiara all’interno del Le Constellation sintetizzano l’intreccio degli eventi di quella notte: decisioni istintive, rientri per pochi minuti, corridoi invasi dal fumo, telefoni non raggiungibili. Nel silenzio successivo all’intervento dei vigili del fuoco, le liste provvisorie si sono trasformate in conferme ufficiali, fissando il perimetro di una tragedia che ha colpito famiglie e scuole legate alla comunità milanese.
Cordoglio e memoria delle comunità
Il dolore per la morte di Chiara Costanzo e Achille Barosi ha attraversato Milano e il Vallese, stringendo le comunità scolastiche e sportive attorno alle famiglie. Dal liceo Moreschi alle Orsoline, docenti e compagni hanno ricordato i due ragazzi con momenti di raccoglimento, messaggi sobri e iniziative di supporto psicologico. L’istituto di Chiara ha sottolineato l’impegno nello studio e l’energia negli allenamenti di ginnastica acrobatica; l’ambiente dell’artistico frequentato da Achille ha evidenziato sensibilità e legame con la montagna. I gruppi di amici presenti a Crans-Montana hanno fatto rete per condividere informazioni, organizzare rientri e accompagnare le famiglie nelle procedure di identificazione.
La reazione istituzionale si è concentrata su vicinanza e sobrietà. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso cordoglio e sostegno ai genitori di Chiara, definendola “una ragazza d’oro”, parole rilanciate dalle comunità locali e dalle realtà sportive con cui la giovane aveva collaborato. Anche a Crans-Montana, nel cuore turistico del Vallese, residenti e operatori hanno manifestato solidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti, mentre le autorità hanno attivato servizi di assistenza per i testimoni e i sopravvissuti, con un’attenzione particolare ai minori e ai loro accompagnatori.
Nel circuito dei social e dei canali scolastici sono comparsi messaggi asciutti, privi di enfasi, a tutela della privacy delle famiglie. L’obiettivo è mantenere un clima di rispetto, evitando ricostruzioni non verificate e preservando la dignità delle vittime. Il filo della memoria passa attraverso testimonianze brevi: la disciplina di Chiara negli allenamenti, la familiarità di Achille con i sentieri di Crans-Montana, il senso di comunità tra i coetanei milanesi che frequentavano la località.
Le scuole e le associazioni sportive hanno avviato riflessioni interne su sicurezza, prevenzione e gestione delle emergenze durante le trasferte. Il tema della capienza dei locali e delle vie di fuga, già al centro delle indagini svizzere, è entrato nelle conversazioni di genitori e studenti, trasformando il lutto in invito alla prudenza. Nelle prossime settimane sono attese commemorazioni sobrie, con momenti dedicati al ricordo nei due istituti e nelle palestre frequentate dalla ragazza, in coordinamento con le famiglie e con le autorità.
Il dolore condiviso ha restituito l’immagine di due adolescenti radicati nelle proprie comunità, la cui assenza pesa sulle aule, nelle chat dei compagni e nei luoghi di ritrovo in città e in montagna. Le parole di cordoglio, i silenzi nelle classi e l’assistenza ai giovani rientrati dalla Svizzera segnano il ritmo di una memoria composta, affidata a gesti discreti e a un impegno concreto nel sostegno reciproco.
FAQ
- Quante sono le vittime italiane nel rogo di Crans-Montana?
Sei, tra cui Chiara Costanzo e Achille Barosi, come confermato dalle autorità. - Chi era Chiara Costanzo?
Studentessa di 16 anni del liceo Moreschi di Milano, appassionata di ginnastica acrobatica. - Chi era Achille Barosi?
Giovane milanese dell’artistico delle Orsoline, legato a Crans-Montana dove la famiglia ha una casa. - Che cosa ha detto Attilio Fontana su Chiara?
Ha espresso “profondo cordoglio” e l’ha ricordata come “una ragazza d’oro”. - Come hanno reagito le scuole di Milano?
Con momenti di raccoglimento, messaggi sobri e attivazione di supporto psicologico per studenti e famiglie. - Quali misure di supporto sono state attivate a Crans-Montana?
Assistenza ai sopravvissuti e ai testimoni, con particolare attenzione ai minori, coordinata dalle autorità locali.




