Chiara Costanzo, la famiglia rompe il silenzio e accusa la procura svizzera per indagini e autopsie lacunose

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Contestazioni sulle autopsie e richiesta di chiarezza
La famiglia di Chiara Costanzo, la sedicenne milanese morta nel rogo di Crans-Montana, contesta con forza l’operato della Procura svizzera attraverso il legale di fiducia, l’avvocato Vinicio Nardo. Secondo la difesa, gli accertamenti medico-legali effettuati in Svizzera sarebbero stati condotti in modo eccessivamente sbrigativo, senza un reale approfondimento sulle cause del decesso.
Dalla documentazione messa agli atti emergerebbe l’esecuzione di sole due autopsie sui corpi delle vittime italiane, con referti che, a detta del legale, si limitano a riportare la presenza di ustioni su volto e mani e a rinviare a generici esami tossicologici e istologici futuri. Mancano, secondo Nardo, dati puntuali sull’analisi degli organi interni, passaggio considerato centrale in casi di incendio e di morte violenta nel sistema italiano.
Per la famiglia di Chiara, queste operazioni non integrerebbero una vera autopsia ma una semplice constatazione dello stato esterno del cadavere, giudicata inadeguata rispetto alla gravità del fatto. La richiesta è che vengano effettuati accertamenti completi e tecnicamente ineccepibili, in grado di ricostruire con precisione dinamica, cause del rogo e modalità della morte, così da garantire accertamento della verità e responsabilità penali chiare.
Critiche alla gestione delle prove e rimpatrio dei corpi
L’avvocato Vinicio Nardo contesta con decisione anche il modo in cui le autorità di Crans-Montana hanno gestito i reperti e le salme delle vittime italiane. I corpi di Chiara Costanzo e di Achille Barosi sono stati rapidamente rimpatriati in Italia, accompagnati dagli abiti indossati la notte dell’incendio al locale “Le Constellation”.
Proprio la restituzione dei vestiti, invece che il loro sequestro e l’analisi in sede peritale, viene indicata dal legale come un passaggio delicato e potenzialmente pregiudizievole. Gli indumenti, osserva la difesa, possono rivelare elementi centrali per la ricostruzione della dinamica del rogo: bruciature, lacerazioni, tracce di sostanze infiammabili o di fumo potrebbero contribuire a chiarire in che modo le fiamme abbiano colpito le vittime e da dove si sia propagato l’incendio.
A Milano, nella giornata di mercoledì 21 gennaio, sono programmati nuovi accertamenti sui corpi dei due ragazzi, proprio per colmare i vuoti lasciati dalle prime verifiche elvetiche. Secondo la famiglia, se gli abiti e i resti fossero stati sin da subito sottoposti a un protocollo investigativo più rigoroso in Svizzera, oggi il quadro probatorio sarebbe più solido e lineare, con minori margini di incertezza sulle responsabilità.
FAQ
- Chi è Chiara Costanzo?
Chiara Costanzo è una studentessa sedicenne di Milano, morta nell’incendio avvenuto a Crans-Montana nel locale “Le Constellation”.
- Perché la famiglia contesta le autopsie svizzere?
La famiglia, tramite l’avvocato Vinicio Nardo, ritiene che le autopsie effettuate in Svizzera siano state troppo sommarie, limitate alla descrizione di ustioni esterne e senza un’analisi approfondita degli organi interni.
- Che cosa viene criticato nella gestione delle prove?
Viene contestata la restituzione rapida dei corpi e degli abiti alle famiglie, senza un esame tecnico dettagliato dei vestiti, considerati potenziali prove utili a chiarire causa e dinamica del decesso.
- Quali accertamenti sono previsti in Italia?
A Milano sono stati disposti nuovi esami autoptici sui corpi di Chiara Costanzo e Achille Barosi, con l’obiettivo di effettuare verifiche medico-legali più approfondite rispetto a quelle eseguite in Svizzera.
- Perché gli abiti delle vittime sono considerati fondamentali?
Gli indumenti possono fornire indicazioni su bruciature, lacerazioni, macchie e residui di sostanze, elementi utili a ricostruire l’origine dell’incendio e il modo in cui le fiamme hanno agito sui corpi.
- Quali differenze emergono tra le indagini italiane e svizzere?
Dal racconto della difesa emerge che il sistema italiano punta su autopsie più dettagliate e su una maggiore valorizzazione della prova medico-legale, mentre in Svizzera gli esami sarebbero stati più limitati.
- Qual è la fonte giornalistica delle dichiarazioni dell’avvocato Nardo?
Le posizioni dell’avvocato Vinicio Nardo sulle autopsie e sulla gestione delle prove sono riportate dall’agenzia di stampa Agi, che ha raccolto le sue dichiarazioni sul caso di Crans-Montana.
Differenze tra sistemi giudiziari e timori per la ricerca della verità
L’avvocato Vinicio Nardo mette in evidenza come l’impostazione delle indagini in Svizzera e in Italia segua logiche differenti, soprattutto sul piano medico-legale. Nel sistema italiano l’autopsia è considerata un cardine dell’accertamento penale, con protocolli che prevedono esami accurati su organi interni, eventuali lesioni pregresse e possibile incidenza dei soccorsi sulla sopravvivenza della vittima.
Secondo la difesa della famiglia di Chiara Costanzo, la scelta delle autorità elvetiche di limitare gli accertamenti e di restituire rapidamente le salme avrebbe ridotto le possibilità di una ricostruzione completa della dinamica del rogo di Crans-Montana. In Italia, invece, gli accertamenti postumi possono incidere anche su eventuali profili civilistici, come la valutazione di un possibile aggravamento delle sofferenze dovuto a interventi tardivi.
Ulteriore motivo di preoccupazione è la diversa impostazione delle indagini penali: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo con le stesse ipotesi di reato formulate in Svizzera, ma al momento a carico di ignoti. Questa scelta, rileva il legale, impedisce ai difensori degli indagati individuati in territorio svizzero di prendere parte agli esami autoptici in Italia, riducendo il contraddittorio tecnico e alimentando il timore che alcuni elementi fondamentali per la verità processuale possano andare definitivamente perduti.
FAQ
- Qual è il nodo principale del contrasto tra Italia e Svizzera?
Il punto critico riguarda la diversa profondità degli esami medico-legali e la gestione di salme e reperti tra autorità svizzere e italiane.
- Perché l’autopsia è ritenuta decisiva nel sistema italiano?
In Italia l’autopsia è centrale per definire cause della morte, dinamica dei fatti e possibili responsabilità, anche sotto il profilo civilistico.
- Che cosa contesta l’avvocato Vinicio Nardo alle autorità svizzere?
L’avvocato Nardo denuncia autopsie giudicate troppo sommarie, la restituzione rapida delle salme e degli abiti e la rinuncia a esami più estesi.
- Perché l’indagine aperta a Roma è a carico di ignoti?
La Procura di Roma ha avviato un procedimento autonomo con le stesse ipotesi di reato svizzere, ma senza ancora individuare formalmente i responsabili.
- Quali conseguenze ha questa impostazione sulle perizie italiane?
La presenza di indagati solo in Svizzera impedisce ai loro difensori di partecipare alle autopsie svolte in Italia, limitando il contraddittorio sulle prove.
- Come possono incidere gli esami sui soccorsi?
Accertamenti accurati possono verificare se eventuali ritardi o omissioni nei soccorsi abbiano aumentato le sofferenze o inciso sull’esito fatale.
- Qual è la fonte delle dichiarazioni sul caso Crans-Montana?
Le dichiarazioni dell’avvocato Vinicio Nardo sulle indagini e sulle autopsie sono state riportate dall’agenzia di stampa Agi, che segue il dossier su Crans-Montana.




