Cesara Buonamici scuote il TG5 sul caso Corona e giornalisti

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Cesara Buonamici al TG5 si occupa del caso Corona: l’intervento dell’ordine dei giornalisti contro Fabrizio
Il comunicato in diretta e la reazione di Mediaset
Nel corso dell’edizione serale del TG di punta, la giornalista **Cesara Buonamici** ha dato lettura integrale della nota ufficiale diffusa poche ore prima da **Mediaset** in merito alle accuse lanciate da **Fabrizio Corona** contro il conduttore **Alfonso Signorini** e alcuni volti di punta di **Canale 5**. L’azienda di **Cologno Monzese** ha bollato come “menzogne e falsità” i contenuti della serie online dedicata al mondo della televisione commerciale, annunciando contestualmente azioni a tutela dei professionisti citati.
La scelta di veicolare il documento attraverso il principale telegiornale della rete ammiraglia ha assunto un evidente valore simbolico e reputazionale, paragonato da molti utenti sui social a un messaggio solenne rivolto al pubblico. In questo contesto, la conduzione di **Buonamici**, volto storico dell’informazione del gruppo, è stata letta come un segnale di massimo coinvolgimento della struttura giornalistica nella gestione del caso.
Sui social network, i commenti si sono divisi tra chi ha criticato la decisione di rispondere frontalmente all’ex fotografo e chi, al contrario, ha giudicato necessario un chiarimento pubblico per proteggere credibilità, brand e giornalisti coinvolti. L’intervento televisivo ha così spostato il confronto dal piano del gossip digitale a quello del dibattito istituzionale sui limiti della narrazione online.
La posizione dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi
Nella stessa edizione, **Cesara Buonamici** ha letto anche il comunicato congiunto firmato da **Carlo Bartoli**, presidente del **Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti**, e da **Alessandra Costante**, segretaria generale della **Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi)**. Il testo richiama una recente sentenza del **Tribunale civile di Milano** sul caso **Fabrizio Corona**, sottolineando che non esiste “un diritto a diffamare” e che anche influencer e personaggi della rete sono tenuti al rispetto rigoroso delle norme.
La nota evidenzia come, accanto alle responsabilità individuali, possano essere chiamate a rispondere le grandi piattaforme che traggono profitto dall’amplificazione dell’odio e del discredito online. Viene inoltre definito “stonato” l’appello al diritto di cronaca rivendicato dall’ex fotografo, non essendo lui un giornalista e non essendo la sua produzione una testata registrata presso il tribunale competente.
Il richiamo giuridico si fonda sulla storica giurisprudenza della **Corte di Cassazione**, che subordina il diritto di cronaca alla verità putativa dei fatti, all’interesse pubblico e all’uso di un linguaggio corretto e rispettoso. L’Ordine e la Fnsi chiedono al **Parlamento** norme più stringenti contro chi si traveste da operatore dell’informazione per svolgere attività meramente commerciali, svincolate da criteri deontologici e controlli redazionali.
Il contrattacco social di Corona e i nodi per l’ecosistema dei media
Dopo il servizio andato in onda, **Fabrizio Corona** ha reagito tramite il proprio profilo **Instagram**, sostenendo di svolgere un lavoro di “inchiesta” su ambienti televisivi che conosce dall’interno e rivendicando il “diritto” di raccontare ciò che ritiene rilevante. Nelle storie successive ha messo in evidenza le visualizzazioni della nuova puntata del suo format digitale, che avrebbe superato i tre milioni di views, presentandole come prova del forte interesse del pubblico per le sue ricostruzioni.
La vicenda apre un fronte delicato per il sistema dei media italiani: da un lato i broadcaster tradizionali, che invocano il rispetto delle regole deontologiche e delle norme sulla diffamazione; dall’altro i creator digitali, che si autoattribuiscono funzioni para-giornalistiche senza passare per gli obblighi di registrazione, verifica delle fonti e responsabilità editoriale. In mezzo, un pubblico che fatica a distinguere tra informazione professionale e contenuti narrativi orientati all’engagement.
Per il settore, il caso rappresenta un banco di prova su trasparenza delle fonti, tracciabilità delle responsabilità e ruolo delle piattaforme nel moderare i contenuti che generano profitto grazie alla polarizzazione. Il nodo centrale resta la tutela del diritto all’informazione, protetto dalla **Costituzione italiana**, senza trasformare il richiamo alla libertà di espressione in uno scudo per campagne di discredito prive di riscontri documentali.
FAQ
D: Chi ha letto il comunicato ufficiale dell’azienda in televisione?
R: Il testo è stato letto dalla giornalista **Cesara Buonamici** durante l’edizione serale del TG di rete ammiraglia.
D: Qual era il contenuto principale della nota aziendale?
R: La nota smentiva con decisione le accuse giudicate false e annunciava iniziative legali a tutela di professionisti e brand citati.
D: Chi ha firmato il comunicato dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi?
R: Il documento è stato sottoscritto da **Carlo Bartoli**, presidente dell’Ordine, e da **Alessandra Costante**, segretaria generale della **Fnsi**.
D: Cosa ha stabilito il Tribunale civile di Milano sul caso legato a Corona?
R: La sentenza ha ribadito che non esiste un diritto a diffamare e che anche figure non giornalistiche devono rispettare la legge.
D: Perché il richiamo al diritto di cronaca è stato definito “stonato”?
R: Perché il diritto di cronaca è riconosciuto a chi svolge attività giornalistica regolata, condizione che non ricorre nel caso in esame.
D: Quali responsabilità vengono attribuite alle piattaforme digitali?
R: Si sottolinea la possibilità di chiamarle a rispondere quando traggono profitto dalla diffusione di contenuti diffamatori e d’odio.
D: Quali norme si chiedono al Parlamento?
R: Si sollecitano leggi più severe contro chi si spaccia per giornalista svolgendo attività commerciali prive di garanzie informative.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha raccontato il servizio sul TG?
R: La ricostruzione della vicenda è stata riportata da testate italiane di spettacolo e televisione come **Biccy.it**, che hanno seguito l’intervento di **Cesara Buonamici** al TG di rete ammiraglia.




