Caso Signorini, la mossa a sorpresa che può ribaltare Falsissimo

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Caso Signorini, Fabrizio Corona: «Il giudice mi censura, ma io non mi fermo». Perché la puntata di Falsissimo può ancora andare in onda
Censura, Telegram e strategie legali
L’ex fotografo dei vip Fabrizio Corona ha affidato al suo canale Telegram la replica al provvedimento del Tribunale civile di Milano, che gli impone la rimozione delle puntate di Falsissimo dedicate al caso legato al giornalista televisivo e vieta la pubblicazione di nuovi contenuti a lui riferibili. Nelle sue parole ai follower, Corona parla di un Paese in cui «i potenti si proteggono tra loro» e sostiene di non volersi fermare, denunciando quella che definisce una limitazione del diritto di cronaca e di indagine su fatti da lui ritenuti «gravi».
Secondo la decisione firmata dal giudice civile Roberto Pertile, i contenuti già online dovranno essere rimossi entro un termine perentorio di due giorni, mentre il divieto di pubblicare ulteriori elementi riguardanti la sfera privata del conduttore è immediato. Al momento, i video sul cosiddetto “sistema” che lo riguarda risultano ancora accessibili su piattaforme come YouTube, ma il margine operativo per l’ex re dei paparazzi è strettamente vigilato.
I legali di Corona hanno annunciato che impugneranno il provvedimento, contestando la natura del blocco e richiamando i principi costituzionali in tema di libera manifestazione del pensiero e di diritto di informare. La strategia difensiva punta a ribaltare in sede di reclamo la ricostruzione giuridica che ha portato alla censura dei contenuti e alla richiesta di consegna del materiale raccolto, comprese chat, immagini e video.
La puntata riscritta e i paletti del tribunale
La nuova puntata di Falsissimo, inizialmente annunciata come incentrata sul rapporto tra il noto conduttore e la famiglia Berlusconi, potrebbe ancora essere diffusa, ma soltanto a condizione che vengano eliminati tutti i riferimenti diretti e indiretti al giornalista televisivo. Dalle ultime storie pubblicate su Instagram, emerge che il video rischia di dover essere in gran parte riscritto e registrato da zero per rispettare il perimetro imposto dal giudice civile di Milano.
Il dispositivo stabilisce, infatti, il divieto di diffondere nuovi contenuti che tocchino la vita privata del conduttore e ordina la rimozione delle due puntate già pubblicate, ritenute lesive della dignità personale. L’eventuale messa in onda di una versione “epurata” della trasmissione resta tecnicamente possibile, purché non si torni sui punti oggetto del ricorso presentato dagli avvocati del giornalista.
Dal punto di vista legale e mediatico, il caso diventa un banco di prova sul confine tra libertà di espressione online, forme di narrazione pseudo‑giornalistica e tutela della reputazione di personaggi noti. Per chi opera nel settore dei contenuti digitali, la vicenda segnala un aumento della vigilanza giudiziaria su format che, pur non essendo testate registrate, incidono in modo massiccio sulla percezione pubblica di figure televisive e del mondo dello spettacolo.
Motivazioni del giudice e impatto su privacy e cronaca
Nelle motivazioni, il giudice Roberto Pertile sostiene che le puntate del format online dedicate al conduttore abbiano alimentato un «pruriginoso interesse del pubblico» e una «morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali», accusando il giornalista di condotte «immorali, deplorevoli e penalmente rilevanti» senza il sostegno di prove univoche. Secondo il magistrato, lo scopo principale dei contenuti sarebbe stato quello di offendere la dignità del diretto interessato e di ricavarne un ritorno economico, più che informare su fatti di reale interesse pubblico.
Per queste ragioni, nel provvedimento si nega la copertura del diritto di cronaca, della libertà di stampa e persino della libera manifestazione del pensiero. Il giudice evidenzia inoltre che Corona non è iscritto all’Ordine dei giornalisti e che il format non è diffuso tramite una testata registrata, escludendo così che si possa parlare di sequestro preventivo della stampa in senso tecnico.
L’ordine di consegnare tutto il materiale – comprese chat, documenti, immagini e video – su cui sono state costruite le precedenti puntate amplia la portata del controllo giudiziario sul “dietro le quinte” del format. Il caso apre un fronte delicato nel bilanciamento tra tutela della reputazione, diritto alla privacy delle figure pubbliche e uso, spesso borderline, di piattaforme social e canali digitali come spazi para‑giornalistici, con effetti rilevanti su creator, influencer e produttori di contenuti di infotainment.
FAQ
D: Qual è il provvedimento principale adottato dal Tribunale civile di Milano?
R: È stato ordinato a Fabrizio Corona di rimuovere le puntate del suo format online dedicate al noto conduttore televisivo e di non pubblicare ulteriori contenuti sulla sua vita privata.
D: Perché la nuova puntata può ancora essere pubblicata?
R: La trasmissione può andare in onda solo se vengono eliminati tutti i riferimenti diretti e indiretti al giornalista, riscrivendo le parti già registrate.
D: Che cosa contesta il giudice ai contenuti diffusi da Corona?
R: Il magistrato ritiene che i video alimentino curiosità morbosa su vicende intime, senza prove univoche e con finalità principalmente lesive e lucrative.
D: I contenuti sono coperti dal diritto di cronaca?
R: Secondo il provvedimento, manca un interesse pubblico concreto e non si può invocare né la libertà di stampa né la semplice libertà di espressione.
D: Perché non si parla di sequestro preventivo della stampa?
R: Il giudice sottolinea che Corona non è giornalista iscritto all’albo e che il format non è diffuso tramite una testata registrata.
D: Che cosa dovrà consegnare Corona alla magistratura?
R: Tutto il materiale utilizzato per le puntate contestate, inclusi documenti, chat, immagini e video collegati al cosiddetto “sistema” attribuito al conduttore.
D: Qual è la posizione della difesa di Corona?
R: I legali annunciano impugnazione e denunciano una limitazione alla possibilità di indagare e raccontare vicende ritenute di interesse generale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni derivano da ricostruzioni e aggiornamenti pubblicati dalla stampa nazionale italiana, in particolare testate online di cronaca e spettacolo che hanno seguito il caso in tempo reale.




