Caso Garlasco svolta clamorosa, i consulenti di Stasi accusano: indagine mirata solo contro Alberto

Indice dei Contenuti:
## Scontro tra le difese e accuse di “caccia alle prove”
Lo scontro tra i legali sul delitto di Garlasco si consuma ormai a distanza, con toni sempre più duri. La difesa di Alberto Stasi accusa i consulenti della famiglia di Chiara Poggi di condurre una sorta di “caccia alle prove” mirata esclusivamente a rafforzare il quadro accusatorio contro il loro assistito, già condannato in via definitiva e in fase conclusiva di espiazione della pena. Nel mirino, soprattutto, i nuovi accertamenti richiesti dai genitori della vittima, presentati come elementi idonei a far emergere un movente sinora rimasto in ombra.
Secondo l’avvocatessa Giada Bocellari, storica difensore di Stasi, la strategia della controparte non sarebbe neutra ma orientata a consolidare, anche mediaticamente, l’immagine di colpevolezza del 42enne. La legale parla di un “continuo tentativo” di individuare, tramite consulenze e comunicazioni pubbliche, presunte nuove prove che non potranno comunque portare a un nuovo processo nei confronti del suo cliente.
Dall’altro lato, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che rappresenta la famiglia Poggi, respinge con fermezza le critiche. Sostiene che ogni nuovo approfondimento sia non solo legittimo ma “doveroso”, alla luce della riapertura dell’inchiesta e della posizione di Andrea Sempio, oggi indagato. Per Tizzoni l’agitazione della difesa Stasi sarebbe ingiustificata e slegata dal perimetro processuale delineato dagli atti più recenti.
## Nuovi accertamenti tecnici e possibili scenari investigativi
I nuovi approfondimenti commissionati dai genitori di Chiara Poggi coinvolgono consulenti dattiloscopici e informatici, chiamati a rileggere la scena del crimine e i supporti digitali con strumenti aggiornati. Secondo queste analisi, l’aggressione potrebbe essere iniziata nella cucina della villetta di via Pascoli e non sul pianerottolo d’ingresso, ipotesi che, se confermata, riscriverebbe parzialmente la dinamica del delitto.
Un altro fronte riguarda il presunto utilizzo, la sera precedente all’omicidio, del computer di Alberto Stasi da parte di Chiara, che avrebbe visionato materiale di natura pornografica durante una sua momentanea assenza. La difesa di Stasi contesta con decisione questa ricostruzione, ricordando che una precedente perizia non avrebbe corroborato tale scenario. Per questo gli avvocati annunciano l’intenzione di estendere la perizia forense anche al pc personale di Chiara Poggi, per verificare in modo incrociato le tracce digitali.
Sullo sfondo c’è il procedimento a carico di Andrea Sempio, indagato per omicidio in concorso, nel quale questi nuovi elementi potrebbero assumere rilievo. La difesa Stasi sostiene che, se davvero decisivi ai fini della verità, i risultati dei consulenti dovrebbero essere messi senza ritardi a disposizione della Procura di Pavia, così da essere valutati formalmente nell’indagine in corso.
## Ipotesi di revisione del processo e ruolo della famiglia Poggi
Il possibile approdo a un giudizio di revisione rimane sullo sfondo, ma condiziona già oggi le mosse delle parti. I legali di Alberto Stasi potrebbero rivolgersi alla Corte d’appello di Brescia nei prossimi mesi, qualora ritengano che le nuove risultanze investigative giustifichino la riapertura del caso rispetto alla condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
In questo quadro, la famiglia Poggi non resta estranea: l’avvocato Gian Luigi Tizzoni ricorda che, in caso di revisione, i genitori e il fratello di Chiara, costituiti parte civile, sarebbero nuovamente chiamati in causa nel procedimento. Una partecipazione che viene presentata come naturale prosecuzione del loro ruolo processuale, in coerenza con le decisioni già assunte dai giudici nelle varie fasi del processo.
Gli stessi Tizzoni e Francesco Compagna valuteranno se depositare le nuove consulenze tecniche alla chiusura delle indagini preliminari su Andrea Sempio presso la Procura di Pavia, oppure utilizzarle proprio nell’eventuale fase di revisione. La scelta dei tempi e delle modalità di deposito diventa così un nodo strategico, strettamente legato agli sviluppi dell’inchiesta e alle determinazioni del gip sui termini prorogati delle indagini.
FAQ
- Chi è Alberto Stasi nel contesto del delitto di Garlasco?
Alberto Stasi è l’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio avvenuto a Garlasco. Sta terminando l’espiazione della pena e la sua difesa valuta l’ipotesi di un giudizio di revisione.
- Perché la famiglia Poggi ha chiesto nuovi accertamenti tecnici?
I genitori e il fratello di Chiara Poggi hanno incaricato consulenti dattiloscopici e informatici per riesaminare scena del crimine e supporti digitali, ritenendo tali verifiche necessarie alla luce della nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio.
- Qual è la posizione della difesa di Stasi sui nuovi elementi raccolti?
L’avvocatessa Giada Bocellari contesta la narrazione dei consulenti della famiglia Poggi, parlando di ricerca pubblica di presunte prove contro un condannato che non può essere processato di nuovo, e chiede che ogni dato rilevante sia trasmesso subito alla Procura di Pavia.
- Chi è Andrea Sempio e perché è indagato?
Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, è oggi indagato per omicidio in concorso nel procedimento riaperto sul delitto di Garlasco. La Procura valuterà se chiedere il suo rinvio a giudizio alla conclusione delle indagini preliminari.
- Cosa si intende per giudizio di revisione nel caso Stasi?
Il giudizio di revisione è un procedimento straordinario che può essere chiesto alla Corte d’appello quando emergono nuovi elementi potenzialmente idonei a ribaltare una condanna definitiva. La difesa di Stasi valuta se attivarlo sulla base delle risultanze più recenti.
- Quale ruolo avrebbe la famiglia Poggi in un’eventuale revisione?
In caso di revisione del processo, la famiglia di Chiara Poggi, già parte civile, sarebbe nuovamente coinvolta. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni sottolinea che la loro partecipazione è prevista dalla legge e coerente con l’iter processuale già definito dalle sentenze precedenti.
- Qual è la principale fonte giornalistica citata sul caso Garlasco?
Le informazioni richiamate fanno riferimento alla copertura giornalistica di testate nazionali, in particolare ai servizi e agli approfondimenti pubblicati da Corriere della Sera sul caso Garlasco e sugli sviluppi delle indagini.




