Carney a Davos: il premier canadese svela la fine dell’ordine mondiale e la nuova realtà globale

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“L’ordine mondiale è finito, inizia una realtà brutale. Ecco cosa dobbiamo fare”: il discorso del premier canadese Carney a Davos
Fine dell’illusione multilaterale
Nel suo intervento a Davos, il primo ministro canadese Mark Carney ha descritto un sistema internazionale ormai incrinato, in cui le grandi potenze usano commercio, finanza ed energia come armi di pressione, svuotando di efficacia istituzioni come WTO, ONU e conferenze COP. In questo quadro, la narrativa dell’“ordine basato sulle regole” resiste solo come rituale retorico, utile a mascherare deroghe sistematiche al diritto internazionale e alle promesse di reciprocità.
Carney richiama l’analisi di Václav Havel sul “vivere nella menzogna”: Stati e imprese continuano a esporre il “cartello” dell’adesione formale alle regole, pur sapendo che l’asimmetria di potere rende il sistema convenientemente selettivo. La rottura, avverte, non è una transizione morbida ma un cambio di paradigma geopolitico che spinge i Paesi di medio peso verso l’autonomia strategica in energia, cibo, difesa, catene del valore e finanza.
La corsa alle fortezze nazionali promette però un mondo più povero e insicuro. Se le superpotenze rinunciano anche solo alla finzione dei valori condivisi, le relazioni puramente transazionali perdono attrattiva e prevedibilità, inducendo alleati e partner a diversificare, comprare “assicurazioni” geopolitiche e riallineare le proprie scelte in funzione della resilienza, non della dipendenza.
La strategia canadese di realismo valoriale
Il governo guidato da Carney propone il “realismo basato sui valori”: difesa di sovranità, integrità territoriale e diritti umani, unita alla consapevolezza che il progresso avanza a piccoli passi, in un contesto di interessi divergenti. Il Canada ricalibra così le relazioni esterne per riflettere in profondità sia i principi dichiarati sia la necessità di non dipendere da un’unica sfera d’influenza.
Sul piano interno, Ottawa ha ridotto la pressione fiscale su redditi, plusvalenze e imprese, liberalizzato il commercio interprovinciale e sbloccato investimenti in energia, intelligenza artificiale, minerali critici e nuovi corridoi commerciali. Entro il 2030 raddoppierà la spesa per la difesa, puntando su radar avanzati, sottomarini, velivoli e presenza militare rafforzata, con forte integrazione industriale nazionale.
All’estero, il Canada ha siglato un partenariato strategico globale con l’Unione europea e aderito a SAFE, mentre moltiplica accordi commerciali e di sicurezza in quattro continenti, negoziando intese con India, ASEAN, Thailandia, Filippine e Mercosur. Nella difesa dell’Ucraina è tra i principali contributori pro capite, ribadendo un impegno incrollabile verso la NATO e il rafforzamento del fronte artico insieme a Danimarca, Groenlandia, Paesi nordici e baltici.
Il fronte comune delle potenze medie
Carney sostiene che gli Stati intermedi non possano più limitarsi a un bilateralismo subordinato con gli egemoni: in quel quadro, si “recita” la sovranità accettando in realtà la dipendenza. La risposta passa da coalizioni tematiche flessibili – su commercio, minerali critici, intelligenza artificiale, sicurezza – che colleghino mercati, investimenti e cultura, generando leve collettive e non individuali.
Ottawa propone un ponte stabile tra Partenariato Trans-Pacifico e UE per un blocco commerciale di circa 1,5 miliardi di persone, “club di acquirenti” per i minerali critici guidati dal G7 e una cooperazione tra democrazie avanzate sull’IA per non essere costrette a scegliere tra superpotenze o soli hyperscaler tecnologici. L’obiettivo è ridurre gli strumenti di coercizione economica disponibili alle grandi potenze.
Per “vivere nella verità”, le potenze medie devono nominare apertamente la rivalità sistemica in corso, applicare standard coerenti a alleati e rivali e costruire nuove istituzioni funzionanti. Il Canada, forte di risorse energetiche, capitale umano e fondi pensione globali, rivendica il ruolo di hub affidabile di cooperazione, invitando altri Paesi a un fronte comune che trasformi la rottura dell’ordine in occasione per un sistema più equo e resistente.
FAQ
D: Chi è il leader politico che ha tenuto il discorso citato?
R: Si tratta del primo ministro canadese Mark Carney, intervenuto al Forum economico mondiale di Davos.
D: Qual è il messaggio centrale del suo intervento?
R: Sostiene che l’ordine internazionale basato sulle regole è crollato e che le potenze medie devono costruire un nuovo sistema fondato su valori e resilienza.
D: Che ruolo attribuisce alle potenze di medio livello come il Canada?
R: Possono creare una “terza via” collettiva, evitando di competere tra loro per il favore delle superpotenze e rafforzando la propria sovranità.
D: Come il Canada sta rafforzando la propria autonomia strategica?
R: Attraverso investimenti massicci in difesa, energia, tecnologia, minerali critici e nuove rotte commerciali, oltre alla diversificazione degli accordi internazionali.
D: Cosa significa per Carney “vivere nella verità” in politica estera?
R: Riconoscere apertamente la rivalità tra grandi potenze, smettere di fingere che il vecchio ordine funzioni e adottare politiche coerenti con i valori dichiarati.
D: Qual è la posizione canadese sulla sicurezza artica?
R: Il Canada sostiene pienamente la sovranità della Groenlandia e coopera con Danimarca e alleati NATO per rafforzare il fronte nord.
D: Perché Carney critica un mondo di “fortezze nazionali”?
R: Perché porterebbe a maggiore povertà, instabilità e conflitti, mentre gli investimenti condivisi in resilienza offrono benefici a somma positiva.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della pubblicazione del discorso?
R: Il testo integrale del discorso è stato riportato in italiano da Domani, che ne ha pubblicato la versione estesa e commentata.




