Carlo Conti svela il futuro di Sanremo, sorprende sul 2027 e racconta il vero Stefano De Martino

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Carlo Conti chiude a Sanremo 2027 e traccia il ritratto di Stefano De Martino
Carlo Conti pensa al dopo-Festival
Carlo Conti ha chiarito che il suo percorso a Sanremo si fermerà al 2027, immaginando un passaggio di testimone ordinato e senza traumi per il pubblico. Il conduttore parla di un futuro affidato a un volto “più giovane, aitante e belloccio”, profilo che molti hanno sovrapposto a Stefano De Martino, oggi colonna di Affari Tuoi su Rai1. L’idea è quella di un Festival capace di cambiare pelle senza tradire il proprio Dna, mantenendo centralità musicale e appeal televisivo.
Per Conti, la vera chiusura del Festival coincide con l’annuncio dei Big al Tg1: da lì in poi inizia il mestiere di conduttore, la costruzione di ritmo e narrazione tv. In quest’ottica, la scelta del successore non è solo una questione di volto, ma di sensibilità editoriale, rapporto con gli artisti e tenuta in diretta.
La regia del passaggio è pensata per proteggere il brand Sanremo, limitando il rischio di una rottura netta con il pubblico generalista e con le nuove generazioni, sempre più centrali nelle strategie della tv pubblica.
Un Festival laboratorio tra musica e ascolti
Il quinto Festival firmato Conti, il “Conti V”, nasce come laboratorio musicale: più contaminazioni, meno comfort zone, spazio a rock, country, rap “puro”, sonorità latine, pop e persino brani senza ritornello. L’obiettivo è allargare i confini del racconto musicale senza spezzare il patto con il pubblico di Rai1.
Alle critiche su un cast ritenuto “povero di grandi nomi”, il direttore artistico oppone la presenza di colonne come Francesco Renga, Raf, Patty Pravo, Fedez, Malika Ayane e Arisa. Conti usa la metafora del bouquet: non sempre si trovano tutti i fiori, ma l’armonia nasce dall’insieme, non dal singolo exploit. Anche la scelta degli emergenti è calibrata per generare narrazioni forti e longevità radiofonica.
Sugli ascolti, il conduttore rifiuta l’ossessione del record a ogni costo: ammette la possibilità di un calo fisiologico rispetto ai picchi precedenti, ricordando che contesto competitivo e abitudini di fruizione cambiano di anno in anno.
Il profilo di Stefano De Martino
Nel ritratto implicito tracciato da Conti, molti leggono la candidatura di Stefano De Martino a futuro “padrone di casa” dell’Ariston. Ex ballerino, trasformato in conduttore di punta, Stefano ha raffinato su Affari Tuoi un mix di ironia, empatia e gestione dei tempi tv che lo rende appetibile per un’operazione complessa come Sanremo.
La sua immagine, pop ma non divisiva, piace alla platea generalista e alle fasce più giovani, segmenti ormai indispensabili per la tenuta degli share. Il percorso su Rai, la familiarità con il prime time e la capacità di reggere la diretta con improvvisazione controllata sono elementi che coincidono con il “identikit ideale” evocato da Conti.
Resta però una variabile: il bilanciamento tra glamour e autorevolezza musicale. Chi erediterà il Festival dovrà maneggiare tanto la grande canzone italiana quanto l’intrattenimento puro, in continuità con l’impostazione editoriale consolidata negli ultimi anni.
FAQ
D: Carlo Conti ha confermato che lascerà Sanremo nel 2027?
R: Ha spiegato che considera quel traguardo la naturale chiusura del suo ciclo al Festival.
D: Chi corrisponde al profilo del possibile successore?
R: Il riferimento a un volto giovane e aitante ha fatto pensare a Stefano De Martino, mai citato direttamente.
D: Perché si parla di Festival “laboratorio”?
R: Per l’apertura a generi come rock, rap, country, sonorità latine e brani non convenzionali.
D: Come risponde Conti alle critiche sui “pochi big” in gara?
R: Ricorda la presenza di artisti affermati come Renga, Raf, Patty Pravo, Fedez, Malika Ayane e Arisa.
D: Qual è il rapporto di Conti con gli ascolti tv?
R: Non insegue record a ogni costo e accetta l’idea di un calo fisiologico.
D: Che ruolo avrà Laura Pausini?
R: Sarà co-conduttrice per tutte e cinque le serate, come accaduto in passato con altre spalle fisse.
D: Quali sono i modelli per Conti nella storia del Festival?
R: Cita spesso Pippo Baudo come riferimento per gestione e visione editoriale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale a cui si fa riferimento?
R: Le informazioni derivano da un’intervista e da ricostruzioni pubblicate da testate italiane, tra cui l’articolo di DiLei citato come base di partenza.




