Capotreno ucciso a Bologna, sospettato rilasciato: perché la caccia all’assassino è partita in ritardo

Indice dei Contenuti:
Fermato e rilasciato prima dell’allarme
Marin Jelenik, croato di 36 anni, dopo l’omicidio del capotreno è salito su un regionale da Bologna verso Milano. A bordo avrebbe tenuto condotte moleste e aggressive, anche contro il personale ferroviario, costringendo il capotreno a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Il sospettato è stato fatto scendere a Fiorenzuola (Piacenza) poco prima delle 20 e consegnato ai carabinieri per gli accertamenti connessi al comportamento sul treno. Identificato in caserma, è stato successivamente rimesso in libertà.
In quel frangente le note di rintraccio non erano ancora state diramate: la procedura di ricerca formale non era partita, come riferito da fonti informate, e non risultava un collegamento operativo tra l’episodio sul convoglio e il delitto avvenuto alla stazione di Bologna.
Identificazione tramite telecamere e caccia nelle stazioni
L’identificazione è maturata ore dopo il ritrovamento del corpo, segnalato tra le 18:30 e le 19 da un dipendente di Italo. Le immagini interne della stazione hanno ripreso Marin Jelenik alle 18:03 nell’atrio e successivamente nello spostamento dal binario uno verso l’area esterna del delitto.
Dai filmati l’uomo appare seguire la vittima per un arco di tempo significativo, senza una ragione apparente, elemento ritenuto rilevante dagli investigatori. Una volta definita l’identità, è scattata una ricerca a tutto campo, con focus sugli scali ferroviari lungo l’asse verso Milano.
Un primo controllo è stato effettuato alla stazione di Piacenza, a bordo del regionale 3930, dopo segnalazioni compatibili con una rotta di fuga con possibile sosta a Fiorenzuola. Tale traiettoria è stata successivamente confermata dagli approfondimenti investigativi.
Nel pomeriggio del 6 gennaio, ulteriori avvistamenti a Milano hanno indicato un arrivo in tarda serata alla Stazione Centrale. Non è stato chiarito se il 36enne, senza fissa dimora e già noto alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi ad armi da taglio, si trovi ancora nel capoluogo lombardo o se abbia proseguito la fuga.
La vittima e le indagini in corso
Alessandro Ambrosio, 34 anni, capotreno di Trenitalia residente ad Anzola dell’Emilia, è stato ucciso a coltellate mentre raggiungeva la propria auto nel parcheggio riservato ai dipendenti vicino alla stazione di Bologna. Il corpo è stato trovato nell’area esterna del piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara.
L’aggressione sarebbe avvenuta alle spalle, secondo una prima ricostruzione, mentre la vittima terminava il turno come addetto al controllo dei convogli Intercity. Gli investigatori stanno analizzando la dinamica per chiarire modalità e movente.
Sul posto sono intervenuti la Polizia scientifica e la Squadra mobile sotto il coordinamento del pm Michele Martorelli, con rilievi tecnici e acquisizione sistematica delle immagini di videosorveglianza.
Le attività comprendono tracciatura dei percorsi interni allo scalo, repertamento di eventuali tracce biologiche e mappatura dei contatti della vittima. Prosegue il raccordo operativo con la Polizia Ferroviaria per incrociare avvistamenti, orari dei regionali e celle telefoniche, mentre restano attivi i riscontri su precedenti segnalazioni nelle stazioni dell’asse Bologna–Milano.
FAQ
- Chi è la vittima?
Alessandro Ambrosio, 34 anni, capotreno di Trenitalia residente ad Anzola dell’Emilia.
- Dove è avvenuto l’omicidio?
Nell’area esterna della stazione di Bologna, nei pressi del piazzale Ovest su viale Pietramellara.
- Chi è il principale sospettato?
Marin Jelenik, 36enne croato, senza fissa dimora e noto alla Polizia Ferroviaria per precedenti su armi da taglio.
- Perché il sospettato venne rilasciato a Fiorenzuola?
Al momento del controllo non erano ancora state diffuse le note di ricerca collegate all’omicidio.
- Come è avvenuta l’identificazione del sospettato?
Attraverso le telecamere della stazione, che lo riprendono mentre segue la vittima e si sposta verso il luogo del delitto.
- Quali indagini sono in corso?
Rilievi della Polizia scientifica, acquisizione video, incrocio di segnalazioni ferroviarie e verifiche sugli spostamenti lungo l’asse Bologna–Milano.




