Canone Rai: chi paga davvero e quanto sborsa, le eccezioni che non ti hanno mai spiegato

Indice dei Contenuti:
Obbligo e soggetti tenuti al pagamento
Il Canone Rai resta un prelievo obbligatorio per chiunque detenga un apparecchio atto a ricevere trasmissioni radiotelevisive. Il principio cardine è la presunzione di detenzione: possedere un televisore comporta l’obbligo, a prescindere dall’uso dei canali Rai. L’onere si applica ai titolari di un contratto di fornitura elettrica residenziale relativo all’abitazione principale, con addebito automatico in bolletta. Non è richiesta la prova di visione dei programmi, conta esclusivamente la possibilità tecnica di ricezione.
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L’obbligo ricade su un solo componente del nucleo familiare anagrafico associato alla fornitura elettrica domestica. L’intestatario della bolletta della prima casa è considerato, salvo prova contraria, il soggetto tenuto al versamento. Nelle convivenze con più utenze, si paga una sola volta per famiglia, evitando duplicazioni se l’intestatario coincide con la residenza anagrafica.
Chi occupa immobili in locazione con utenze intestate al proprietario non è esonerato: se detiene un televisore e non risulta l’addebito in bolletta, rientra tra i soggetti obbligati e deve provvedere con modalità alternative. Le strutture aperte al pubblico e le attività commerciali con apparecchi televisivi non rientrano nel canone ordinario: sono soggette al canone speciale, distinto per natura giuridica e presupposto, con regole dedicate rispetto alle utenze domestiche.
Importo 2026 e modalità di addebito
L’importo per il 2026 resta fissato a 90 euro annui, senza variazioni rispetto agli anni precedenti. Il pagamento è ripartito in dieci rate da 9 euro ciascuna, con addebito da gennaio a ottobre sulla bolletta della fornitura elettrica domestica riferita all’abitazione principale. Il frazionamento in rate segue la cadenza di fatturazione dell’energia, senza necessità di ulteriori richieste da parte dell’utente.
Quando l’utenza elettrica non è intestata al soggetto detentore dell’apparecchio, il versamento avviene tramite modello F24, utilizzando i codici tributo predisposti dall’Agenzia delle Entrate. Questa modalità è prevista, ad esempio, per chi vive in affitto con bollette a nome del proprietario o in casi di utenze condominiali non individualizzate.
Per le attività economiche e le strutture aperte al pubblico è dovuto il canone speciale, distinto dal canone domestico: l’importo varia in funzione della categoria dell’esercizio e del numero di apparecchi. Sono tenuti al pagamento, tra gli altri, hotel, bar, ristoranti e strutture ricettive, con importi generalmente superiori a quelli dovuti dai privati. In assenza di addebito automatico o in caso di anomalia di fatturazione, è necessario verificare la corretta imputazione della rateazione ed effettuare l’eventuale saldo con le modalità alternative previste.
Esenzioni, scadenze e casi particolari
Hanno diritto all’esonero gli over 75 con reddito familiare annuo non superiore a 8.000 euro, previa domanda e requisiti confermati. È escluso chi non detiene alcun apparecchio televisivo: serve dichiarazione sostitutiva di non detenzione, da rinnovare ogni anno. Beneficiano dell’esenzione anche funzionari diplomatici e personale militare straniero, ove sussista condizione di reciprocità con lo Stato di appartenenza.
La richiesta si presenta con il modulo dell’Agenzia delle Entrate disponibile online. Invio tramite area riservata con Spid, Cie o Cns, oppure per posta allegando documento d’identità; possibile l’assistenza di Caf e intermediari abilitati. Per l’esenzione annuale il termine è il 31 gennaio 2026; domande entro il 30 giugno 2026 danno diritto al solo secondo semestre.
L’assenza di televisori dopo dismissione o cessione va comunicata con dichiarazione di “non detenzione”, utilizzando le stesse modalità e conservando ricevute per eventuali controlli. In caso di cambio residenza o di intestazione dell’utenza elettrica, occorre verificare che non si generino doppi addebiti e segnalare le variazioni all’Agenzia delle Entrate.
Per le seconde case non è dovuto alcun importo aggiuntivo: il canone domestico si paga una sola volta per nucleo familiare sulla prima abitazione. Le strutture come hotel, bar e ristoranti rientrano invece nel canone speciale, con tariffa commisurata a categoria e numero di apparecchi.
FAQ
- Chi può ottenere l’esenzione per età e reddito?
Over 75 con reddito familiare fino a 8.000 euro annui, con domanda e requisiti verificati. - Come si dichiara di non possedere un televisore?
Presentando dichiarazione sostitutiva di non detenzione all’Agenzia delle Entrate, da rinnovare ogni anno. - Quali sono le scadenze chiave per il 2026?
31 gennaio per l’esenzione annuale; 30 giugno per l’esenzione del secondo semestre. - Posso inviare la domanda online?
Sì, tramite area riservata dell’Agenzia delle Entrate con Spid, Cie o Cns. - Le seconde case pagano il canone?
No, il canone domestico è dovuto una sola volta sul nucleo familiare della prima casa. - Chi rientra nel canone speciale?
Strutture aperte al pubblico come hotel, bar, ristoranti e attività con apparecchi televisivi. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Approfondimenti e chiarimenti richiamano le indicazioni riportate da Immobiliare.it tramite l’esperta Agnese Giardini.




