Can Yaman travolge Roma, esplode la polemica contro la stampa italiana: verità scomode e retroscena incendiari
Indice dei Contenuti:
Ritorno a roma e smentite social
Can Yaman è riapparso a sorpresa nel centro di Roma con una serie di scatti su Instagram, a poche ore dalle notizie del presunto arresto per detenzione di sostanze. Le immagini lo mostrano rilassato nella Capitale, dove risiede da oltre cinque anni per impegni professionali, smentendo di fatto le ipotesi più allarmistiche circolate online.
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Nei post, l’attore ha invitato a diffidare di ricostruzioni frettolose e a non replicare acriticamente titoli provenienti dalla stampa estera. Ha ribadito di essere stato rilasciato in tempi brevi e di aver potuto viaggiare verso l’Italia il giorno successivo, evidenza che, a suo dire, contraddice le accuse insinuate.
La sua presenza pubblica a Roma, accompagnata da toni misurati ma fermi, ha contribuito a raffreddare i rumor che attribuivano il caso a presunte segnalazioni o a circostanze non confermate. Con un messaggio diretto ai media, ha chiesto verifiche puntuali prima della pubblicazione.
Arresto a istanbul: ricostruzione dei fatti
Il fermo di Can Yaman è avvenuto durante un controllo a sorpresa della polizia in un locale della movida di Istanbul, nell’ambito di verifiche estese con autorizzazione a perquisire gli avventori. Gli agenti, informati della presenza dell’attore, lo hanno sottoposto a due perquisizioni risultate negative, circostanza che sarebbe riportata anche nei verbali.
Su indicazione del procuratore, l’attore è stato trattenuto in custodia per la notte al fine di completare accertamenti supplementari. Sono stati effettuati prelievi ematici e analisi dei capelli, oltre a una dichiarazione formale in questura, senza esiti determinanti.
In assenza di riscontri utili a configurare reati, Yaman è stato rilasciato e ha potuto lasciare la Turchia il giorno successivo, rientrando in Italia. La sequenza degli atti, compresi i test e la liberazione a stretto giro, è stata ripresa da una fan page molto attiva sull’attore, che cita ricostruzioni del quotidiano turco Hurriyet.
Attacco alla stampa italiana e appello alla prudenza
Can Yaman ha criticato apertamente una parte della stampa italiana, accusandola di rilanciare senza verifica le narrazioni provenienti dai media turchi. Nel suo messaggio social ha chiesto di evitare “copia e incolla” di ricostruzioni non confermate, ricordando che il rapido rilascio e il rientro in Italia smentiscono l’ipotesi di condotte illecite.
L’attore ha ribadito di non aver avuto sostanze con sé e ha invitato i media a contestualizzare i fatti, distinguendo tra controlli di routine e accuse. Ha sottolineato che, in presenza di elementi concreti, non sarebbe stato autorizzato a lasciare la Turchia il giorno seguente.
L’appello è a un’informazione prudente, con verifica incrociata delle fonti e rifiuto di speculazioni su presunte “soffiate” o responsabilità personali non comprovate. La richiesta, condivisa su Instagram, si inserisce in un clima di forte esposizione mediatica e invita a rispettare tempi e esiti degli accertamenti ufficiali.
FAQ
- Chi è il protagonista della vicenda? Can Yaman, attore turco residente a Roma per motivi di lavoro.
- Dove è avvenuto il fermo? In un locale della movida di Istanbul durante controlli di polizia.
- Quali accertamenti sono stati eseguiti? Perquisizioni, prelievi di sangue e analisi dei capelli, oltre a dichiarazioni in questura.
- È stato trovato in possesso di sostanze? No, le perquisizioni risultano negative secondo i verbali citati.
- Perché ha attaccato la stampa italiana? Per il rilancio di notizie estere senza adeguata verifica e contestualizzazione.
- È rientrato in Italia? Sì, ha lasciato la Turchia il giorno successivo al rilascio ed è tornato a Roma.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Il quotidiano turco Hurriyet, richiamato da una fan page attiva su Instagram.




