Can Yaman shock: il preparatore svela la verità su droghe, allenamenti estremi e Sandokan

Smentita del preparatore sulle presunte droghe
Emiliano Novelli, preparatore atletico che ha seguito Can Yaman per Sandokan, smentisce con decisione le voci su presunti consumi di droga legate al fermo in Turchia. Precisa di aver saputo dell’episodio “dalle agenzie” e definisce “impossibile” un uso di stupefacenti durante i mesi di lavoro condiviso. La motivazione è tecnica: un simile carico non sarebbe compatibile con il ritmo e la qualità degli allenamenti sostenuti dall’attore.
Novelli sottolinea che la tenuta fisica richiesta per il ruolo presuppone recupero, lucidità e costanza, parametri che sarebbero compromessi da sostanze alteranti. L’aderenza ai programmi, la capacità di apprendere e replicare gesti atletici e la continuità di performance sono per lui indicatori oggettivi.
“Se avesse fatto uso di droga me ne sarei accorto”, osserva, richiamando segnali come cali di concentrazione, affaticamento anomalo e difficoltà nel sonno, mai riscontrati durante la preparazione dell’interprete.
Disciplina e preparazione fisica per Sandokan
Emiliano Novelli descrive un percorso di lavoro scandito da costanza, carichi progressivi e attenzione maniacale ai dettagli tecnici. Can Yaman è arrivato sul set con una solida base atletica, già seguito da un personal trainer, e ha mostrato fin da subito rapidità di apprendimento: indicavi un gesto, lo riproduceva con precisione.
La costruzione del personaggio di Sandokan ha richiesto resistenza, forza funzionale e controllo del core, con sedute calibrate su intensità e recuperi per mantenere lucidità sul set. L’obiettivo era un fisico performante e sostenibile, non solo estetico, con focus su stabilità, mobilità e timing motorio.
Secondo Novelli, l’attore ha adottato una disciplina “totalitaria”: niente sgarri, routine del sonno regolare, alimentazione coerente con l’allenamento. Un impianto che, senza rigore, non regge per mesi e non consente di preservare definizione e potenza in scena.
Nessun integratore: solo acqua e rigore
Alla domanda su steroidi, anabolizzanti o supporti nutrizionali, Emiliano Novelli è categorico: nel periodo di lavoro condiviso non ha mai visto Can Yaman assumere alcunché. In scena e in sala pesi l’unica costante era l’acqua naturale, a temperatura ambiente, scelta utile a evitare shock termici e a mantenere l’omeostasi durante sedute ad alta intensità.
Novelli ricorda che nello sport professionale gli integratori sono prassi diffusa e spesso indispensabile; proprio per questo la sua osservazione diretta assume valore: nessuna assunzione davanti a lui, nessuna deviazione dalla routine.
Il rigore ha fatto il resto: idratazione programmata, alimentazione aderente al carico di lavoro, controllo del riposo. Un perimetro che esclude scorciatoie e che spiega la continuità di performance richiesta a Sandokan, tra definizione addominale, forza funzionale e concentrazione prolungata sul set.
FAQ
- Chi ha smentito l’uso di droghe da parte di Can Yaman?
Il preparatore atletico Emiliano Novelli.
- Novelli ha visto Yaman assumere integratori o anabolizzanti?
No, riferisce di averlo visto bere solo acqua naturale.
- Perché l’uso di droghe sarebbe incompatibile con la preparazione?
Comprometterebbe recupero, concentrazione e continuità degli allenamenti.
- Qual era la routine di idratazione?
Acqua a temperatura ambiente durante e dopo le sedute.
- Gli integratori sono comuni nello sport professionale?
Sì, ma Novelli non ha mai osservato assunzioni nel periodo documentato.
- Quali parametri fisici richiedeva il ruolo di Sandokan?
Resistenza, controllo del core, forza funzionale e lucidità sul set.
- Qual è la fonte giornalistica citata sul fermo e le dichiarazioni?
Il Messaggero, con intervista a Emiliano Novelli.




