Bybit sorprende il mercato e lancia MyBank per servizi bancari

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Banca digitale e crypto: la svolta di Bybit
L’annuncio dei conti “MyBank” segna un cambio di passo per l’exchange Bybit, che punta a trasformarsi in un vero ponte tra finanza tradizionale e criptovalute. I nuovi conti, sviluppati in collaborazione con partner bancari regolamentati come Pave Bank, consentiranno agli utenti di detenere saldi in dollari e in altre valute fiat con funzionalità paragonabili a quelle di una neo-banca.
Elemento chiave dell’offerta è l’assegnazione di un International Bank Account Number (IBAN), grazie al quale i clienti potranno inviare e ricevere trasferimenti bancari fino a 18 valute differenti, integrando così l’ecosistema crypto con i circuiti di pagamento internazionali. Per accedere ai conti IBAN sarà obbligatorio superare rigorosi controlli know your customer gestiti congiuntamente da Bybit e dalle banche partner, in linea con gli standard antiriciclaggio globali.
Secondo il CEO Ben Zhou, una volta accreditati i fondi sul conto “MyBank”, gli utenti potranno convertirli istantaneamente in criptovalute, abbreviare i tempi di operatività e ridurre la frizione tra deposito fiat e acquisto di asset digitali. Questa architettura posiziona Bybit come attore ibrido, a metà strada tra exchange di criptovalute e banca digitale, seguendo un modello che richiama, ma da una prospettiva opposta, piattaforme come Revolut e Robinhood.
Dall’exchange alla neo-banca: strategia e regolamentazione
La scelta di lanciare conti bancari arriva in un contesto di crescente pressione regolamentare sul mercato crypto e di forte competizione tra operatori globali. Bybit prova a differenziarsi proponendo un’infrastruttura che integra pienamente pagamenti tradizionali, servizi bancari e trading di asset digitali, con una particolare attenzione alla conformità normativa e alle licenze locali.
Il progetto basato su Pave Bank, startup autorizzata in Georgia, rappresenta un primo tassello di una strategia che guarda sia all’Europa orientale sia ai mercati internazionali, sfruttando giurisdizioni più flessibili ma comunque riconosciute dai circuiti finanziari globali. L’approvazione regolamentare prevista per febbraio sarà determinante per capire la velocità con cui il servizio potrà essere esteso a nuovi Paesi e profili di clientela.
Rispetto ai competitor che provengono dal mondo bancario e hanno aggiunto funzionalità di trading, Bybit compie il percorso inverso: parte da un core business legato ai derivati e allo spot crypto per costruire intorno un layer bancario completo. Questo cambio di prospettiva potrebbe rafforzare la fidelizzazione degli utenti più attivi, offrendo un “conto unico” per la gestione di liquidità fiat, stablecoin e criptovalute all’interno della stessa piattaforma.
Istituzionali, tokenizzazione e sfida al mercato USA
L’offerta di Bybit non si limita ai servizi per retail. In parallelo all’apertura dei conti “MyBank”, l’exchange sta sviluppando un nuovo prodotto di custodia dedicato a investitori istituzionali, con focus su banche, fondi e grandi operatori coinvolti nella tokenizzazione degli asset reali. L’obiettivo è fornire un’infrastruttura sicura per creare e detenere rappresentazioni digitali di proprietà, titoli e quote societarie ancorate alla blockchain.
Questa strategia si inserisce in un trend globale in cui istituzioni tradizionali esplorano soluzioni per trasformare asset illiquidi in token negoziabili, aumentando trasparenza e velocità di regolamento. Per Bybit, presidiare questo segmento significa posizionarsi come partner tecnologico e operativo di riferimento per la finanza tradizionale che entra nel Web3, andando oltre il ruolo di semplice piattaforma di scambio.
Un altro fronte decisivo è il mercato degli Stati Uniti, tornato al centro dell’attenzione sotto la presidenza considerata più favorevole alle criptovalute di Donald Trump. Dopo l’annuncio dei piani di espansione di competitor come OKX, anche il CEO Ben Zhou ha confermato l’interesse di Bybit per una crescita negli USA, tramite partnership con operatori autorizzati e valutando una futura quotazione pubblica. In quest’ottica, sarebbero già in corso trattative con grandi banche d’affari per studiare un possibile listing sui mercati azionari statunitensi.
FAQ
D: Che cosa sono i conti “MyBank” di Bybit?
R: Sono conti bancari con IBAN integrati nell’exchange Bybit, che permettono di detenere e trasferire valute fiat.
D: In quante valute si potranno effettuare trasferimenti?
R: I conti “MyBank” supporteranno operazioni fino a 18 diverse valute fiat internazionali.
D: Saranno richiesti controlli KYC per aprire un conto “MyBank”?
R: Sì, sono previsti controlli know your customer effettuati sia da Bybit sia dalle banche partner.
D: Come funziona la conversione da valuta fiat a criptovalute?
R: Una volta accreditati i fondi sul conto, l’utente potrà convertirli immediatamente in crypto tramite l’interfaccia di Bybit.
D: Che ruolo ha Pave Bank nel progetto?
R: Pave Bank, startup con licenza in Georgia, è uno dei partner bancari che forniscono l’infrastruttura regolamentata ai conti “MyBank”.
D: Bybit offrirà servizi specifici per investitori istituzionali?
R: Sì, è in sviluppo un servizio di custodia dedicato a banche e grandi operatori coinvolti nella tokenizzazione degli asset reali.
D: Bybit intende espandersi nel mercato statunitense?
R: Sì, il CEO Ben Zhou ha indicato l’USA come mercato strategico, anche in ottica di una futura quotazione pubblica.
D: Qual è la principale fonte che ha riportato questa iniziativa di Bybit?
R: Le informazioni sul progetto bancario e sui piani strategici di Bybit sono state riportate originariamente da Bloomberg.




