Bruno Vespa in corsia tra gli ustionati di Crans Montana, esplode polemica
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Speciale Rai sulla strage di Crans-Montana, polemica sulla “tv del dolore”
Chi è finito al centro del dibattito è Bruno Vespa, storico conduttore di “Porta a Porta”. Cosa ha fatto? Ha realizzato lo speciale “La Passione di Crans”, andato in onda su Rai 1 alle 20.30 del Venerdì Santo.
Dove? Nel contesto della programmazione di Viale Mazzini, subito prima della Via Crucis del Papa al Colosseo.
Quando? A pochi mesi dalla strage di Capodanno di Crans-Montana, che ha causato 41 vittime tra ragazzi e ragazze. Perché? Per ricordare le giovani vittime e dare voce a sopravvissuti e famiglie, ma l’impostazione narrativa ha scatenato accuse di spettacolarizzazione del dolore.
In sintesi:
- Speciale Rai 1 sulla strage di Crans-Montana firmato da Bruno Vespa.
- Telecamere nel centro grandi ustionati del Niguarda con testimonianze di feriti e familiari.
- Social divisi tra empatia e accuse di “tv del dolore” e reality del lutto.
- Ascolti alti: 3,52 milioni di telespettatori e il 19,4% di share.
Lo speciale “La Passione di Crans” tra racconto, fede e sofferenza
Nel reportage, Bruno Vespa indossa camice e mascherina entrando nel centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano, dove sono stati curati 12 dei 13 feriti italiani di Crans-Montana.
Le telecamere seguono corridoi e stanze in cui i ragazzi hanno affrontato interventi multipli e terapie complesse. La Rai ha presentato lo speciale come “La Via Crucis di chi non ce l’ha fatta e di chi si è aggrappato a una vita che non sarà mai più la stessa”.
Il Direttore del centro ustioni, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, racconta la pressione clinica e umana: “Ho avuto paura subito (…) tutte le sere quando tornavo a casa mi sentivo perso”, ricordando le difficoltà nelle estubazioni e l’incertezza quotidiana sulle condizioni dei pazienti.
Lo speciale alterna immagini ospedaliere e interviste frontali, con forte enfasi emotiva e continui richiami religiosi, fino all’aggancio simbolico con la Via Crucis papale in diretta dal Colosseo.
Testimonianze, indignazione online e il nodo etico sugli ascolti
Bruno Vespa raccoglie la testimonianza della madre di Chiara Costanzo, 16 anni, tra le vittime italiane: “Per me era uno spettacolo. Mi riempiva di orgoglio”, dice la donna, descrivendo la figlia e la perdita irreparabile.
Poi la voce di Filippo, 15 anni, sopravvissuto: “Ho visto tutto nero e pensavo di essere morto (…) mi ricordavo di avere un crocifisso al collo, l’ho stretto e ho iniziato a pregare”. Racconta le fiamme addosso, le mani spellate, il sangue, il gesto di lanciarsi sui corpi per aprirsi una via di fuga. Conserva ancora i jeans della sera della strage: “Voglio ricordare”.
C’è anche Ilaria, madre del 14enne Antonio, salvo per miracolo: “Mio figlio ci ha chiamato. Ha detto: ‘Papà vieni perché io sto bruciando’”. Il padre corre nel locale Le Constellation, vede “l’inimmaginabile” e tira fuori alcuni ragazzi, mentre – secondo la famiglia – i vigili del fuoco appaiono inizialmente spaesati.
Nel finale, il Professor Preis ritrova un filo di speranza: “Quando ho visto tanti di questi ragazzi tornare a casa (…) forse riusciremo a riportarli tutti alla loro vita quasi normale”. L’ultimo abbraccio inquadrato è quello tra Vespa e la madre di Chiara.
Sul web, però, esplode la critica: si parla di programma “imbarazzante e vergognoso”, di “reality del dolore”, di “tv del dolore” e di un Vespa che, secondo alcuni utenti, “non si accontenta più dei plastici, gira direttamente i reality”. C’è chi auspica “zero ascolti”.
I numeri, invece, dicono 3 milioni e 520mila telespettatori e il 19,4% di share in access prime time su Rai 1, confermando che la rappresentazione televisiva del lutto continua a catalizzare pubblico, ma anche un forte interrogativo etico su limiti e responsabilità del servizio pubblico.
FAQ
Cosa raccontava lo speciale Rai “La Passione di Crans”?
Lo speciale ricostruiva la strage di Crans-Montana attraverso riprese al Niguarda, testimonianze di medici, sopravvissuti, famiglie e un forte impianto religioso-narrativo.
Perché lo speciale di Bruno Vespa ha suscitato polemiche?
Le polemiche nascono dalla percezione di spettacolarizzazione del dolore, uso insistito di immagini ospedaliere e tono da “reality”, ritenuto da molti eccessivo per un servizio pubblico.
Quanti ascolti ha registrato lo speciale su Crans-Montana?
Lo speciale di Porta a Porta su Rai 1 ha ottenuto 3,52 milioni di telespettatori, pari al 19,4% di share nell’access prime time.
Chi è il direttore del centro ustioni del Niguarda intervistato?
Il direttore intervistato da Bruno Vespa è il Professor Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, responsabile del centro grandi ustionati del Niguarda di Milano.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione giornalistica basata congiuntamente su notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

