Brunello Cucinelli svela retroscena clamoroso su Valentino, la smentita di Giammetti cambia tutto e arriva il mea culpa

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Brunello Cucinelli: “Valentino mi chiedeva lo sconto”, Giancarlo Giammetti nega e lui chiede scusa
Lo sconto mai chiesto e la polemica social
Nel corso di un’ospitata a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, Brunello Cucinelli ha raccontato che Valentino Garavani, accompagnato da Giancarlo Giammetti, sarebbe stato cliente delle sue boutique e avrebbe telefonato per ottenere uno sconto sui capi. L’imprenditore umbro ha descritto il gesto come un onore, definendo il couturier un “genio del ventesimo secolo” e inserendolo idealmente accanto a Giorgio Armani e Gianni Versace.
Il ricordo, pronunciato a pochi giorni dai funerali celebrati a Roma, è stato presentato come un aneddoto intimo e affettuoso. Cucinelli ha sottolineato come ritenesse “carino e nobile” che figure simbolo dell’alta moda scegliessero i suoi capi, legando così due mondi del lusso italiano in una narrazione di reciproca stima e continuità stilistica.
Quella sequenza di frasi, però, è stata subito messa in discussione dal diretto entourage di Valentino, trasformandosi in una miccia pronta ad accendersi sui social, dove ogni dettaglio di memoria e status viene immediatamente passato al setaccio.
La smentita di Giammetti e il dietrofront
Riprendendo una notizia rilanciata da Dagospia, Giancarlo Giammetti ha smentito con decisione il racconto, scrivendo su Instagram che Valentino non avrebbe mai conosciuto Cucinelli, né lo avrebbe chiamato, aggiungendo di non averlo visto ai funerali. Il post, tagliente, ha messo in dubbio sia la frequentazione sia la presenza del collega stilista alle esequie.
La replica ha alimentato un immediato caso mediatico: da un lato il mito del “re del cachemire” vicino a un’altra icona del lusso, dall’altro la rivendicazione di verità da parte del socio storico del maestro della couture.
Contattato dall’agenzia ANSA, Cucinelli ha quindi corretto il tiro, ammettendo che il racconto era frutto di una “battuta scherzosa” e non di un fatto realmente accaduto, ridimensionando l’episodio ma confermando il suo intento di omaggio postumo.
L’eredità della moda e la gestione dell’immagine
Nella precisazione, Cucinelli ha ribadito la propria ammirazione per Valentino, per Giorgio Armani e per Gianni Versace, indicandoli come “padri” della moda italiana moderna, capaci di trasformare un sistema dominato dalla sartoria maschile in un’industria globale del lusso. Ha spiegato di aver immaginato la scena dei loro capi indossati dal couturier come un tributo, non come una rivendicazione di vicinanza personale.
Il caso mostra quanto le narrazioni pubbliche, specie nel fashion business, siano oggi monitorate al millimetro: l’attribuzione di un rapporto privilegiato, se non verificabile, viene percepita come appropriazione indebita di memoria e prestigio.
Tra interviste radiofoniche, rilanci di siti d’informazione e reazioni su Instagram, l’episodio diventa un monito sulla gestione delle parole in un ecosistema in cui reputazione, legacy e posizionamento del brand passano anche da un singolo aneddoto.
FAQ
D: Cosa ha dichiarato inizialmente Brunello Cucinelli su Valentino?
R: Ha raccontato che Valentino, insieme a Giancarlo Giammetti, sarebbe stato cliente dei suoi negozi e gli avrebbe chiesto uno sconto telefonicamente.
D: Come ha reagito Giancarlo Giammetti al racconto?
R: Ha smentito pubblicamente su Instagram, sostenendo che Valentino non ha mai conosciuto Cucinelli e di non averlo visto ai funerali.
D: Cucinelli è poi tornato sulle sue parole?
R: Sì, contattato da ANSA ha ammesso che si trattava di una battuta scherzosa e non di un fatto realmente avvenuto.
D: Qual era l’intento dichiarato da Cucinelli nel citare Valentino?
R: Ha spiegato di voler rendere omaggio a un grande maestro della moda, immaginando come onore il fatto che potesse indossare i suoi capi.
D: Quali stilisti Cucinelli indica come padri della moda italiana?
R: Valentino Garavani, Giorgio Armani e Gianni Versace, considerati da lui figure fondative del made in Italy contemporaneo.
D: Perché la vicenda ha avuto tanta risonanza mediatica?
R: Perché tocca la gestione della memoria di Valentino, l’immagine dei brand di lusso e il confine tra aneddoto e verità nel racconto pubblico.
D: Che ruolo hanno avuto i social in questa polemica?
R: Instagram è stato il canale utilizzato da Giammetti per la smentita, amplificando in tempo reale la controversia nel mondo fashion.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della ricostruzione del caso?
R: La vicenda è stata ricostruita a partire da un articolo di Dagospia e dal successivo rilancio e approfondimento su testate come ANSA e siti di cronaca spettacolo.




