British Airways, passeggera morta a bordo: corpo lasciato per ore su pavimento riscaldato, scoppia il caso

Donna morta sul volo Hong Kong-Londra: cosa è successo a bordo
Una passeggera sulla sessantina è morta il 15 marzo a circa un’ora dal decollo del volo BA32 della British Airways, partito da Hong Kong e diretto a Londra Heathrow con 331 persone a bordo. I piloti dell’Airbus A350-1000 hanno deciso di proseguire il lungo rientro verso il Regno Unito per oltre 13 ore, applicando i protocolli che non considerano più emergenza un decesso già accertato.
La gestione della salma, collocata in una galley con pavimento riscaldato, ha provocato un forte disagio per il cattivo odore sviluppatosi nelle ultime ore di volo, scioccando passeggeri ed equipaggio. La vicenda solleva interrogativi sulla corretta applicazione delle linee guida IATA e sulle procedure interne delle compagnie in caso di morte a bordo.
In sintesi:
- Donna muore un’ora dopo il decollo sul volo British Airways Hong Kong-Londra.
- I piloti scelgono di non deviare e proseguono per 13 ore fino a Heathrow.
- La salma viene posta in una galley con pavimento riscaldato, generando odori insopportabili.
- La compagnia difende l’equipaggio: “Tutte le procedure sono state seguite correttamente”.
Decisione di non deviare il volo e gestione della salma
Il malore fatale è avvenuto a circa un’ora dalla partenza da Hong Kong, mentre la donna viaggiava con i familiari. Constatato il decesso, l’equipaggio del BA32 si è confrontato con i comandanti sulla possibilità di rientrare all’aeroporto di partenza o proseguire per Londra.
Secondo una fonte interna citata dal tabloid britannico The Sun, molti membri dell’equipaggio avrebbero preferito tornare indietro: “Molti volevano tornare a Hong Kong”. Tuttavia, la valutazione operativa è stata diversa: “Se un passeggero è già morto, la situazione non è più considerata un’emergenza”.
A quel punto si è aperto il delicato problema della gestione del corpo. Le linee guida della International Air Transport Association (IATA) raccomandano di ricollocare la salma nel sedile originario, in un’area isolata o in un’altra zona che non blocchi corridoi e uscite. La richiesta della cabina di pilotaggio di chiudere il corpo in una toilette sarebbe stata respinta dal personale di cabina, che ha optato per l’isolamento in una galley posteriore, avvolgendo la salma con materiali idonei.
In questa fase si è verificato l’errore decisivo: la galley prescelta disponeva di un sistema di riscaldamento a pavimento, dettaglio non considerato da parte dell’equipaggio. La lunga esposizione al calore per oltre 12 ore avrebbe accelerato i processi di decomposizione, generando, verso la fine del volo, un odore descritto come “irrespirabile” in quella sezione dell’aereo.
Secondo le testimonianze raccolte dalla stampa britannica, alcuni passeggeri, profondamente scossi dall’esperienza, avrebbero chiesto giorni di permesso al lavoro per recuperare dal trauma del viaggio.
Indagini a Heathrow e possibili ricadute sulle procedure di volo
L’Airbus A350-1000 è atterrato a Londra Heathrow alle 4:52 del mattino. A bordo sono saliti subito gli agenti della polizia britannica, che hanno chiesto ai passeggeri di restare seduti per circa 45 minuti per effettuare gli accertamenti di rito sul decesso e sull’identità della vittima.
Nonostante il forte disagio, British Airways ha dichiarato di non aver ricevuto reclami formali dai passeggeri. In una nota ufficiale, la compagnia ha affermato: “Un cliente purtroppo è deceduto a bordo e i nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici in questo momento difficile. Stiamo supportando il nostro equipaggio e tutte le procedure sono state seguite correttamente”.
Il caso, amplificato dalla stampa britannica, porta al centro del dibattito la necessità di standard più chiari e condivisi su dove e come collocare una salma in volo, soprattutto sui lunghi collegamenti intercontinentali. È probabile che l’episodio venga utilizzato come caso di studio per aggiornare training, manuali operativi e protocolli di cooperazione tra compagnie aeree, aeroporti e autorità sanitarie internazionali.
FAQ
Cosa è accaduto alla passeggera sul volo British Airways BA32?
La passeggera sessantenne è deceduta improvvisamente circa un’ora dopo il decollo da Hong Kong, nonostante l’intervento immediato del personale di bordo.
Perché il volo non è rientrato a Hong Kong dopo il decesso?
I piloti hanno applicato le procedure standard: un decesso accertato non viene più classificato come emergenza che richieda l’atterraggio immediato.
Dove è stata collocata la salma durante il volo intercontinentale?
La salma è stata isolata, avvolta in materiali idonei e spostata in una galley posteriore dotata di pavimento riscaldato.
La gestione della salma ha violato le linee guida IATA?
Formalmente è stata rispettata l’indicazione di isolare il corpo, ma la scelta della zona riscaldata ha aggravato l’impatto igienico e psicologico.
Qual è la fonte delle informazioni riportate su questo episodio?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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