Borse europee in stallo, Milano zoppica: cosa nascondono i segnali deboli dei listini oggi

Indice dei Contenuti:
Mercati europei piatti e focus su inflazione Usa
Listini europei senza slancio in chiusura, con Francoforte piatta, Londra senza variazioni e Parigi inchiodata alla parità.
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La seduta è stata guidata dall’attesa per i dati sull’inflazione di dicembre negli Stati Uniti e dalle indicazioni della Federal Reserve, mentre parte la stagione delle trimestrali americane con le prime big bancarie, tra cui JPMorgan e BNY Mellon.
Il Bureau of Labor Statistics ha segnalato un incremento della core inflation leggermente sotto le attese, rafforzando l’ipotesi di un anticipo dell’allentamento monetario da parte della banca centrale.
Piazza affari in calo con energetici in evidenza
Piazza Affari chiude debole, interrompendo la striscia positiva: il FTSE MIB arretra dello 0,45% e l’FTSE Italia All-Share si ferma a 48.338 punti.
Più contenute le flessioni su FTSE Italia Mid Cap (-0,16%) e FTSE Italia Star (-0,48%), in un contesto privo di catalizzatori domestici e con i desk concentrati su inflazione Usa e trimestrali bancarie.
In evidenza il comparto energia, sostenuto dal balzo del greggio e dai possibili sviluppi in Venezuela: rally di Saipem (+4,39%), acquisti su Tenaris (+2,82%) e progresso di ENI (+2,15%). Bene anche DiaSorin (+1,93%).
Vendite corpose su industriali e lusso: crolla Buzzi (-7,16%), debole Fincantieri (-4,50%) e scivola Ferrari (-3,77%).
Tra i difensivi arretra Recordati (-3,54%), in un quadro di rotazione settoriale dopo i segnali di raffreddamento della core inflation statunitense.
Nel paniere MidCap spiccano D’Amico (+4,93%), Ferretti (+3,24%), Pharmanutra (+3,09%) e Pirelli (+2,29%), mentre soffrono ENAV (-4,24%), Carel Industries (-3,46%), Cementir (-3,02%) e Caltagirone SpA (-2,91%).
Valute, commodity e spread in lieve movimento
Nel valutario, l’euro/dollaro USA cede terreno in chiusura con un frazionale -0,23%, coerente con l’idea di un possibile anticipo del taglio tassi da parte della Federal Reserve.
Sul fronte delle materie prime, l’oro avanza lievemente fino a 4.609,2 dollari l’oncia, segnalando una domanda di copertura moderata in scia ai dati sulla core inflation Usa.
Deciso rimbalzo per il petrolio WTI, che mette a segno un +3,32% sostenuto da fattori geopolitici e dall’ottimismo sulla domanda, con riflessi positivi sui titoli energy europei.
Sul mercato obbligazionario, lo spread BTP-Bund si allarga marginalmente a 70 punti base (+1 pb), con il BTP decennale al 3,44% in un contesto di attese per la traiettoria di politica monetaria.
La dinamica dei rendimenti resta ordinata, mentre gli operatori monitorano l’avvio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti e le prossime letture macro in area euro.
In Wall Street, l’S&P 500 chiude stabile, contribuendo a un quadro complessivamente cauto su asset rischiosi e valute cicliche.
FAQ
- Qual è stato l’andamento dell’euro/dollaro? Leggera flessione con un calo di circa lo 0,23%.
- Come si è mosso l’oro? Lieve rialzo fino a 4.609,2 dollari l’oncia.
- Che performance ha registrato il petrolio WTI? Forte incremento pari al +3,32%.
- Qual è lo spread BTP-Bund a fine seduta? In lieve aumento a 70 punti base, con BTP decennale al 3,44%.
- Qual è il sentiment su Wall Street? S&P 500 stabile, clima di prudenza.
- Cosa guarda il mercato nei prossimi giorni? Dati su inflazione Usa, segnali dalla Fed e trimestrali bancarie.
- Qual è la fonte dei dati di seduta? Rielaborazione da Teleborsa (13-01-2026).




