Borse europee crollano nervose mentre Davos decide il prossimo shock sui dazi globali

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Andamento dei listini europei e pressione sui mercati
Piazza Affari tratta in deciso calo, in scia a un generalizzato clima di avversione al rischio che penalizza tutte le principali piazze del Vecchio Continente. Il FTSE MIB cede circa l’1,3%, estendendo a tre le sedute consecutive di ribassi e confermando una fase correttiva avviata alla fine della scorsa settimana.
Le vendite si allargano all’intero listino, con il FTSE Italia All-Share in discesa e pressioni anche su Mid Cap e Star, entrambe in territorio negativo. Il movimento ribassista riflette prese di profitto diffuse e l’assenza di nuovi catalizzatori positivi in grado di invertire il sentiment.
Il quadro non è diverso sulle altre Borse dell’area euro: a Francoforte il principale indice lascia sul terreno oltre l’1%, mentre Parigi segna un arretramento vicino all’1%. Anche Londra registra una seduta debole, con flessioni prossime all’1%, segno di una correzione coordinata sui mercati azionari europei.
Il comparto azionario sconta l’incertezza geopolitica e commerciale, con scambi sotto tono e volatilità in progressivo aumento. Il ritracciamento si inserisce in un contesto in cui gli operatori attendono chiarimenti sul fronte dei dazi e sulle prossime mosse di politica economica, limitando l’esposizione agli asset rischiosi in attesa di indicazioni più definite.
Davos e incognita dazi: i timori degli investitori
Gli operatori guardano al vertice di Davos come snodo decisivo per capire l’evoluzione del confronto commerciale tra Stati Uniti ed Europa, con la questione Groenlandia ormai al centro del braccio di ferro politico. Nei messaggi diffusi su Truth Social, Donald Trump rivendica l’interesse strategico per il territorio artico, mentre il presidente francese Emmanuel Macron valuta un possibile G7 straordinario a Parigi, segnale di una tensione diplomatica che resta elevata.
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent tenta di rassicurare i mercati, parlando di un accordo possibile con i partner europei e minimizzando le ipotesi di guerra commerciale aperta. Tuttavia, le scadenze sui dazi sono già sul calendario: a inizio febbraio potrebbero scattare le tariffe statunitensi sull’export europeo, cui l’UE risponderebbe con un pacchetto di contromisure da circa 93 miliardi di euro.
Particolarmente esposto il settore dei vini e degli spumanti, dopo la minaccia di un prelievo del 200% sui prodotti francesi, letta come ritorsione per la scelta di Macron di disertare il “Consiglio della Pace” proposto da Trump. L’incertezza su tempi e intensità delle misure induce gli investitori a ridurre il rischio in portafoglio, in attesa di indicazioni più chiare dai colloqui multilaterali in agenda nei prossimi giorni.
Società, banche centrali e valute: il quadro macro-finanziario
Sul fronte corporate restano in primo piano le operazioni straordinarie e le indicazioni di governance. GSK ha siglato l’accordo per l’acquisizione della statunitense RAPT Therapeutics per 2,2 miliardi di dollari, operazione che rafforza il presidio del gruppo nel segmento biofarmaceutico ad alto contenuto innovativo.
Nel settore auto, Renault archivia il 2025 con immatricolazioni globali in aumento del 3,2% a 2,34 milioni di veicoli, terzo anno consecutivo di crescita, dato che conferma il progressivo recupero delle vendite a livello internazionale. In ambito industriale, il presidente di Leonardo, Stefano Pontecorvo, ha escluso l’esistenza di trattative o dossier formali per una fusione con Fincantieri, smentendo le ipotesi di integrazione circolate sul mercato.
Il quadro macroeconomico europeo resta misto: in Germania i prezzi alla produzione di dicembre hanno deluso le attese, mentre l’indice Zew di gennaio è salito a 59,6 punti, segnale di un sentiment in miglioramento. Nel Regno Unito cresce oltre il previsto il numero di richieste di sussidi di disoccupazione, con il tasso fermo al 5,1%, mentre in Eurozona torna a flettere la produzione nelle costruzioni.
Sul fronte delle banche centrali, la PBoC ha lasciato invariati i tassi sui prestiti a 1 e 5 anni (3% e 3,5%), confermando un approccio prudente al sostegno dell’economia cinese. In Europa, i ministri delle Finanze hanno designato Boris Vujcic, numero uno della banca centrale croata, come prossimo vicepresidente della BCE al posto di Luis de Guindos dal 1° giugno.
Sul mercato dei cambi l’euro/dollaro mostra un lieve apprezzamento, con la moneta unica in rialzo di circa lo 0,67%. Tra le materie prime prosegue l’impostazione positiva dell’oro, che guadagna oltre l’1%, e del petrolio WTI, che tratta intorno ai 59,86 dollari al barile. Stabile lo spread tra BTP decennali e Bund tedeschi a 61 punti base, con il rendimento del titolo italiano di riferimento attestato al 3,52%, segnale di una fase di relativa calma sui mercati obbligazionari dell’area euro.
FAQ
D: Perché le Borse europee risultano in ribasso?
R: I listini europei risentono di un clima di avversione al rischio legato alle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, alle incertezze sui dazi e a dati macroeconomici contrastanti, che spingono gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset rischiosi.
D: Qual è il ruolo di Davos nelle attuali tensioni sui dazi?
R: Il vertice di Davos è visto dai mercati come un passaggio chiave per chiarire la strategia commerciale americana verso l’Europa e capire se verranno confermate o rinviate le nuove tariffe, nonché le eventuali contromisure europee.
D: Perché la Groenlandia è diventata un tema finanziario?
R: L’interesse dichiarato di Donald Trump per il controllo della Groenlandia ha inasprito il confronto politico con i partner europei, alimentando timori su una possibile escalation commerciale che potrebbe riflettersi sui mercati.
D: In che modo i dazi minacciano il settore del vino francese?
R: Le minacciate tariffe del 200% su vini e champagne francesi, considerate una ritorsione verso la posizione del presidente Emmanuel Macron, colpirebbero duramente l’export, aggravando le difficoltà di un comparto già esposto a cambiamenti nei consumi.
D: Quali sono le principali novità societarie citate?
R: Tra le mosse più rilevanti figurano l’acquisizione di RAPT Therapeutics da parte di GSK e la crescita delle vendite globali di Renault, mentre Leonardo ha escluso progetti di fusione con Fincantieri.
D: Che cosa segnala la decisione della PBoC sui tassi?
R: Il mantenimento invariato dei tassi sui prestiti da parte della Banca Popolare Cinese indica un approccio attendista, con l’obiettivo di sostenere la crescita senza innescare eccessive pressioni sul sistema finanziario.
D: Qual è la fonte delle informazioni sui mercati e sui dati macro?
R: Le informazioni riportate sono basate su notizie e aggiornamenti di mercato riconducibili a fonti finanziarie specializzate come Teleborsa, integrate in un quadro di analisi giornalistica indipendente.




