Bonus dipendenti, nuova soglia esenzione: la mossa che cambia le buste paga

Indice dei Contenuti:
Bonus dipendenti 2026: come calcolare il limite di esenzione
Nuove soglie di esenzione nel 2026
Nel 2026 i cosiddetti fringe benefit restano uno strumento centrale nelle politiche retributive delle imprese, grazie a limiti di esenzione potenziati rispetto al regime ordinario di 258,23 euro previsto dall’articolo 51 del TUIR. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato per il triennio 2025-2027 una doppia soglia annuale, affiancata da un tetto specifico per chi si trasferisce per lavoro.
L’esenzione fiscale arriva fino a 1.000 euro per la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori, e fino a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico, secondo i criteri dell’articolo 12 del TUIR, comprendendo nati fuori dal matrimonio, riconosciuti, adottivi, affiliati o affidati, nonché i conviventi del coniuge deceduto. A parte, opera un plafond di 5.000 euro per il sostegno all’abitazione dei neoassunti che si spostano oltre 100 chilometri per motivi occupazionali, nel rispetto dei requisiti fissati dalla normativa.
Rientrano tra i fringe benefit, ad esempio, l’uso di auto aziendali, polizze sanitarie, fabbricati concessi, buoni spesa e carburante, ricariche telefoniche, oltre a vari rimborsi spese. Se il valore complessivo delle agevolazioni supera il relativo limite applicabile, l’intero importo concorre a formare reddito di lavoro dipendente e viene tassato secondo l’aliquota ordinaria IRPEF, con conseguenze dirette sul netto in busta paga.
Calcolo pratico dei bonus esenti
Per determinare correttamente la soglia di esenzione di 1.000 o 2.000 euro occorre sommare tutte le utilità riconducibili ai fringe benefit attribuiti nel corso dell’anno d’imposta. Vanno conteggiati sia i beni e servizi messi a disposizione dal datore di lavoro, sia i contributi e i rimborsi collegati alle principali spese familiari del dipendente. Il calcolo non può essere effettuato “a spanne”: serve un monitoraggio puntuale delle erogazioni e della relativa valorizzazione fiscale.
Nel perimetro dell’agevolazione rientrano il valore normale dei beni e servizi concessi, i rimborsi o contributi pagati dal datore di lavoro per utenze domestiche (acqua, energia elettrica, gas naturale) e quelli sostenuti per canoni di locazione o interessi sul mutuo relativi all’abitazione principale. Una volta determinata la somma complessiva, questa va confrontata con il tetto applicabile al singolo lavoratore, in base alla presenza o meno di figli a carico. Superata la soglia, l’intero ammontare dei bonus – non solo l’eccedenza – diventa imponibile e soggetto a contribuzione previdenziale.
Diverso il meccanismo per il sostegno all’alloggio dei neoassunti che hanno cambiato residenza per motivi professionali: fino a 5.000 euro l’anno, le somme erogate o rimborsate per canoni di locazione e spese di manutenzione dell’abitazione non concorrono alla formazione del reddito. In questo caso, la legge introduce una franchigia: oltre il limite, viene tassata soltanto la parte eccedente, garantendo una tutela fiscale più favorevole a chi affronta un trasferimento.
Cumulabilità e obblighi per le aziende
I limiti previsti per i fringe benefit e per il sostegno all’alloggio dei neoassunti operano su binari distinti e sono tra loro cumulabili. Un lavoratore può quindi beneficiare, nello stesso anno, dell’esenzione fino a 5.000 euro per canoni di locazione e spese di manutenzione legate al trasferimento e, parallelamente, fino a 1.000 o 2.000 euro per beni, servizi, rimborsi utenze e contributi collegati all’abitazione principale. La convenienza fiscale risulta particolarmente elevata per chi si trova nelle fasi iniziali del rapporto di lavoro e ha figli a carico.
Per le imprese, la gestione corretta di queste soglie non è soltanto una scelta di welfare, ma un adempimento di compliance fiscale. Il datore di lavoro deve indicare in modo separato, nella documentazione interna e nelle certificazioni uniche, il valore dei beni ceduti, dei servizi prestati e delle somme erogate o rimborsate per ciascun tipo di agevolazione. Questo consente di verificare in tempo reale l’eventuale superamento dei tetti, evitando contestazioni in sede di controllo e conguagli fiscali sfavorevoli per i dipendenti.
Una pianificazione accurata, supportata dal consulente del lavoro o dal responsabile payroll, permette di modulare le erogazioni durante l’anno, distribuendo bonus e rimborsi in modo da non fagocitare i vantaggi fiscali. In questo quadro, le politiche di flexible benefit e i piani di welfare aziendale strutturato diventano strumenti chiave per coniugare attrattività retributiva, sostenibilità del costo del lavoro e pieno rispetto delle regole tributarie vigenti.
FAQ
D: Qual è il limite ordinario di esenzione per i fringe benefit previsto dal TUIR?
R: Il regime ordinario dell’articolo 51 del TUIR fissa la soglia di esenzione a 258,23 euro annui.
D: Quali sono le soglie di esenzione valide nel 2026 per i lavoratori senza figli a carico?
R: Per la generalità dei dipendenti, nel 2026 la soglia di esenzione sui fringe benefit è fissata a 1.000 euro annui.
D: Come cambia il limite per chi ha figli fiscalmente a carico?
R: Per i lavoratori con figli a carico, il tetto di esenzione sui fringe benefit nel 2026 sale a 2.000 euro.
D: Cosa rientra nel calcolo dei bonus esenti entro 1.000 o 2.000 euro?
R: Si considerano beni e servizi concessi dal datore di lavoro, rimborsi utenze domestiche e contributi per affitto o mutuo dell’abitazione principale.
D: Come funziona il limite di 5.000 euro per chi si trasferisce per lavoro?
R: Fino a 5.000 euro sono esenti le somme per canoni di locazione e spese di manutenzione dell’abitazione dei neoassunti che si spostano oltre 100 km.
D: Cosa succede se il valore dei fringe benefit supera la soglia applicabile?
R: In caso di superamento, l’intero importo dei fringe benefit concorre a formare reddito ed è tassato con l’IRPEF ordinaria.
D: I limiti per fringe benefit e bonus affitto sono cumulabili nello stesso anno?
R: Sì, i tetti per i bonus legati all’abitazione dei neoassunti e quelli per i fringe benefit ordinari sono tra loro cumulabili.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha illustrato i limiti 2026 dei bonus ai dipendenti?
R: Le indicazioni riportate derivano dall’analisi pubblicata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore sui fringe benefit e le soglie introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.




