Bologna ZTL, ibride bandite: cosa cambia davvero e chi rischia multe salate subito
Misure previste per l’accesso alla ztl dal 2026
Bologna introduce dal 1° gennaio 2026 un nuovo impianto regolatorio per l’accesso alla ZTL che rimuove il regime di favore finora riconosciuto alle auto ibride dei non residenti. L’ingresso al centro storico non sarà più consentito alle ibride immatricolate fuori dai confini comunali, superando l’automatismo che equiparava la presenza di un motore elettrico di supporto a un lasciapassare permanente. La misura nasce dall’aumento consistente dei permessi rilasciati nell’ultimo quadriennio, cresciuti di oltre il 60%, che ha saturato lo spazio viario e di sosta senza benefici proporzionali sulla circolazione.
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Per i residenti, l’accesso in ZTL resta consentito ma con regole di sosta invariate e a pagamento, a tutela dell’equilibrio tra domanda di parcheggio e vivibilità dei quartieri centrali. Le auto elettriche pure mantengono un canale preferenziale: accesso autorizzato e sosta gratuita, in continuità con l’impostazione che premia i veicoli a zero emissioni allo scarico. Le ibride, considerate tecnologia di transizione, escono dal perimetro delle deroghe generalizzate per i non residenti, allineando i criteri di accesso alla disponibilità effettiva di spazio urbano.
Il nuovo assetto distingue con chiarezza le categorie di veicoli in funzione dell’impatto su congestione e sosta: stop alle ibride dei non residenti in ZTL, ingresso regolato per i residenti con limiti sulla sosta, corsia agevolata per i veicoli elettrici. L’obiettivo operativo è restituire capacità al tessuto viario del centro storico riducendo l’afflusso di mezzi che, pur “verdi” sulla carta, generano lo stesso volume di traffico delle auto convenzionali. La scelta amministrativa risponde alla natura finita delle risorse urbane e corregge una deroga divenuta inefficace per eccesso di domande autorizzative.
FAQ
- Quando entra in vigore il nuovo regolamento della ZTL di Bologna?
Dal 1° gennaio 2026. - Le auto ibride dei non residenti potranno entrare in ZTL?
No, dal 2026 l’accesso sarà vietato alle ibride dei non residenti. - I residenti con auto ibride possono accedere alla ZTL?
Sì, con accesso consentito ma con sosta regolamentata e a pagamento. - Le auto elettriche mantengono agevolazioni?
Sì, accesso autorizzato e sosta gratuita per i veicoli elettrici puri. - Perché è stata introdotta la stretta sulle ibride?
Per ridurre congestione e saturazione dei parcheggi dopo un +60% di permessi rilasciati in quattro anni. - La misura riguarda tutta la città o solo il centro storico?
Riguarda la ZTL del centro storico.
Impatto su residenti, pendolari e tipologie di veicoli
Per i residenti di Bologna il cambiamento incide soprattutto sulla gestione della sosta. L’accesso alla ZTL resta garantito con il proprio titolo, ma la permanenza in strada continua a essere soggetta a tariffazione e controllo, con l’obiettivo di limitare l’uso improprio dello spazio pubblico e preservare la rotazione. In termini pratici, chi abita nel centro storico non vede ridotto il perimetro dei diritti di accesso, ma viene sollecitato a privilegiare la sosta regolamentata e le soluzioni alternative al mezzo privato per gli spostamenti brevi.
Per i pendolari e per chi proviene da fuori comune con auto ibride, il divieto di ingresso modifica radicalmente le abitudini di mobilità: viene meno la possibilità di utilizzare la ZTL come destinazione finale per lavoro, studio o servizi. La domanda di spostamento dovrà riorientarsi verso nodi di interscambio, parcheggi scambiatori e trasporto pubblico, con un riassetto dei flussi in ingresso nelle ore di punta. La stretta riduce il numero di permessi temporanei e permanenti rilasciati a veicoli che, pur meno impattanti in termini emissivi rispetto ai benzina o diesel, generano comunque congestione e occupazione degli stalli.
Le tipologie di veicoli subiscono effetti differenziati. Le auto elettriche pure mantengono l’accesso e la sosta gratuita, rimanendo la soluzione preferenziale per chi necessita di entrare frequentemente in centro. Le ibride plug-in e le ibride full/mild vengono ricondotte, per i non residenti, al regime di divieto, superando l’equiparazione tra “parziale elettrificazione” e diritto di deroga. I veicoli termici tradizionali restano soggetti alle limitazioni già vigenti. Per le attività economiche che operano nel centro storico, la programmazione degli accessi dovrà tenere conto della distinzione tra flotte elettriche, che mantengono la corsia agevolata, e mezzi ibridi, per i quali non saranno più disponibili facilitazioni automatiche.
Nel complesso, l’impatto si traduce in una riduzione delle auto che convergono quotidianamente verso la ZTL, con benefici attesi sulla fluidità della circolazione e sulla reperibilità di posti auto per chi vive nel centro. Il nuovo perimetro regolatorio limita l’uso della deroga come scorciatoia alla congestione, incentiva il rinnovo del parco circolante verso l’elettrico e ridefinisce le priorità di accesso in funzione dell’occupazione di suolo e non solo delle emissioni allo scarico.
Obiettivi di mobilità urbana e scenari futuri
L’indirizzo strategico del Comune di Bologna punta a ridurre in modo strutturale la congestione nel centro storico, valorizzando lo spazio pubblico come risorsa scarsa e orientando la domanda di spostamento su modalità a minore impatto. L’esclusione delle ibride dei non residenti dalla ZTL dal 2026 è un tassello di una politica che privilegia l’accesso selettivo e premia i veicoli a zero emissioni allo scarico, in coerenza con gli obiettivi di qualità dell’aria e vivibilità urbana.
La priorità è la decongestione fisica del centro: meno auto che cercano sosta, maggiore rotazione e strade più scorrevoli. Questo si traduce in una ricalibratura dei permessi, con incentivi impliciti al passaggio all’elettrico e alla combinazione tra parcheggi scambiatori, trasporto pubblico e micromobilità. L’amministrazione intende spostare l’asticella dal semplice contenimento delle emissioni allo scarico alla riduzione del volume di veicoli in ingresso, superando deroghe che nel tempo hanno generato un eccesso di domanda autorizzata.
Gli scenari futuri prevedono un rafforzamento dei nodi di interscambio a ridosso della ZTL e una gestione più dinamica della sosta, con criteri di priorità per residenti e servizi essenziali. La distinzione tra ibride e elettriche resterà netta: le prime come tecnologia di transizione non più meritevole di corsie preferenziali automatiche, le seconde come opzione privilegiata per l’accesso. È atteso un effetto di riequilibrio dei flussi nelle ore di punta, con riduzione delle percorrenze interne e maggiore affidamento su soluzioni multimodali per chi proviene da fuori comune.
Nell’orizzonte di medio periodo, il modello perseguito da Bologna è quello di un centro storico meno dipendente dal mezzo privato, con benefici su sicurezza stradale, rumorosità e uso del suolo. Le politiche di accesso saranno misurate sull’efficacia nel contenere i volumi di traffico e sull’impatto sulla sosta, mantenendo l’agevolazione per i veicoli elettrici come leva di transizione del parco circolante. La scelta fa scuola rispetto ad altre grandi città, offrendo un riferimento operativo per la gestione dei permessi speciali quando la platea degli aventi diritto diventa troppo ampia per le capacità del tessuto urbano.
Il percorso delineato consolida una gerarchia chiara: centralità del pedone e delle funzioni locali, accessi veicolari contingentati e premialità per la mobilità a impatto ridotto. La rimozione dell’“automatismo ibrido” segnala una svolta pragmatica: l’innovazione tecnologica non è di per sé titolo sufficiente all’uso illimitato dello spazio urbano, che viene assegnato secondo criteri di efficienza, occupazione e utilità pubblica.




