Bitcoin travolge la causa promozionale: sconfitti Cuban e Mavericks per incompetenza territoriale
Decisione del giudice e motivazioni giurisdizionali
Il giudice federale Roy K. Altman, della U.S. District Court for the Southern District of Florida, ha respinto la class action intentata contro Mark Cuban e i Dallas Mavericks, rilevando l’assenza di una base sufficiente per esercitare la giurisdizione personale in Florida. Secondo l’ordinanza, le attività promozionali contestate — costituite da iniziative di comunicazione su scala nazionale, eventi stampa e campagne legate all’app di Voyager Digital — non dimostrano un indirizzamento intenzionale e specifico verso i residenti della Florida, come richiesto dallo state long-arm statute e dai principi di due process costituzionale. Il tribunale ha chiarito che la mera diffusione nazionale o online non equivale, di per sé, a “purposeful availment” nello Stato, escludendo così il nesso giurisdizionale necessario per trattenere il caso. La decisione è stata emessa senza pregiudizio, permettendo ai ricorrenti di valutare la riproposizione delle pretese in un foro ritenuto competente.
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Dettagli delle accuse e promozioni contestate
I ricorrenti hanno sostenuto che Mark Cuban e i Dallas Mavericks abbiano sfruttato la loro visibilità per amplificare la credibilità di Voyager Digital, contribuendo a indurre investitori al dettaglio ad aprire conti e ad acquistare prodotti cripto poi coinvolti nel default della piattaforma. In particolare, l’atto di citazione ha richiamato le dichiarazioni rese da Cuban durante una conferenza stampa della franchigia nell’ottobre 2021, quando l’imprenditore avrebbe riferito di avere un investimento personale in Voyager, presentandola come un partner strategico per l’ecosistema dei Mavericks.
Secondo la domanda giudiziale, la squadra NBA e il suo proprietario avrebbero inoltre patrocinato una promozione destinata ai tifosi: un’offerta di 100 dollari in Bitcoin per chi avesse scaricato l’app di Voyager, aperto un conto, depositato 100 dollari e completato almeno un’operazione. I ricorrenti hanno qualificato tali iniziative come attività di marketing coordinate che, nella sostanza, avrebbero conferito un’aura di affidabilità a Voyager in una fase di rapida crescita del mercato, inducendo il pubblico a sottovalutare i rischi connessi ai prodotti offerti dal prestatore cripto.
La difesa ha replicato che né Cuban né i Dallas Mavericks hanno mai indirizzato in modo mirato le loro comunicazioni a residenti della Florida e che le iniziative citate rientravano in campagne promozionali di respiro nazionale, prive di un aggancio territoriale specifico. Gli avvocati di Cuban hanno inoltre sottolineato che, nelle sue apparizioni pubbliche, l’imprenditore aveva ripetutamente invitato a usare prudenza nelle decisioni di investimento in ambito cripto, confutando l’idea di una sollecitazione irresponsabile o fuorviante.
Gli atti hanno inquadrato la controversia nel contesto più ampio delle azioni collettive intentate contro personaggi pubblici, atleti e società sportive che avrebbero promosso piattaforme poi finite in insolvenza. In questo filone, le condotte contestate a Cuban e ai Mavericks sono state presentate come parte di un modello comunicativo volto ad amplificare la notorietà di Voyager Digital attraverso partnership sportive, testimonianze mediatiche e incentivi all’apertura di conti via app.
Possibili prossimi passi legali e impatto sul caso
Il rigetto senza pregiudizio consente ai ricorrenti di valutare il trasferimento dell’azione in un foro con legami più concreti con i fatti contestati, come il luogo di costituzione o di principale operatività di Voyager Digital, o la residenza dei principali attori coinvolti. Una possibile strategia è la riproposizione in giurisdizioni dove eventuali eventi promozionali, partnership o operazioni sull’app abbiano avuto una trazione dimostrabile e documentabile, così da rafforzare i requisiti di purposeful targeting e di collegamento sostanziale al territorio.
Sul piano processuale, è prevedibile una fase di ulteriore discovery focalizzata su metriche geografiche di download dell’app, campagne media geolocalizzate, dati di iscrizione e transazione degli utenti, nonché su eventuali contratti di sponsorizzazione che possano evidenziare un orientamento territoriale definito. I ricorrenti potrebbero anche rimodulare le domande per aggirare le criticità giurisdizionali, concentrandosi su condotte con ricadute più dirette nel nuovo foro individuato. La difesa di Mark Cuban e dei Dallas Mavericks ha già manifestato disponibilità a contestare le pretese in qualsiasi sede, prospettando ulteriori eccezioni preliminari su competenza, difetti di allegazione e assenza di nesso causale tra promozioni generaliste e perdite degli investitori.
In termini di impatto sistemico, la pronuncia consolida un orientamento prudente: la diffusione nazionale di messaggi promozionali, inclusi eventi stampa e contenuti online, non basta di per sé a radicare la giurisdizione statale in assenza di elementi mirati verso i residenti locali. Ciò potrebbe ridurre il forum shopping in cause analoghe, costringendo i querelanti a individuare sedi con legami fattuali più robusti. Al contempo, il contenzioso connesso al default di Voyager Digital — inserito in una scia di azioni contro celebrità, atleti e club sportivi — resterà verosimilmente attivo in altre corti, data l’ampiezza della platea di clienti e la complessità delle relazioni commerciali antecedenti al fallimento.
Per gli operatori dello sport e dell’intrattenimento, il caso segnala la necessità di audit più stringenti su partnership e endorsement in ambito cripto, con enfasi su trasparenza dei rischi, evitare asserzioni potenzialmente fuorvianti e preservare tracciabilità dei target geografici. Sul fronte regolatorio e di mercato, l’esito potrebbe incentivare una maggiore cautela nelle campagne “nationwide”, promuovendo linee guida interne che distinguano chiaramente tra comunicazione istituzionale e sollecitazione finanziaria, soprattutto quando sono previsti incentivi come bonus in Bitcoin o premi di iscrizione tramite app.
FAQ
- Qual è l’effetto pratico del rigetto senza pregiudizio?
Permette ai ricorrenti di ripresentare le stesse pretese in un’altra giurisdizione ritenuta competente, senza che la decisione attuale incida sul merito delle accuse.
- Perché la Florida non è stata ritenuta competente?
Il tribunale ha valutato che promozioni e comunicazioni di portata nazionale non dimostrano un indirizzamento specifico verso residenti della Florida, mancando i requisiti di giurisdizione personale.
- Dove potrebbe essere riproposta la causa?
In stati con legami più forti con i fatti contestati, come quelli in cui Voyager Digital aveva attività principali, oppure dove si sono svolte campagne mirate e misurabili.
- La decisione affronta se le promozioni fossero fuorvianti?
No. Il giudice si è limitato ai profili giurisdizionali senza entrare nel merito della correttezza o meno dei messaggi promozionali.
- Quali dati potrebbero diventare rilevanti in un nuovo procedimento?
Metriche geografiche di download e utilizzo dell’app, evidenze di campagne targettizzate, contratti di sponsorizzazione e documenti che colleghino attività promozionali a uno specifico territorio.
- Che impatto ha la pronuncia su cause simili contro celebrità e team sportivi?
Rafforza l’esigenza di dimostrare collegamenti territoriali concreti, riducendo il forum shopping e orientando i ricorrenti a scegliere fori con legami fattuali più chiari.




