Bitcoin sfiora nuovi massimi mentre Trump frena sulle tariffe dopo incontro a sorpresa con il leader della Nato

Indice dei Contenuti:
Bitcoin moves back to $90,000 as Trump pulls tariff threat after ‘productive meeting’ with NATO chief
Bitcoin e mercati in rally lampo
Il prezzo di Bitcoin è risalito rapidamente sopra i 90.000 dollari dopo un improvviso cambio di tono della Casa Bianca sui dazi contro l’Unione Europea. In precedenza il token era scivolato fino a quota 88.000, per poi rimbalzare oltre 90.000, ricadere vicino a 87.000 e infine tornare in area 90.000 in pochi minuti. La sequenza iper-volatile riflette la sensibilità delle criptovalute alle notizie di geopolitica commerciale.
Il movimento ha innescato un’ondata di acquisti algoritmici sugli exchange, con forti liquidazioni di posizioni short e un aumento dei volumi spot. In parallelo, l’open interest sui futures collegati a BTC è cresciuto, segnalando un rinnovato appetito speculativo da parte di desk professionali e investitori retail ad alto rischio.
I derivati hanno mostrato un netto ampliamento del basis tra prezzi futures e mercato spot, tipico delle fasi di entusiasmo improvviso. Le opzioni su Bitcoin hanno registrato un balzo dell’implied volatility, mentre le call out-of-the-money a breve scadenza sono diventate il veicolo privilegiato per scommettere su ulteriori estensioni del rialzo.
La mossa di Trump dopo l’incontro NATO
Il presidente Donald Trump ha annunciato il ritiro della minaccia di nuovi dazi sull’Europa dopo un “incontro molto produttivo” con il segretario generale della NATO, Mark Rutte. In un post su Truth Social, Trump ha parlato della definizione di un “quadro di accordo” sul futuro della regione artica, compresa la delicata partita della Groenlandia. Il cambio di rotta ha immediatamente ridotto la percezione di rischio sui mercati globali.
Secondo la ricostruzione della stampa statunitense, il pacchetto negoziale riguarderebbe cooperazione militare, rotte marittime artiche e controllo delle risorse strategiche, con l’obiettivo di consolidare il fronte occidentale. La rinuncia ai dazi, che sarebbero scattati il 1° febbraio, è stata letta dagli operatori come un segnale di distensione rispetto agli alleati europei.
La scelta della Casa Bianca sembra mirata anche a rassicurare gli investitori istituzionali, preoccupati per l’inasprimento delle tensioni commerciali. La narrativa di una soluzione “vantaggiosa per tutti i Paesi della NATO” ha alimentato il repricing degli asset rischiosi, con immediato riflesso sui listini azionari e sull’universo crypto.
Reazioni di azioni, oro e asset di rischio
Contestualmente al balzo di Bitcoin, gli indici azionari statunitensi hanno toccato i massimi di seduta: Nasdaq e S&P 500 sono saliti di circa l’1,3%, trainati dai titoli growth e tecnologici. Il venir meno dello scenario di dazi imminenti sull’UE ha ridato slancio ai settori più esposti al commercio internazionale, con forte compressione dei premi al rischio.
Al contrario, i metalli preziosi hanno invertito la rotta: l’oro, che beneficiava delle tensioni commerciali, ha azzerato i guadagni di giornata tornando sostanzialmente piatto intorno a 4.770 dollari l’oncia. L’uscita dal “porto sicuro” riflette il rapido ribilanciamento verso asset pro-crescita, inclusi titoli tecnologici e criptovalute.
Nel comparto crypto, anche altri token a grande capitalizzazione hanno registrato rimbalzi, ma con performance inferiori rispetto a BTC, confermando il ruolo dominante del principale asset digitale come proxy di rischio macro. I desk di trading segnalano un incremento delle correlazioni tra Bitcoin e indici azionari USA, segno di una crescente integrazione dell’asset class nello scenario finanziario tradizionale.
FAQ
D: Perché Bitcoin è tornato sopra 90.000 dollari?
R: Il rimbalzo è legato al ritiro della minaccia di dazi USA sull’Europa da parte di Donald Trump dopo un incontro definito “produttivo” con il segretario generale della NATO.
D: Qual è stato il range di prezzo di Bitcoin nella seduta?
R: Nella sessione considerata Bitcoin si è mosso tra un minimo vicino a 87.000–88.000 dollari e un ritorno sopra la soglia dei 90.000.
D: Come hanno reagito gli indici azionari USA?
R: Nasdaq e S&P 500 sono saliti di circa l’1,3%, toccando i massimi di giornata dopo l’annuncio sullo stop ai dazi.
D: Cosa è accaduto all’oro durante questi movimenti?
R: L’oro ha perso i precedenti guadagni legati alle tensioni commerciali, tornando sui livelli di inizio seduta intorno a 4.770 dollari l’oncia.
D: Qual è il ruolo dell’incontro tra Trump e il capo della NATO?
R: L’incontro ha portato a un’intesa di principio su cooperazione nell’Artico e ha offerto a Trump il contesto politico per ritirare i dazi minacciati.
D: Perché le criptovalute reagiscono così velocemente alle notizie geopolitiche?
R: Il mercato crypto è altamente speculativo, dominato da trading algoritmico e leva finanziaria, perciò reagisce in tempo reale agli shock informativi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale citata?
R: Le informazioni di base sull’andamento di Bitcoin, sui dazi USA e sulle reazioni di mercato derivano da un articolo di CoinDesk.
D: Questo scenario può influenzare il medio periodo per Bitcoin?
R: Sì, una minore incertezza sui dazi può sostenere l’appetito per il rischio e favorire, nel breve-medio termine, una domanda più forte per asset come Bitcoin.




