BFF Bank sotto esame: nuova ondata di vendite e timori crescenti su Piazza Affari
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Downgrade su BFF Bank dopo intervento Bankitalia: cosa sta accadendo
La banca quotata BFF Bank, protagonista recente di Piazza Affari, è finita sotto forte pressione dopo l’intervento di Bankitalia, che ha nominato due commissari.
Il provvedimento di vigilanza, reso noto a Milano a fine marzo 2026, ha innescato un crollo in Borsa superiore al 55% in una sola seduta e ha portato Morningstar DBRS a tagliare i rating dell’istituto.
I downgrade riguardano in particolare il Long-Term Issuer Rating e i depositi a lungo termine, ora anche posti sotto osservazione con implicazioni negative, a causa dei rischi sul capitale e sulle pratiche contabili legate alle attività di factoring e prestiti.
In sintesi:
- Bankitalia nomina due commissari in BFF Bank e scatena il crollo in Borsa.
- Morningstar DBRS taglia i rating e li mette sotto osservazione con implicazioni negative.
- Possibile erosione patrimoniale e maggiori accantonamenti su crediti verso la pubblica amministrazione.
- Moody’s effettua downgrade, ma i rating sui depositi restano Investment Grade.
Nel dettaglio, Morningstar DBRS ha abbassato il Long-Term Issuer Rating di BFF Bank da “BB” a “BB (low)” e il rating sui depositi a lungo termine da “BB high” a “BB”.
L’agenzia ha inoltre posto tutti i rating di lungo termine sotto osservazione con implicazioni negative, segnalando timori per una possibile erosione del capitale dopo i nuovi rilievi di Bankitalia sulla classificazione prudenziale delle esposizioni creditizie connesse a factoring e prestiti, analoghe a quelle già emerse nell’aprile 2024.
Sulla base delle stime preliminari diffuse da BFF, anche in uno scenario avverso la banca continuerebbe a rispettare il requisito minimo di CET1 del 9,7%, ma potrebbe non centrare il Total Capital Ratio richiesto del 13,2%.
Fattori di rischio su capitale, contabilità e modello di business
Morningstar DBRS ha richiamato anche le criticità relative alle pratiche contabili storiche, ipotizzando errori di allocazione dei flussi di cassa collegati ai diritti di credito accessori del factoring tra il 2015 e il 2025.
L’agenzia ritiene possibile che BFF Bank debba incrementare gli accantonamenti su crediti verso il settore pubblico italiano soggetti a sentenze negative fino a circa 400 milioni di euro, oltre ai 70 milioni già stanziati.
Questi elementi si sommano alle pressioni già emerse con il profit warning di febbraio 2026, ai cambiamenti al vertice e all’indagine delle autorità italiane per presunto falso in bilancio.
Il titolo BFF Bank, che si definisce *A Bank like no other*, ha perso circa l’85% dall’inizio del 2026, segnalando una crisi di fiducia profonda.
Per Morningstar DBRS, l’impatto finale delle ispezioni di Bankitalia potrebbe essere *“più ampio rispetto a quanto al momento atteso”* e *“i rischi rimangono rivolti verso il basso”*.
L’agenzia teme che profit warning, indagini preliminari, rilievi di vigilanza e nomina dei commissari possano *“minare la reputazione di BFF, pesando sulla solidità della rete di franchising, sull’accesso ai finanziamenti, sul profilo di liquidità e sulla capacità di generazione del capitale”*.
Vengono inoltre giudicati elevati i rischi di esecuzione strategica, in particolare sull’accelerazione del recupero crediti scaduti e sul completamento delle cartolarizzazioni pianificate, in un quadro di transizione del management, maggiore incertezza sull’etica aziendale e pressioni sulla fiducia degli stakeholder.
A valle dei downgrade, BFF Bank ha comunicato di aver *“formalmente notificato a DBRS la risoluzione dal servizio di rating”*, scelta che riduce la copertura da parte di questa agenzia ma non attenua i profili di rischio percepiti dal mercato.
Reazioni del mercato, ruolo delle agenzie e prospettive future
Dopo Morningstar DBRS, anche Moody’s è intervenuta: il 1° aprile ha ridotto di un notch tutti i rating e li ha posti in review for downgrade, includendo l’Adjusted BCA, sceso a “ba3” da “ba2” per fattori di Strategy, Risk Appetite and Governance.
I rating sui depositi a lungo e breve termine, “Baa3” e “Prime-3”, restano tuttavia in area Investment Grade, segnalando che, pur in un contesto critico, il rischio di default percepito sui depositi rimane contenuto.
Per gli investitori, l’attenzione ora si concentra sulla capacità di BFF Bank di rafforzare il capitale, chiarire i profili contabili contestati e ristabilire la fiducia di mercato e vigilanza, elementi decisivi per l’evoluzione delle quotazioni e dei rating nei prossimi mesi.
FAQ
Cosa ha causato il crollo in Borsa di BFF Bank nel 2026?
Il crollo è dovuto alla nomina di due commissari da parte di Bankitalia, ai rilievi ispettivi su factoring e prestiti e ai successivi downgrade delle agenzie di rating.
Cosa significa il downgrade di Morningstar DBRS per BFF Bank?
Significa che il merito di credito percepito peggiora: aumenta il rischio su capitale, qualità degli attivi, reputazione e accesso ai finanziamenti all’ingrosso.
I coefficienti patrimoniali di BFF Bank restano sopra i requisiti minimi?
Sì, secondo le stime preliminari di BFF il CET1 resterebbe sopra il 9,7%, ma il Total Capital Ratio potrebbe scendere sotto il 13,2% richiesto.
I depositi presso BFF Bank sono ancora Investment Grade per Moody’s?
Sì, i rating sui depositi a lungo e breve termine restano “Baa3” e “Prime-3”, quindi ancora classificati come Investment Grade.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento su BFF Bank?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

