Bertolaso scuote il Niguarda: da Crans-Montana arrivano tre giovanissimi italiani, ecco cosa sta accadendo

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Aggiornamenti su trasferimenti e condizioni dei feriti
Guido Bertolaso ha confermato l’arrivo al Niguarda di Milano di tre giovani italiani coinvolti nell’esplosione di Crans-Montana, tutti in ventilazione meccanica e con ustioni estese tra il 30% e il 40% della superficie corporea. Si tratta di una donna under 30 e di due sedicenni, giudicati in condizioni gravi ma idonei al trasferimento. L’ospedale milanese, dotato di Centro Ustioni rinnovato e potenziato, è stato individuato per l’immediata presa in carico specialistica. Secondo quanto riferito dall’assessore al Welfare, altri due italiani rimangono ricoverati in Svizzera, rispettivamente a Berna e Zurigo, con un quadro clinico definito “estremamente critico”, motivo per cui il trasferimento è al momento controindicato.
Risorse attivate al centro ustioni del Niguarda
Al Niguarda è stato avviato un piano straordinario per la gestione dei pazienti con grandi ustioni provenienti da Crans-Montana. Su indicazione di Guido Bertolaso, è stato richiamato in servizio tutto il personale dedicato e sono stati resi disponibili 18 posti letto aggiuntivi per far fronte a eventuali ulteriori ricoveri. Il Centro Ustioni, recentemente ristrutturato e ampliato, ha predisposto la piena operatività delle sale per la stabilizzazione dei pazienti in ventilazione meccanica, il monitoraggio intensivo dei parametri vitali e la gestione delle lesioni termiche estese.
Le équipe multidisciplinari sono state organizzate per turni h24, con la presenza congiunta di specialisti in anestesia e rianimazione, chirurghi plastici e infermieri esperti in wound care avanzato. Sono state attivate le procedure per il debridement iniziale, l’ottimizzazione della fluidoterapia secondo protocolli per grandi ustioni e la profilassi delle complicanze infettive. La logistica ospedaliera ha garantito la disponibilità di materiali sterili, medicazioni specialistiche e dispositivi per la gestione della ventilazione invasiva.
In parallelo, la direzione sanitaria ha coordinato i flussi con la Centrale Operativa Regionale per assicurare percorsi rapidi di triage e assegnazione dei letti in terapia intensiva, mantenendo una quota di capacità pronta per esigenze emergenti legate all’evento. Il potenziamento organizzativo consente l’immediata continuità assistenziale e l’eventuale estensione delle risorse in caso di incremento dei trasferimenti.
Assistenza e squadre specialistiche inviate in Svizzera
Guido Bertolaso ha disposto l’invio in Svizzera di un team italiano specializzato nella gestione delle grandi ustioni per verificare le condizioni dei connazionali distribuiti in più strutture elvetiche. Le squadre, composte da rianimatori, chirurghi plastici e infermieri esperti in terapia intensiva, effettueranno valutazioni cliniche in raccordo con gli ospedali locali per uniformare i protocolli di trattamento e raccogliere dati aggiornati sull’evoluzione dei quadri clinici. La missione prevede sopralluoghi a Berna e Zurigo, dove risultano ricoverati due giovani in condizioni definite “talmente critiche” da non consentire al momento il trasferimento, oltre a visite mirate in altri nosocomi che ospitano cittadini italiani coinvolti nell’esplosione di Crans-Montana.
Parallelamente, è stata attivata una squadra di supporto psicologico dedicata ai genitori e ai familiari dei feriti, sia per chi si trova in Svizzera sia per chi è in arrivo o già ricoverato al Niguarda di Milano. Gli psicologi opereranno in coordinamento con i servizi sociali e con i referenti clinici per garantire continuità di assistenza emotiva, mediazione comunicativa e supporto nelle fasi di identificazione dei pazienti non ancora riconosciuti. L’obiettivo è ridurre lo stress acuto, facilitare il consenso informato per le procedure necessarie e assicurare un canale informativo affidabile verso le famiglie.
Le attività delle squadre sul territorio elvetico includono il monitoraggio della stabilità emodinamica dei pazienti, la verifica della compatibilità dei piani terapeutici con le linee guida per i grandi ustionati e la valutazione dei criteri di trasferibilità in sicurezza verso il Centro Ustioni di Milano, laddove le condizioni cliniche lo consentano. È stata predisposta la condivisione strutturata dei referti clinici e dei parametri vitali con la Centrale Operativa Regionale, in modo da pianificare tempestivamente eventuali trasporti secondari con mezzi attrezzati per la ventilazione meccanica e la gestione avanzata del dolore.
Il coordinamento interistituzionale tra le autorità sanitarie lombarde e gli ospedali svizzeri procede attraverso canali dedicati per la gestione di emergenze transfrontaliere. Tale integrazione consente di bilanciare la disponibilità di posti letto in terapia intensiva, ottimizzare l’impiego delle risorse specialistiche e garantire omogeneità di cura. La presenza dei team italiani in Svizzera assicura inoltre un monitoraggio diretto dei connazionali ricoverati in strutture diverse, con una presa in carico che resta allineata con gli standard operativi attivi al Niguarda.
In caso di evoluzione favorevole dei parametri clinici, i professionisti incaricati provvederanno a definire finestre operative per il trasferimento, tenendo conto di stabilità respiratoria, bilancio dei fluidi, rischio infettivo e necessità di interventi chirurgici sequenziali. L’azione congiunta dei team medici e psicologici mantiene prioritaria la tutela dei pazienti più critici e l’assistenza alle loro famiglie, con aggiornamenti costanti sulla prognosi e sulle opzioni di cura disponibili.
FAQ
- Quanti italiani sono stati trasferiti al Niguarda? Tre giovani pazienti, una donna under 30 e due sedicenni, in condizioni gravi ma trasportabili.
- Dove sono ricoverati gli altri italiani feriti? Due si trovano a Berna e Zurigo in condizioni estremamente critiche; altri connazionali sono in diversi ospedali svizzeri.
- Quali risorse ha attivato il Centro Ustioni del Niguarda? Richiamo del personale, 18 posti letto aggiuntivi, équipe multidisciplinari h24 e protocolli per grandi ustioni.
- Perché alcuni pazienti non vengono trasferiti subito? Il quadro clinico è troppo instabile, rendendo il trasferimento controindicato fino a miglioramento dei parametri vitali.
- Chi compone le squadre inviate in Svizzera? Rianimatori, chirurghi plastici, infermieri esperti in grandi ustioni e un team di psicologi per il supporto alle famiglie.
- Qual è l’obiettivo delle missioni in Svizzera? Valutare i connazionali ricoverati, armonizzare i protocolli di cura, assistere le famiglie e programmare eventuali trasferimenti sicuri verso Milano.




