Bertolaso avverte sui feriti di Crans, percorso di cura lungo e incerto per il pieno ritorno alla sicurezza

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Bertolaso, ci vorrà tempo perché tutti i feriti di Crans siano fuori pericolo
Condizioni cliniche e tempi di recupero
L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso ha descritto un quadro ancora complesso per i giovani feriti nell’incidente di Crans-Montana, ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. Alcuni pazienti resteranno in condizioni critiche ancora a lungo, e l’uscita definitiva dalla fase di pericolo non è imminente per tutti. I medici mantengono una prognosi molto prudente, consapevoli che il percorso di guarigione sarà lungo e irregolare.
Due ragazzi saranno dimessi, segnale positivo ma non ancora rappresentativo dell’intero gruppo. Per la maggioranza, i sanitari parlano di un’evoluzione lenta, con controlli serrati e rivalutazioni quotidiane. La soglia di attenzione resta alta, anche sul piano psicologico, con un supporto mirato a pazienti e famiglie. Le autorità regionali ribadiscono che solo il medio periodo consentirà di capire l’entità reale dei danni e le prospettive di recupero funzionale.
Terapie intensive e criticità respiratorie
Tre feriti sono tuttora ricoverati in rianimazione al Niguarda, in condizioni gravi ma stabili secondo l’ultimo briefing clinico. Le principali criticità riguardano l’apparato respiratorio, compromesso dall’inalazione di fumi e sostanze tossiche durante l’evento in Svizzera. Le équipe di anestesia e terapia intensiva stanno concentrando gli sforzi su ventilazione, medicazioni avanzate e prevenzione delle infezioni. I protocolli applicati sono quelli tipici dei politraumi complessi e delle grandi ustioni.
I medici restano “estremamente cauti” sulla prognosi, sottolineando che eventuali peggioramenti respiratori o complicanze settiche possono modificare rapidamente lo scenario. Ogni paziente viene gestito con percorsi personalizzati, che combinano supporto respiratorio, nutrizione dedicata e monitoraggio continuo dei parametri emodinamici. L’obiettivo immediato è la stabilizzazione definitiva, per poi passare alla fase riabilitativa.
Centro Ustioni e progressi al Policlinico
Nel Centro Ustioni la situazione appare più incoraggiante: i ragazzi ricoverati risultano coscienti, estubati e monitorati in ambienti a massima protezione per ridurre il rischio di infezioni. Le stanze a elevata sicurezza, con percorsi separati e filtri d’aria, sono essenziali per chi presenta estese lesioni cutanee. Le medicazioni sono frequenti e dolorose, ma indispensabili per favorire la rigenerazione dei tessuti e prevenire complicanze.
Uno dei pazienti trasferiti al Policlinico di Milano è stato sottoposto a respirazione extracorporea per alleggerire il lavoro dei polmoni. Il supporto è stato sospeso e il ragazzo ora respira con i propri polmoni, pur restando tracheotomizzato e talvolta assistito meccanicamente. Rimangono necessarie ulteriori operazioni chirurgiche per il trattamento delle ustioni, ma il paziente è vigile e collaborante, un segnale clinico considerato incoraggiante dagli specialisti.
FAQ
D: Qual è lo stato attuale dei feriti più gravi?
R: Tre ragazzi sono ancora in rianimazione al Niguarda, in condizioni gravi ma stabili, con particolare attenzione alle funzioni respiratorie.
D: Alcuni pazienti sono già stati dimessi?
R: Sì, due giovani verranno dimessi, ma la maggior parte dei feriti necessita ancora di ricovero e monitoraggio costante.
D: Perché i medici sono così cauti sulla prognosi?
R: Le lesioni respiratorie da inalazione e il rischio di infezioni rendono il quadro clinico imprevedibile nel medio periodo.
D: Come vengono protetti i pazienti nel Centro Ustioni?
R: Sono ricoverati in stanze ad alta sicurezza, con protocolli severi di isolamento per limitare le complicanze infettive.
D: Qual è il ruolo del Policlinico di Milano in questa emergenza?
R: Il Policlinico segue alcuni pazienti trasferiti per trattamenti avanzati, tra cui la respirazione extracorporea e interventi chirurgici complessi.
D: I ragazzi in terapia intensiva sono coscienti?
R: Dipende dal quadro specifico: alcuni sono sedati per esigenze terapeutiche, altri risultano vigili ma strettamente monitorati.
D: Chi ha fornito le informazioni ufficiali sullo stato dei feriti?
R: Le dichiarazioni sono state rese dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso in un punto stampa all’ospedale Niguarda.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria di queste notizie?
R: Le informazioni derivano da una nota e da lanci d’agenzia di ANSA, che ha seguito l’evoluzione clinica dei feriti di Crans-Montana.




