Bernardini De Pace shock a Crans-Montana umiliati gli svizzeri le parole che fanno discutere subito

Indice dei Contenuti:
Responsabilità e falle nella sicurezza
Anna Maria Bernardini De Pace, in un’intervista al Giornale, denuncia una catena di omissioni: definisce “sconcertanti” gli eventi della tragedia di Crans-Montana e individua nella “totale assenza di misure di sicurezza” l’origine del disastro. Sostiene che la priorità data all’incasso rispetto alla tutela degli ospiti avrebbe impedito controlli adeguati, trasformando l’incendio in una “carneficina”.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Le responsabilità, secondo la penalista, non si fermano ai gestori del locale Le Constellation, ma investono l’intera filiera dei controlli: Comune, Cantone e autorità federali della Svizzera. La contestazione di soli reati colposi viene giudicata “inaccettabile”, alla luce delle carenze strutturali e dell’assenza di strumenti di protezione.
Per la coppia Moretti, la De Pace invoca l’ipotesi di “dolo eventuale”: non una semplice negligenza, ma l’accettazione del rischio di un evento letale in presenza di condizioni oggettivamente pericolose. Immagini inedite del Tg3 dall’interno del locale confermerebbero criticità come la porta di sicurezza e i percorsi di evacuazione, alimentando il quadro di responsabilità diffuse e di vigilanza inefficace.
Richiesta di risarcimenti e scuse ufficiali
Anna Maria Bernardini De Pace chiede alla Svizzera un fondo straordinario “di almeno 50 miliardi di euro” per risarcire le vittime di Crans-Montana, coprire cure lunghe e costose e inviare un segnale concreto, non solo formale. Invoca scuse pubbliche come atto dovuto verso i giovani coinvolti e le loro famiglie, con un impegno economico immediato e verificabile.
Il fondo, nelle sue parole, deve essere strutturato con procedure rapide, trasparenti e centralizzate tra Comune, Cantone Vallese e autorità federali, evitando rinvii e conflitti di competenza. Le risorse dovrebbero coprire danni patrimoniali e non patrimoniali, assistenza psicologica, riabilitazione e sostegno a lungo termine, con tutele specifiche per i minori.
Le scuse ufficiali dovrebbero arrivare ai massimi livelli istituzionali, affiancate da un piano di indennizzi anticipati e da una verifica indipendente su responsabilità e gestione dell’emergenza. Per la penalista, un risarcimento simbolico o dilatorio aggraverebbe la frattura di fiducia: serve una risposta di “sostanza”, capace di riconoscere l’errore sistemico e di garantire giustizia rapida e tracciabile alle vittime.
FAQ
- Qual è la richiesta economica avanzata? Un fondo di almeno 50 miliardi di euro per risarcimenti e cure.
- Chi dovrebbe gestire il fondo? Struttura congiunta tra Comune, Cantone Vallese e autorità federali, con controllo indipendente.
- Cosa devono coprire gli indennizzi? Danni materiali e morali, assistenza psicologica, riabilitazione e supporto a lungo termine.
- Perché servono scuse ufficiali? Per riconoscere responsabilità istituzionali e riparare la fiducia con un impegno concreto.
- Quali tempi di erogazione propone? Anticipi immediati e procedure rapide e trasparenti.
- La fonte giornalistica citata? Intervista della penalista al quotidiano il Giornale.
- Cosa accade se la risposta resta simbolica? Si acuisce la sfiducia delle vittime e dell’opinione pubblica internazionale.
Ripercussioni sul sistema svizzero e sulla fiducia internazionale
Le parole di Anna Maria Bernardini De Pace colpiscono il “sistema Svizzera” nel suo cuore reputazionale: la promessa di efficienza, controllo e affidabilità è messa in discussione dal caso Crans-Montana. L’idea che la sicurezza sia stata sacrificata all’incasso apre una frattura con l’opinione pubblica e con i frequentatori storici della piazza alpina.
Secondo la penalista, l’onda d’urto andrà oltre il singolo locale Le Constellation: investitori e visitatori facoltosi adotteranno un approccio più prudente, riducendo la spesa e pretendendo garanzie misurabili. Le istituzioni – Comune, Cantone Vallese, autorità federali – sono chiamate a ricostruire fiducia con verifiche straordinarie, audit indipendenti e standard unificati di prevenzione e controllo.
Senza una risposta strutturale, il rischio è un danno d’immagine duraturo sui mercati turistici e finanziari, con riflessi sulla capacità del Paese di attrarre eventi, capitali e turismo di fascia alta. L’ipotesi di reati solo colposi, definita “inaccettabile”, alimenta l’idea di una tutela insufficiente delle vittime e di un sistema che fatica ad auto-correggersi.
Per invertire la rotta servono ispezioni capillari su locali e infrastrutture, trasparenza sugli esiti, piani di evacuazione certificati e responsabilità chiare sui controlli. Ogni rinvio o formalismo accrescerebbe la diffidenza internazionale, mentre un’azione rapida e verificabile può riaprire un canale di fiducia con famiglie, viaggiatori e community economiche.




