Bending Spoons punta le banche: corsa al posto d’onore nella mega IPO che farà discutere

Indice dei Contenuti:
Prospettive di ipo e tempistiche
Bending Spoons accelera il dossier di quotazione a Wall Street, con un flottante ipotizzato tra il 30% e il 35% del capitale. Le indiscrezioni di mercato convergono su una finestra non immediata: l’approdo non avverrebbe nel 2026, bensì nel primo trimestre del 2027. L’azienda resta “market ready”, come dichiarato a Reuters dal ceo e co-founder Luca Ferrari, che aveva sottolineato come ogni anno potesse essere “quello giusto”.
La tempistica riflette una strategia di esecuzione ordinata su più fronti: integrazione delle acquisizioni in pipeline, consolidamento dei conti e definizione della sindacazione bancaria per la mega-ipo. Il raddoppio dell’ebitda rettificato atteso nel 2026 rispetto al 2025 rafforza la finestra 2027 come scenario operativo più solido, ottimizzando la visibilità su ricavi e marginalità. L’assetto societario, sostenuto da round equity e linee di venture debt, consente flessibilità sul timing senza pressioni tattiche.
Il perimetro dell’offerta resta in valutazione, con sizing e struttura legati alle condizioni dei mercati statunitensi e all’assorbimento degli asset acquisiti. La scelta di New York come listing venue punta a massimizzare multipli e liquidità, in linea con il profilo di piattaforma software-consumer globale con circa un miliardo di utenti. Le prossime settimane saranno decisive per definire calendario, documentazione e primi pilot fishing con gli investitori istituzionali.
Banche in corsa per il mandato
Il perimetro dei global coordinator si sta delineando attorno a un nucleo misto italiano–internazionale. In pole tra gli istituti domestici figurano Intesa Sanpaolo e Banco BPM, già nel pool che ha sostenuto il finanziamento per l’acquisizione di AOL. Sul versante estero avanzano JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley, con un track record consolidato sulle grandi tech ipo statunitensi.
La presenza di player che hanno erogato linee di venture debt e partecipato ai precedenti prestiti ponte rafforza la continuità operativa nella strutturazione della sindacazione. Al fianco dei principali nomi, restano attivi come joint bookrunner potenziali BNP Paribas, Crédit Agricole CIB, HSBC, JPMorgan, Mizuho, Société Générale e Wells Fargo, già coinvolti nel debito a supporto del deal AOL.
La composizione finale dipenderà da ruoli e fee, dall’allocazione tra global coordinator, bookrunner e co-manager, e dalla capacità di orchestrare pilot fishing e educational verso gli long-only focalizzati su piattaforme software-consumer. Il mandato favorirà istituti con copertura profonda su New York, accesso agli investitori growth e know-how su ipo multi-giurisdizione, in linea con il profilo internazionale di Bending Spoons.
Crescita, acquisizioni e valutazione
Bending Spoons consolida una traiettoria di crescita fondata su m&a selettivo e integrazione operativa profonda. Il management prevede l’ebitda rettificato in raddoppio a 1,4 miliardi di dollari nel 2026 dopo circa 700 milioni nel 2025, con contributo atteso dal closing di Vimeo e AOL, cui si aggiunge l’accordo per Eventbrite. Il perimetro industriale si è ampliato con asset media, creator economy e strumenti di produttività, elevando scala, audience e monetizzazione.
La strategia ha incluso acquisizioni di rilievo: MileIQ (luglio 2025), komoot (marzo 2025) e Brightcove (annunciata a novembre 2024 e chiusa a marzo), oltre a WeTransfer, Issuu, Hopin/StreamYard Top Corp, Meetup, asset digitali di Mosaic Group ed Evernote. Il modello operativo si basa su trasformazione e integrazione nelle piattaforme interne, con mantenimento in portafoglio e focus su efficienza e ricavi ricorrenti.
Il funding ha combinato equity e venture debt: round di ottobre 2025 con valutazione pre-money di 11 miliardi di dollari e raccolta di 710 milioni (270 primario, 440 secondario) da investitori come T. Rowe Price, Baillie Gifford, Cox Enterprises, Durable Capital Partners, Fidelity, Foxhaven e Radcliff; a supporto anche linee per 500 milioni di euro nell’agosto 2025 e un’operazione precedente da 600 milioni di dollari guidata da Silver Point e Blackstone. I capitali hanno accelerato l’agenda m&a e rafforzato la base per la valorizzazione in ipo.
FAQ
- Qual è la traiettoria di ebitda attesa?
Raddoppio a 1,4 miliardi di dollari nel 2026 dopo circa 700 milioni nel 2025, considerando il contributo delle acquisizioni. - Quali acquisizioni recenti incidono maggiormente?
Vimeo, AOL, l’accordo per Eventbrite, oltre a MileIQ, komoot, Brightcove, WeTransfer, Issuu, Hopin/StreamYard, Meetup, asset di Mosaic Group ed Evernote. - Come viene finanziata la crescita?
Mix di equity e venture debt, inclusi 710 milioni di dollari raccolti nell’ottobre 2025 e linee di debito da primarie banche internazionali. - Qual è l’ultima valutazione comunicata?
Pre-money di 11 miliardi di dollari nel round di ottobre 2025. - Qual è il modello industriale adottato?
Acquisto di asset tecnologici, trasformazione profonda e integrazione in piattaforma, con mantenimento di lungo periodo. - Quali sinergie sono attese dalle acquisizioni media e creator?
Espansione audience, incremento ricavi ricorrenti, monetizzazione video e miglioramento margini operativi. - Quali sono le fonti giornalistiche citate?
Dichiarazioni e dati richiamati da Reuters e approfondimenti di BeBeez.




